DeriveApprodi: Cronache

La fuga dal carcere. Le evasioni diventate storia

La fuga dal carcere. Le evasioni diventate storia

editore: DeriveApprodi

pagine: 187

Questo libro narra le appassionanti avventure di chi ha tentato la fuga dal carcere, uno dei temi in assoluto più classici e ricorrenti della letteratura di tutti i tempi. L'anelito di libertà, la fantasia, l'arguzia, la pazienza, la costanza, la perizia, il coraggio sono gli ingredienti essenziali che il prigioniero oculatamente dosa nel suo piano di fuga. E indipendentemente dal successo che esso può avere, riesce comunque sempre a suscitare i sentimenti forti dell'emozione, della partecipazione, della simpatia. A partire da questi presupposti il libro racconta alcune delle più mirabolanti e spettacolari fughe dal carcere, sia fallite che riuscite, realizzate nella storia carceraria di diversi paesi. Storie di fughe divenute celeberrime che hanno ispirato poeti, romanzieri, sceneggiatori e registi cinematografici e teatrali, insieme a fughe altrettanto straordinarie ma rimaste sconosciute. Fughe sagaci compiute senza colpo ferire e fughe violente sfociate in tragedia. A corredo un repertorio di immagini sul tema della storia della fuga dal carcere.
15,00
Impìccati! Storie di morte nelle prigioni italiane

Impìccati! Storie di morte nelle prigioni italiane

di Luca Cardinalini

editore: DeriveApprodi

pagine: 165

La prigione è dolore, solitudine, lacrime, paura, pena, vergogna, rabbia. In carcere si muore, come fuori e per le stesse cause: malattia, suicidio, omicidio. Ciò che non dovrebbe accadere mai, però, è morire di carcere: per mano di chi ti ha in custodia o per negligenza di chi ti ha in cura. In questo libro sono narrate otto storie di persone che in carcere sono entrate vive e ne sono uscite solo per i loro funerali: Aldo Bianzino, Diana Blefari, Luigi Acquaviva, Sami Mbarka Ben Gargi, Stefano Frapporti, Camillo Valentini, Niki Aprile Gatti, Stefano Cucchi. Otto storie di persone diverse per età, cultura, appartenenza di classe, stile di vita. Otto storie tra le migliaia che continuano a sbiadire in desolate udienze di solitari tribunali, dove sfilano familiari, testimoni, medici, agenti, direttori, assistenti, operatori, volontari... alla stanca e spesso vana ricerca di uno scampolo di verità. Otto tragedie esistenziali emblematiche della realtà giudiziaria e carceraria del nostro paese.
15,00
Morti di scienza. Crimini, scienziati e scoperte

Morti di scienza. Crimini, scienziati e scoperte

di Pierre Zweiacker

editore: DeriveApprodi

pagine: 259

Ci si può suicidare per un'equazione? Si può uccidere per un nuovo modello di telegrafo? Se chiedessimo ai criminologi ci direbbero di no. Ma questo libro prova il contrario. Immaginate scienziati in anticipo sull'epoca in cui vivono che non sopportano più l'incomprensione dei loro contemporanei. Geniali inventori, vittime del potenziale economico delle loro innovazioni, piratati da avidi investitori. Dispute di attribuzione che si trasformano in tragedie. La storia della scienza è disseminata di scene del crimine, esattamente come quelle di un romanzo giallo. Ma quelle qui raccontate sono tutte vere. Questo libro mostra come la ricerca scientifica sia il teatro di tragiche passioni, dove tra i ricercatori omicidi e suicidi sono la principale causa di mortalità, ben più degli incidenti sul lavoro. Un'altra storia delle scienze, insieme divertente e crudele, dall'antichità ai giorni nostri. Un libro per aneddoti e personaggi che per ogni scoperta scientifica ci rivela il suo "dramma" e il rivolo di sangue che l'accompagna.
18,00
Bolzaneto. La mattanza della democrazia

Bolzaneto. La mattanza della democrazia

di Massimo Calandri

editore: DeriveApprodi

pagine: 252

Genova, luglio 2001. In occasione delle manifestazioni che contestano il G8, 255 persone vengono "fermate" dalle forze dell'ordine e rinchiuse nella caserma di Bolzaneto, il "centro di temporanea detenzione". Tre giorni e tre notti che solo la storia potrà restituirci. "Grave compromissione dei diritti delle persone". "Comportamenti inumani e degradanti". "Una costante violazione delle libertà fondamentali". In una parola: tortura. Più in generale, uno "stato di eccezione", cioè la sospensione delle garanzie democratiche sancite dalla nostra Costituzione. Tutto ciò denunciano i Pubblici ministeri Patrizia Petruzzielio e Vittorio Ranieri Miniati, chiedendo la condanna di 45 tra generali e funzionari di polizia, ufficiali dell'Arma e guardie carcerarie, agenti, militari, medici. Ben sapendo che da sette anni c'è chi gioca con i tempi e fa spallucce, contando sulla prescrizione. Violenze, abusi psicologici, minacce, privazioni, offese: tutte accompagnate da un costante richiamo fascista, con i detenuti costretti a urlare "Viva il Duce!", esibendosi in umilianti sfilate con il braccio teso in un grottesco saluto romano, mentre un telefonino rimanda sinistra la musica di Faccetta nera. In questo libro Massimo Calandri, giornalista del quotidiano "la Repubblica" che dal primo giorno a oggi ha seguito come nessun altro operatore dell'informazione le vicende di Bolzaneto, raccoglie le sconvolgenti testimonianze delle vittime, la vergogna dei carnefici.
15,00
La strana morte del dr. Narducci. Il rebus di due cadaveri e il «mostro» di Firenze

La strana morte del dr. Narducci. Il rebus di due cadaveri e il «mostro» di Firenze

editore: DeriveApprodi

pagine: 142

L'8 ottobre del 1985, Francesco Narducci, un giovane medico della buona borghesia perugina, scompare misteriosamente, mentre si trova a bordo della sua imbarcazione al lago Trasimeno. La mattina aveva ricevuto una telefonata al lavoro e a metà pomeriggio, senza avvisare nessuno, si era recato al lago. Il corpo viene ritrovato, gonfio e irriconoscibile, quattro giorni dopo. La morte per annegamento viene data per scontata e le molte autorità presenti sul posto riconsegnano il corpo alla famiglia per la sepoltura. Tutto sembra finire lì. La vicenda si riapre quasi venti anni dopo, quando la magistratura perugina torna sul caso. Ma il caso si riapre in modo clamoroso: con la riesumazione si scopre che dentro la bara c'è un corpo diverso da quello ripescato nel lago; dall'autopsia risulta che la morte non è avvenuta per annegamento ma per strangolamento. Ma allora quando è morto il dottor Francesco Narducci? E, soprattutto, come è morto: annegato o strangolato? C'è stato o no uno scambio di cadaveri? Se sì: di chi era il corpo ripescato al lago Trasimeno e dove è finito? E cosa collega la triste vicenda del medico di Perugia alle inchieste sui delitti del "mostro" di Firenze?
14,00