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Carocci: Aulamagna

La vita religiosa nell'Italia moderna. Secoli XV-XVIII

di Ottavia Niccoli

editore: Carocci

pagine: 288

Questo libro intende offrire un quadro chiaro e il meno possibile allusivo degli aspetti e delle vicende principali della vita religiosa italiana in età moderna (dal 1450 al 1800 circa). Le modalità della vita religiosa sono state descritte non in forma astratta, ma ponendole in rapporto al variare delle dottrine e alla storia delle istituzioni; è chiaro infatti che i rapporti con il soprannaturale nell'Italia moderna sono stati in larghissima parte mediati dalle strutture ecclesiastiche, e gli aspetti di questa mediazione andavano posti in primo piano. Ma al centro del libro si pongono gli uomini più che le istituzioni e le dottrine; o almeno, queste ultime sono state valutate in quanto influivano concretamente sulla vita dei fedeli, sulle loro abitudini e sui loro obblighi quotidiani, sui cambiamenti della loro esperienza, sulle prestazioni che essi richiedevano agli ecclesiastici e che questi ritenevano doveroso offrire loro. Perciò si è cercato in primo luogo di descrivere pratiche, comportamenti, rituali e immagini, nella convinzione che proprio il loro linguaggio sia il più idoneo a cogliere i rapporti della vita religiosa con le strutture di una società e le loro variabili.
14,00

Storie d'Europa. Secoli XVIII-XXI

di Marcello Verga

editore: Carocci

pagine: 222

Tra XVIII e XIX secolo si consolida un modello di storia d'Europa utile a definire una civiltà dai tratti largamente comuni e, insieme, un sistema di stati-nazione. La prima guerra mondiale ha segnato la crisi di questo schema "classico", reso inattuale dalle tragiche conseguenze dei nazionalismi e dalla nuova, plurale, realtà dell'Europa, uscita dalla sconfitta degli Imperi Centrali. Tra le due guerre mondiali, per coloro che intesero preservare la civiltà europea liberale contro i nazionalismi e i totalitarismi, l'Europa diventò, come ha scritto Lucien Febvre, un'idea rifugio, un valore di civiltà che poteva vivere solo rinnegando la storia dell'Europa delle nazioni. Nell'Europa divisa del secondo dopoguerra, le storie d'Europa, quasi tutte di autori dell'Europa atlantica, hanno voluto riaffermare la fiducia in un'idea di civiltà che si identificava con i valori della democrazia e del capitalismo "occidentali" e che ha trovato nei partiti cristiani e liberali e, solo più tardi, nei partiti del socialismo dell'Occidente, gli attori di un processo d'integrazione. Le storie d'Europa degli ultimi decenni del XX secolo sono state soprattutto uno strumento pedagogico per l'affermazione di questo processo, che ha trovato nella crisi del blocco comunista l'opportunità del suo consolidamento. L'azione del Consiglio d'Europa e la "politica della storia" delle istituzioni della Comunità e, ora, dell'Unione Europea hanno avuto, in questi ultimi due decenni un rilievo assai significativo nella promozione di un'identità europea che largamente si identifica con il suo "patrimonio" e le sue "radici" culturali.
12,00

L'enigma Gesù. Fatti e metodi della ricerca storica

editore: Carocci

pagine: 127

Che cosa significa precisamente studiare Gesù di Nazaret e il suo movimento secondo una prospettiva storica? La storia è una via efficace per comprendere uno dei personaggi più affascinanti e influenti di tutti i tempi? Cosa ci si può attendere dallo studio storico della figura di Gesù? Qual è il rapporto tra fede e storia? Questi gli interrogativi ai quali il volume intende dare una risposta. Le voci di alcuni dei migliori specialisti del settore si alternano a presentare un'esposizione documentata e sintetica dei risultati della ricerca su Gesù, attraverso l'analisi delle fonti, spiegando i termini del dibattito in corso in Italia e difendendo con passione e rigore le ragioni del metodo storico.
9,50

Storia del teatro antico

di Elena Adriani

editore: Carocci

pagine: 194

L'invenzione del teatro e della drammaturgia costituisce una delle eredità irrinunciabili che l'Occidente moderno ha attinto dalle antiche civiltà dei greci e dei latini. Ad Atene, tra il VI e il IV secolo a.C. si assiste all'ascesa, allo splendore e al declino di una stagione fertile di autori e attori, in un tempo in cui il fenomeno teatrale si carica di inedite valenze sociali, politiche e rituali. È l'età d'oro del V secolo, quando nella figura del drammaturgo si riassumono le competenze del poeta, del musicista, del coreografo, dell'interprete e del metteur en scène. I tragediografi e i commediografi romani assimilano l'esperienza spettacolare attica e vi conferiscono l'impronta della propria creatività, nel contesto di un universo civico e religioso profondamente mutato rispetto a quello ateniese. La miglior fortuna della commedia si accompagna all'ampio seguito di cui godono, anche oltre il tramonto del teatro letterario, forme spettacolari autonome dal domino della parola drammatica, come la farsa, il mimo, il pantomimo. Focalizzando l'interesse soprattutto sulle personalità e sui generi di maggior rilievo, il libro intende proporre un panorama esauriente della teatralità greca e romana, che presta attenzione sia all'aspetto drammaturgico sia al momento della messinscena.
12,00

La prosodia e la metrica dei romani

di Sandro Boldrini

editore: Carocci

pagine: 206

È ricorrente la tentazione di considerare la metrica una sorta di sovrastruttura: difficile e perciò noiosa, o addirittura inutile. Ma è possibile apprezzare la poesia latina, come ogni altra poesia, senza intenderne le forme essenziali? Di qui la necessità di recuperare alla coscienza degli studiosi, non solo giovani, una disciplina per troppi aspetti trascurata, senza la quale si affronterebbero i testi poetici in maniera di certo inadeguata. Mostrare come la poesia latina in altro non consista, tecnicamente, se non in linee organizzate della lingua è quanto questo manuale si propone, insieme all'illustrazione, sul piano diacronico, dei singoli versi e dei fenomeni prosodici.
12,00

La scrittura cinese nei secoli. Dal pennello alla tastiera

di Abbiati Magda

editore: Carocci

pagine: 230

Il volume si rivolge a tutti coloro che desiderino acquisire una conoscenza di base del sistema di scrittura cinese
12,00

Cultura. Introduzione all'antropologia

editore: Carocci

pagine: 330

Cultura è lo strumento che l'Occidente si è dato per costruire la sua conoscenza dell'Altro, di quei popoli le cui vite sono regolate da valori, norme e abitudini diverse dalle nostre. Il libro introduce alle tematiche di una disciplina, l'antropologia culturale, che ha fatto della nozione di cultura, delle sue definizioni, interpretazioni e usi molteplici la posta in gioco di un confronto tra noi e gli altri. Prosegue individuando alcuni passaggi chiave, quali il riconoscimento della pluralità delle culture, l'alternativa tra relativismo e universalismo, le relazioni tra agire individuale e modelli culturali, la svolta ermeneutica. Si conclude con un'ampia rassegna critica nella quale le prospettive tradizionali sono messe alla prova dalla riflessione dell'antropologia postmoderna, i Cultural Studies e la critica postcoloniale: apporti indispensabili per la comprensione dei più significativi conflitti etnici, razziali e culturali della contemporaneità.
15,00

Le rinascite della tragedia. Origini classiche e tradizioni europee

editore: Carocci

pagine: 380

La forma teatrale della tragedia - inventata dai Greci e riproposta in varie modalità sulle scene romane - si esaurì e scomparve dalla cultura occidentale per un lungo periodo, compreso fra l'età tardo antica e l'inizio dell'umanesimo. Durante il Medioevo la conoscenza tanto del genere letterario quanto delle sue forme di presentazione al pubblico si ridusse a poche notizie confuse, sulla base delle quali gli intellettuali interessati alla letteratura antica cercarono, in modi talvolta davvero curiosi, di costruirsi una propria idea della tragedia. A quest'idea le varie tradizioni nazionali diedero una nuova vita, quando la riscoperta dei modelli classici permise di osservare più da vicino i testi di un autore come Seneca, e poi quelli dei grandi capolavori attici, e via via si acquisirono nuove conoscenze sulla realtà del teatro antico. Ma la tragedia moderna si sviluppò in forme assai differenziate, all'interno dei vari ambiti 'nazionali'. I saggi di questo volume si concentrano sulla varietà dei modi in cui la cultura moderna ha reinventato la tragedia classica. Le diverse declinazioni che questo genere ha conosciuto, fra l'antichità e il Cinquecento, vengono illustrate seguendo l'evoluzione e le fratture della sua storia in Grecia, a Roma, durante il Medioevo e nella prima produzione italiana, inglese, francese e spagnola.
15,00

I micenei. Archeologia, storia, società dei Greci prima di Omero

di Massimo Cultraro

editore: Carocci

pagine: 317

Tra le civiltà protostoriche del Mediterraneo, quella micenea è forse tra le poche a suscitare ancora oggi fascino e curiosità e a stimolare un vivace dibattito tra studiosi di diverse discipline. Chi erano i Micenei? Quali erano i rapporti tra il mondo miceneo e le coeve civiltà del Mediterraneo? Settecento anni di storia (1700-1000 a.C.) sono ripercorsi per la prima volta in modo unitario in un libro che rappresenta una guida analitica, completa e scientificamente documentata sulla civiltà elladica che segnò l'apogeo della Grecia prima dell'età del Ferro. Il volume, mettendo insieme l'intera documentazione disponibile e le più recenti scoperte, intende ricostruire in chiave storica, e non più in una dimensione ora prevalentemente filologica ora archeologica, una delle pagine più interessanti e affascinanti del mondo greco. Per la prima volta al lettore italiano viene proposto un quadro storico della Grecia alla fine del II millennio a.C., costruito sull'analisi delle forme economiche, della struttura politica e di quella religiosa. Comprendere il mondo miceneo, in altri termini, significa offrire alcune interessanti chiavi di lettura per chiarire i numerosi interrogativi che ancora oggi dominano il tema delle origini della Grecia antica.
14,50

Ferdinand de Saussure

di Prampolini Massimo

editore: Carocci

pagine: 136

Un concetto è una qualità della sostanza fonica (Saussure): è la definizione più rivoluzionaria da Aristotele ai nostri giorni
10,00

Capire il Medioevo. Le fonti e i temi

di Salvatore Tramontana

editore: Carocci

pagine: 333

Quanto Medioevo c'è nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nei fumetti, nella televisione, nel giornalismo dei nostri giorni? Il volume analizza l'affascinante intreccio tra passato e presente e come il concetto stesso di Medioevo sia stato proposto nelle varie epoche. Nell'intento di superare lo scarto fra modello proprio della ricerca e modello della didattica, il testo rende familiari agli studenti e a quanti desiderano avviarsi allo studio del Medioevo gli strumenti e i criteri metodologici dell'indagine storica. Oltre che alla letteratura storica sul periodo, particolare attenzione è riservata alle testimonianze - cioè alle fonti mute, orali, scritte -, di cui viene precisata tipologia, origine, genuinità, probabili contaminazioni. Il libro si conclude con notizie articolate e aggiornate sui criteri di datazione e sui documenti falsi, sugli archivi, sulle biblioteche, sui centri di cultura, sui repertori, sui lessici, sui glossari, ed è corredato di ampi apparati bibliografici e utili indicazioni sui periodici italiani e stranieri, sulle enciclopedie, sui manuali, sulle grandi opere di storia generale, sulle collane di fonti e testi.
15,00

Le bucoliche

di Publio Virgilio Marone

editore: Carocci

pagine: 533

Se Virgilio non avesse scritto le Bucoliche, fidando nella sua audace giovinezza, il cammino della poesia occidentale sarebbe stato assai differente. Subito lettissime, imparate a memoria, studiate, le ecloghe vivono di suoni, descrivono frammenti di paesaggi e di vita rustica, parlano di boschi, greggi e amori e al contempo riescono a evocare la dimensione del mito. Il misterioso Sileno, Titiro e Melibeo, Dafni sono tutte figure che hanno la concretezza del gesto e della parola, ma che pure si muovono in uno spazio attraversato dalla divina forza del canto, in una natura che risuona e partecipa dei sentimenti umani: e allora il puer, l'astro di Cesare, il dio della prima ecloga divengono essi stessi vividi, evidenti. Ma Virgilio ha voluto anche distogliere lo sguardo dai simboli e dai miti, dal canto che è quasi magia: e ha visto la guerra, il dolore, l'esilio. Se Roma, con gli dei che la abitano, appare come una luce salvifica, essa è pur sempre parte di un meccanismo, o forse di un caos, che ha portato all'ingiustizia. Testo profondamente "augusteo", le Bucoliche sono state pensate e scritte in un'epoca dai caratteri ancora molto incerti, prima che Augusto fosse soltanto immaginabile. Anzi, Virgilio ha contribuito ad inventare l'età augustea.
19,00

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