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Bompiani: Tascabili

Lettere da Babbo Natale

di John R. R. Tolkien

editore: Bompiani

pagine: 192

Ogni dicembre ai figli di J
14,00

Piangi pure

di Lidia Ravera

editore: Bompiani

pagine: 352

Iris ha 79 anni, una figlia intelligentissima e antipatica, che parla esclusivamente con Dio, e una nipote bellissima e ignora
12,00

Tutti i racconti

di Flannery O'Connor

editore: Bompiani

"Quelle della O'Connor non sono rappresentazioni realistiche della scena sociale in cui è nata la vittima, ma rappresentazioni
15,00

La pazza della porta accanto

di Alda Merini

editore: Bompiani

L'autrice mette a nudo e indaga i momenti cruciali della sua esperienza di poeta e di donna in una sorta di diario che visita
11,00

Va' dove ti porta il cuore

di Susanna Tamaro

editore: Bompiani

Olga è nell'età in cui si fanno bilanci
12,00

Guida al giro del mondo

di Nanni Delbecchi

editore: Bompiani

pagine: 347

Chi non ha sognato di fare il giro del mondo una volta nella vita? Questa è la storia di due amici che decidono di farlo per davvero, a bordo di una Renault 4 immatricolata nell'89. Da Ventimiglia a Zanzibar passando per Lisbona, Buenos Aires, Tokyo, Saigon, il succedersi delle tappe diventa un racconto picaresco fatto di luoghi noti e sconosciuti, incontri, scoperte e contrattempi... Ogni giro del mondo è unico e irripetibile, proprio come il viaggio che ognuno fa attorno alla propria vita, e lì non ce guida che tenga. Romanzo, reportage, novella di viaggio, autofiction, parodia: "Guida al giro del mondo" è anche un girovagare attorno alle giurisdizioni della scrittura in una sequenza dipanata dal caso, dove ogni tanto s'intravede un filo conduttore. Ma forse è solo un'impressione.
13,00

La fine del Terzo Reich. Germania 1944-45

di Ian Kershaw

editore: Bompiani

pagine: 642

"Mentre, all'inizio del 1945, si profilava la disastrosa sconfitta, si sentivano qualche volta i tedeschi dire che 'avrebbero preferito una fine con orrore a un orrore senza fine'. E una 'fine con orrore' fu senza dubbio ciò che sperimentarono. La fine portò con sé distruzioni e perdite umane su scala enorme. Molto di questo si sarebbe potuto evitare se la Germania fosse stata disposta a cedere alle richieste degli Alleati. Il rifiuto di prendere in considerazione, prima del maggio 1945, la capitolazione significò dunque per il Reich e per il regime nazista non solo distruzione, ma autodistruzione. L'autodistruzione provocata dal perseverare nella lotta fino al limite estremo, fino a subire una quasi totale devastazione e una completa occupazione da parte dei nemici è estremamente rara. Eppure è questo che la Germania fece nel 1945. Perché? Si è tentati di dare una risposta semplice: Hitler rifiutò in maniera irremovibile di prendere in esame qualsiasi ipotesi di resa, per cui non c'era alternativa al continuare a combattere. Questa risposta suscita però altri interrogativi. Perché si continuò a obbedire agli ordini autodistruttivi di Hitler? In virtù di quali meccanismi di potere egli fu in grado di condizionare la sorte del paese, quando fu evidente a chiunque avesse occhi per vedere che la guerra era persa e la Germania completamente distrutta? E per quanto i tedeschi sarebbero stati disposti a seguire fino all'ultimo Hitler?" (Ian Kershaw)
16,00

Contro la letteratura. Un'accusa e una proposta

di Rondoni Davide

editore: Bompiani

pagine: 104

Fanno gli svolazzi calligrafici sul suo nome e intanto le calpestano il viso, la sfigurano a calci
10,00

L'ultima estate in città

di Gianfranco Calligarich

editore: Bompiani

pagine: 174

"Il romanzo è il ritratto ironico, amare e disincantato di un uomo del nostro tempo. A trent'anni, egli si muove a caso tra mestieri discontinui e mediocri, fra convegni e incontri dove i rapporti umani sono effimeri e sfilacciati. L'incontro con una ragazza irrequieta e fragile, che a tratti gli si mette accanto e a tratti compare, e le deliranti divagazioni di un amico distrutto dall'alcool sembrano insediar i nella sua solitudine e accendere in lui una volontà di scelta e un soffio vitale. Ma egli a di essere nel numero di quelli che perdono, per una inettitudine a vivere e per una oscura repulsione verso ogni vittoria. La città che lo accoglie è una Roma inospitale, solenne, vasta e indifferente, e tuttavia prodiga nell'accordare a ogni esule e a ogni randagio qualche zona di protettiva penombra, non amica e non materna ma piuttosto beffardamente complice. La qualità essenziale del romanzo è nell'avere illuminato con disperata chiarezza il rapporto fra un uomo e una città, cioè tra la folla e la solitudine." (Natalia Ginzburg)
11,00

Ultimo venne il verme. Favole

di Nicola Cinquetti

editore: Bompiani

pagine: 154

"Contro te povero verme le lagnanze sono eterne", scriveva Toti Scialoja
12,00

La trilogia dei colori: Neve-Il violino nero-L'apicoltore

di Maxence Fermine

editore: Bompiani

pagine: 329

Tre colori, tre favole piene di poesia e di emozioni. La prima storia, "Neve", è bianca e riposante, come la neve e l'Asia che la ispirano. Yuko è un giovane poeta giapponese. Nei suoi haiku sa cantare solo lo splendore e la bianchezza della neve. Soseki è un anziano pittore divenuto cieco che vive nel ricordo di un amore perduto. Neve è una ragazza bellissima. Il suo corpo giace per sempre tra i ghiacci. A legare i loro destini, un filo, disperatamente teso tra le cime di due montagne, come simbolo di un esercizio funambolico impossibile da eseguire. "Il violino nero" è la seconda storia, nera come le note del pentagramma, inquietante come l'atmosfera di una Venezia silenziosa ma percorsa da echi della coscienza e dei desideri. Un giovane genio coltiva l'ambizione di "mutare in musica la propria vita". Una donna misteriosa esprime in un canto dalle divine sonorità la profonda innocenza della sua anima. Un anziano liutaio ha creato uno splendido violino, nero come gli occhi e la chioma di quella donna. "L'apicoltore", la terza storia, ha il colore dell'oro come il sogno folle di un giovane che dal Sud della Francia parte per l'Africa. Aurélien cerca in ogni cosa l'oro della vita, ossia la bellezza, la magia, il colore caldo del sole, ed è incantato dalle api, "che possono morire d'amore per un fiore". Dopo infinite avventure farà ritorno a casa per scoprire dentro di sé il seme di un puro amore per l'unica donna che lo ha da sempre aspettato, piena di fiducia e speranza.
13,00

Sono morto dalle risate

di Alessia Lionello

editore: Bompiani

pagine: 341

Per più di cinquant'anni Oreste Lionello ha attraversato lo spettacolo in tutte le sue forme, dal teatro alla televisione, dal cinema al cabaret, accompagnando con la sua ironia le risate di generazioni di italiani. Dagli esordi in Rai negli anni '50 fino al successo con il Bagaglino, Lionello ha lavorato con i più grandi autori e attori del varietà, tra cui Lauretta Masiero, Aldo Giuffrè, Paolo Villaggio, Gabriella Ferri, Leo Gullotta, oltre ad avere prestato la voce a Woody Allen in tutti i suoi film. In questo libro, raccolto dalla figlia Alessia, per la prima volta si racconta la storia umana e professionale di Oreste Lionello, dei suoi incontri e dei suoi sogni, al ritmo delle sue fulminanti battute.
13,50

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