Edb: Lapislazzuli

Nel nome del Padre. La paternità divina nella Bibbia

Nel nome del Padre. La paternità divina nella Bibbia

di Gianfranco Ravasi

editore: Edb

pagine: 120

La paternità riassume in sé i due volti di Dio: quello della misercordia, dell'amore, della tenerezza, e quello severo di colu
11,00
Il mio credo. Venti riscritture della professione di fede

Il mio credo. Venti riscritture della professione di fede

editore: Edb

pagine: 128

Lo sforzo di "riscrivere il Credo" in un mondo in continua trasformazione ha coinvolto nel corso del '900 grandi personalità della cultura, della teologia e delle Chiese. Da Bonhoeffer alla Weil, da Casaldáliga a Turoldo, da Mazzolari a Küng, da Rahner a Teilhard de Chardin si coglie l'esigenza di "ripensare la fede" e di riformulare il Simbolo apostolico riscoprendo il nesso tra i contenuti del messaggio evangelico e la risposta all'interrogativo sul senso della vita. Il libro propone alcune significative riscritture della professione di fede capaci di illuminare il compito affascinante e inesausto di comunicare e tradurre ciò in cui si crede.
11,50
Un'infanzia nella bocca del lupo

Un'infanzia nella bocca del lupo

di Monique Lévi-Strauss

editore: Edb

pagine: 184

Monique Lévi-Strauss ha aspettato settant'anni prima di scrivere i suoi ricordi. Subito dopo la guerra, nessuno voleva ascoltare e tutti desideravano voltare pagina. Il racconto di un'infanzia "nella bocca del lupo" riepiloga il singolare destino di una ragazza costretta dall'insensatezza del padre a lasciare Parigi per trasferirsi nella Germania nazista con il fratello e la madre ebrea. Uno sguardo originale sulla vita quotidiana ai tempi di Hitler e sull'incomprensibile mondo degli adulti negli anni turbolenti della seconda guerra mondiale.
14,00
Devota sobrietà. L'identità cappuccina e i suoi simboli

Devota sobrietà. L'identità cappuccina e i suoi simboli

di Giovanni Pozzi

editore: Edb

pagine: 104

La cultura originaria dei cappuccini non si desume dai libri. Né quelli letti né quelli scritti. I frati li conservavano in locali dignitosi, ma spogli, selezionandoli con il ferreo criterio della coerenza a un progetto di vita o tollerandoli perché utili a incoraggiare la pietà. Solidali con coloro che non hanno nome, convinti di non lasciare nulla dietro di sé, se non qualche gesto o parola, i fratelli che nel Cinquecento progettano di tornare all'originario spirito francescano ricercano la più disadorna precarietà. Non possiedono nulla, i loro mezzi di sussistenza sono ridotti all'indispensabile, abitano in penuria e devozione, il loro lessico è specifico e disciplinato, le loro architetture sono essenziali e minimaliste. Un tale progetto si presenta alternativo non solo alla cultura dominante, ma anche a quella specifica di marca francescana e porta inevitabilmente a una diversa interpretazione dei documenti fondatori - la regola e il testamento di Francesco - e della relativa tradizione storica e agiografica. Una rilettura che conduce all'ascetismo estremo e che si traduce, in prima istanza, in una dottrina e in un'arte del levare.
10,00
Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto

Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto

di Jean-Luc Nancy

editore: Edb

pagine: 88

La locuzione latina Noli me tangere ("non toccarmi, non trattenermi") evoca un episodio del vangelo di Giovanni, l'appello che
10,00
Il filosofo e il monsignore. Maritain e Montini, due intellettuali a confronto. Con testi inediti

Il filosofo e il monsignore. Maritain e Montini, due intellettuali a confronto. Con testi inediti

di Campanini Giorgio

editore: Edb

pagine: 240

Un "maestro nell'arte di pensare, di vivere e di pregare"
21,00
L'eredità di Gerusalemme. Monoteismo e profezia di pace

L'eredità di Gerusalemme. Monoteismo e profezia di pace

di Pietro Lombardini

editore: Edb

pagine: 48

""Dieci parti di bellezza sono state concesse al mondo dal Creatore e Gerusalemme ne ha ricevute nove. Dieci parti di sapienza sono state concesse al mondo dal Creatore e Gerusalemme ne ha ricevute nove. Dieci parti di sofferenza sono state concesse al mondo dal Creatore e Gerusalemme ne ha avute nove". Il Talmud babilonese riassume in questo modo la natura e il destino di una città al tempo stesso terrena e santa, una e plurale, luogo politico dove storia, simbolo e mito si intrecciano in modo indissolubile, sogno utopico che genera ebrei, cristiani e musulmani. Gerusalemme può affascinare o respingere nella sua diversità già nella percezione che il turista-pellegrino visualizza nell'istante stesso in cui percorre le sue strade. Ma in che cosa consiste questa diversità? È una sola, ma decisiva, risponde l'autore: l'emergere, a Gerusalemme, più o meno all'epoca in cui ad Atene nasce la polis democratica, dell'idea monoteista comunicata per rivelazione a Mosè sul monte Sinai. Prefazione di Brunetto Salvarani.
5,50
Dio in italiano. Bibbia e predicazione nell'Italia moderna

Dio in italiano. Bibbia e predicazione nell'Italia moderna

di Michele Colombo

editore: Edb

pagine: 88

Per la Chiesa di Roma l'italiano è una lingua di importanza maggiore rispetto alle altre e buona parte dei prelati cattolici stranieri - ma anche di molti sacerdoti e religiosi - lo parla in modo sufficientemente corretto. L'importanza del nostro idioma, d'altronde, si accresce tanto più quanto più si restringe nel mondo contemporaneo la capacità di comprensione del latino, tradizionalmente considerato lingua ufficiale della Chiesa e abbandonato dalla liturgia solo con il concilio Vaticano II. Ma il discorso può anche essere visto specularmente perché il cattolicesimo va senz'altro annoverato tra i fattori di promozione internazionale dell'italiano. Un simile sostegno alla diffusione all'estero è certo legato a filo doppio alle possibilità offerte dagli odierni mezzi di comunicazione, ma se si guarda indietro si può riconoscere che il nesso tra cattolicesimo e promozione dell'idioma nazionale è attivo già da tempo ed è stato parte rilevante del contributo che la Chiesa e i cattolici hanno dato alla storia d'Italia e alla costruzione dell'identità nazionale. Nella nostra storia linguistica, una parte fondamentale di tale contributo è da attribuire, in particolare, alla traduzione in italiano della Bibbia e alla predicazione religiosa tra Sette e Ottocento.
8,00
Infamanti dicerie. La prima autodifesa ebraica dall'accusa del sangue

Infamanti dicerie. La prima autodifesa ebraica dall'accusa del sangue

di Cristiana Facchini

editore: Edb

pagine: 136

Nel 1681 viene pubblicato ad Amsterdam il primo trattato con cui gli ebrei si difendono dall'accusa infamante di uccidere bambini cristiani e di usarne il sangue per scopi rituali. Diffusa in Europa già dal XII secolo, sostenuta da dicerie popolari e alimentata da canti, racconti, xilografie e sermoni, l'accusa provoca comprensibili effetti di destrutturazione delle comunità israelitiche e favorisce, in campo cristiano, la devozione nei confronti delle giovani vittime. Intitolato Vindex Sanguinis e firmato da Isaac Viva probabilmente uno pseudonimo - il trattato si regge su analisi storiche e argomentazioni razionali che producono un sapiente capovolgimento di ruoli: i primi cristiani, incolpati di omicidio rituale dai pagani, avrebbero trasferito sugli ebrei l'"accusa del sangue" trasformandosi, a propria volta, in persecutori.
12,00