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Ass. Culturale Il Foglio: Cinema

Filmare la morte. Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 300

Un libro sul cinema horror e thriller di Lucio Fulci che esce a dieci anni dalla morte di uno dei nostri registi più importanti e meno considerati dalla critica ufficiale. Chianese e Lupi lo hanno scritto da cinefagi più che da cinefili e la loro critica è supportata da altre critiche, per fornire una visione completa dell'iter fulciano del brivido. Lucio Fulci è un cineasta completo che ha lasciato un segno indelebile nel cinema di genere italiano, affrontando ogni tipo di pellicola senza pregiudizi e con la massima professionalità, lottando sempre con budget ristretti. Dalle sceneggiature per Steno e i primi film con Totò, alla saga di Franco e Ciccio, ai film erotico-maliziosi, per finire ai rinomati thriller e horror, il tratto distintivo è un'originalità che salta all'occhio persino del profano. "Filmare la morte" si occupa soltanto del cinema de paura di Fulci e solo marginalmente affronta il discorso erotico, comico e apocalittico.
15,00

Fata Morgana. Il cinema catalano e la scuola di Barcellona

di Beniamino Biondi

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 150

Il lavoro di Beniamino Biondi tenta una ricapitolazione critica del fenomeno della scuola di Barcellona, movimento cinematografico d'avanguardia, che, di fatto, ha rappresentato la sola autentica nouvelle vague spagnola. All'analisi delle premesse storiografiche, sia di natura estetica che ideologica, seguono i ritratti dei vari componenti del movimento, a commento delle loro opere e delle ragioni linguistico-formali che ad esse presiedono. Si è inoltre deciso di far precedere il discorso da una sintetica rassegna sul cinema degli anni '50 e '60, così da fornire gli strumenti per una riconduzione del fenomeno sperimentale (anche in funzione oppositiva) ai prodromi della cinematografia catalana, e di farlo seguire da un più ampio panorama sul nuovo cinema, che comprende quegli autori che della scuola di Barcellona furono compagni di strada, nella coscienza d'impegno civile del loro lavoro, come quegli autori che mai ne furono sodali e che hanno così percorso altre strade, non potendo ad ogni modo disconoscere nella libertà creativa degli anni '60 il fondamento espressivo della loro opera. Lo studio si conclude con i cineasti che esordirono alla fine degli anni '70, nel momento in cui l'esperienza dello sperimentalismo e della nuova libertà acquisita con la fine della dittatura si esaurirono (eccetto che per alcuni rilevantissimi casi) nel compimento di un cinema socialmente meno impegnato e linguisticamente più convenzionale.
14,00

Storia del cinema horror italiano. Da Mario Bava a Stefano Simone

di Gordiano Lupi

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 225

Il primo tassello di una Storia del cinema horror italiano che non ha pretese di completezza, ma punta a fare un po' d'ordine in un panorama poco studiato. La scelta dell'autore è stata quella di ordinare la materia per regista, seguendo una cronologia che ci accompagnerà in un viaggio dal gotico fino alle nuove frontiere del cinema estremo, passando per splatter, esorcistici, cannibali e incubi argentiani. In questo volume: Riccardo Freda, Mario Bava, Giorgio Ferroni, Antonio Margheriti, Camillo Mastrocinque, Mario Caiano, Massimo Dalamano, Damiano Damiani, Mino Guerrini, Renato Polselli, Elo Pannacciò, Massimo Pupillo, Walter Ratti e molti altri. Non manca un'analisi sul cinema fantastico impegnato che comprende lavori come Il demonio di Brunello Rondi, L'ultimo uomo della terra di Ubaldo Ragona, Il Dio serpente di Piero Vivarelli e Toby Dammit di Federico Fellini. Completano il volume tre interessanti interviste realizzate da Emanuele Mattana a Antonio Tentori, Dardano Sacchetti ed Ernesto Gastaldi.
15,00

Il cinema di Michael Winner

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 200

Regista, sceneggiatore e spesso montatore dei suoi film con lo pseudonimo di Arnold Crust nonchè critico gastronomico, Michael Winner è conosciuto per i solidissimi polizieschi, che hanno consacrato definitivamente il divismo di Charles Bronson. Titoli come "L'assassino di pietra" (1973), il capolavoro "Professione assassino" (1972), oggetto di un recente remake con Jason Statham e soprattutto il discusso "Il giustiziere della notte" (Death Wish, 1974), hanno codificato nuove istanze narranti nel genere d'appartenenza. Trasferitosi a Hollywood verso la fine dei Sessanta, il suo primo film americano nel 1971 è il western "Io sono la legge" con Burt Lancaster, primo di una lunga serie di star internazionali (Marlon Brando, Alain Delon, Ava Gardner, Robert Mitchum, Sophia Loren, James Coburn, Faye Dunaway, Eli Wallach, Peter Ustinov, Anthony Hopkins,Jeremy Irons e Michael Caine). Negli anni Ottanta oltre a completare la trilogia di "Death Wish" (1981 e 1985), filma in patria anche progetti più ambiziosi e personali come "L'avventuriera perversa" (1982), "L'opera del seduttore" (1988) e "Dirty Weekend" (1992) fino a quella che resta per ora l'ultima sua opera "Parting Shots" (1997), una commedia nera.
16,00

Il cinema di Shinya Tsukamoto

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 150

Esponente di spicco del cinema indipendente giapponese, Shinya Tsukamoto si è fatto conoscere al pubblico occidentale con il film cult Tetsuo, che ne riassume immediatamente le coordinate stilistiche e poetiche. Figlio del cinema di David Cronenberg e di David Lynch, Tsukamoto ha sviluppato un'idea di cinema fondata sul corpo come metafora fragile dell'essere umano. Attraverso film quali Tokyo Fist, Bullet Ballet, A Snake of June, Vital, e la trilogia su Tetsuo, Tsukamoto ha saputo ragionare in termini efficaci sul ruolo dell'individuo all'interno della società oppressiva contemporanea, sulle relazioni sempre più effimere tra le persone, sul ruolo del sesso nella gestione della propria esistenza, tutti temi affrontati all'interno del libro da firme autorevoli quali: Raffaele Meale, Edvige Liotta, Domenico Monetti, Lorenzo Leone, Enrico Carocci, Dario Tomasi, Michele Raga, Enrico Azzano, Matteo Boscarol e Massimiliano Spanu. Prefazione di Tom Mes.
15,00

Poliziotti senza paura. Stelvio Massi e il cinema d'azione

di Fulvio Fulvi

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 236

Stelvio Massi è stato un grande maestro dei film d'azione. Negli anni '70 e '80 ha fatto divertire e sognare milioni di italiani con film come Squadra volante, Mark il poliziotto, Speed cross, La banda del trucido, Il commissario di ferro e tanti altri. Massi si è affermato dopo una lunga e robusta gavetta. Cominciò come aiuto operatore a soli 23 anni appena arrivato a Roma per poi diventare direttore della fotografia, e quindi regista e sceneggiatore di film che hanno visto come protagonisti Tomas Milian, Maurizio Merli, il divo dei fotoromanzi Franco Gasparri, Fabio Testi, John Saxon, Lee J.Cobb, Luc Merenda e altri attori che lui stesso ha scoperto e valorizzato. In questa monografia si ripercorre tutta la carriera del cineasta marchigiano seguendo un criterio biografico corredato da approfondite schede dei 30 film che lui ha diretto. Il libro contiene interviste esclusive al figlio Danilo, anch'egli regista, al musicista e compositore Stelvio Cipriani, a Giorgio Albertazzi, John Saxon, Fabio Testi, Stella Gasparri (figlia dell'attore Franco Gasparri), Massimo Mirani e al montatore Mauro Bonanni. La prefazione è del sindaco di Civitanova Marche, dottor Massimo Mobili, che ha voluto rendere omaggio all'illustre concittadino. Le post-fazioni sono di Luca Pallanch e Domenico Monetti, della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e si intitolano, rispettivamente: Stelvio Massi, le strade perdute del cinema italiano e Stelvio Massi, o l'epigonismo di un genere.
18,00

Il cinema di Robert Rodriguez

di Fabio Migneco

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 220

Nel 1992 la Columbia Pictures presentava al mondo un giovane regista di ventitré anni che aveva realizzato, da solo e con appena 7000 dollari, uno dei film indipendenti di maggior successo di sempre: "El Mariachi". Da quel momento Robert Rodriguez ha saputo crearsi con originalità ed energia un posto nel cinema contemporaneo e intere schiere di appassionati dei suoi film. A torto considerato solo uno dei tanti epigoni del suo amico fraterno Quentin Tarantino, Rodriguez è un filmaker completo, capace di farsi carico di tutte le fasi di realizzazione dei suoi film. Pioniere nell'uso del digitale e dell'alta definizione, il regista texano ha realizzato finora dodici film, da "Desperado" a "Dal tramonto all'alba", dalla serie degli "Spy Kids" fino a "Sin City" e "Planet Terror". Questa monografia vuole essere uno sguardo più approfondito all'opera di un regista che, all'interno del cinema di genere, sa essere ad ottimi livelli sia autore che artigiano, sempre pronto a spingere i propri limiti più in là, verso nuove sfide, tematiche e tecniche, che gli permettano di rivisitare i classici con furore postmoderno, regalando al pubblico esperienze sempre degne e diverse.
18,00

Herschell Gordon Lewis. The gorefather

di Michele Tosolini

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 227

Guida al cinema di H.G. Lewis, padre del gore cinematografico. Il libro contiene una Intervista dell'autore a H.G. Lewis e un'intervista esclusiva a Tim Sullivan.
15,00

Il cinema di Sam Raimi

di Fabio Zanello

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 160

«Da regista di culto nell'horror per la trilogia "Evil Dead", Sam Raimi si è progressivamente dimostrato negli anni un regis
12,00

Oltre la vendetta. Il cinema di Park Chan-Wook

di Michelangelo Pasini

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 225

Park Chan-wook è, insieme a Kim Ki-duk e Bong Joon-ho, il regista che più di tutti ha contribuito a sdoganare il cinema corean
18,00

I dannati e gli eroi. Il cinema di Guillermo Del Toro

di Alessio Gradogna

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 200

Da Cronos a Hellboy, da Blade 2 a Il labirinto del fauno, la filmografia di Guillermo Del Toro è una tela ricoperta di mille c
15,00

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