Edb: Lapislazzuli
Il ragazzo selvaggio. Handicap, identità, educazione
di Andrea Canevaro
editore: Edb
pagine: 152
Negli ultimi anni del Settecento, nel dipartimento francese dell'Aveyron, un gruppo di cacciatori trova e cattura in una fores
Fine corsa. La crisi del Cristianesimo come religione confessionale
di Luca Diotallevi
editore: Edb
pagine: 272
Per una frazione di modernità che, a grandi linee, va dal Cinquecento ai nostri giorni, in una parte d'Europa il cristianesimo
La sventura di un uomo giusto. Una rilettura del libro di Giobbe
di Luigino Bruni
editore: Edb
pagine: 152
Una persona giusta, integra e retta viene colpita, nel pieno della felicità e senza alcuna spiegazione, da una grande sventura
Il mio credo. Venti riscritture della professione di fede
editore: Edb
pagine: 128
Lo sforzo di "riscrivere il Credo" in un mondo in continua trasformazione ha coinvolto nel corso del '900 grandi personalità della cultura, della teologia e delle Chiese. Da Bonhoeffer alla Weil, da Casaldáliga a Turoldo, da Mazzolari a Küng, da Rahner a Teilhard de Chardin si coglie l'esigenza di "ripensare la fede" e di riformulare il Simbolo apostolico riscoprendo il nesso tra i contenuti del messaggio evangelico e la risposta all'interrogativo sul senso della vita. Il libro propone alcune significative riscritture della professione di fede capaci di illuminare il compito affascinante e inesausto di comunicare e tradurre ciò in cui si crede.
Le opere e la grazia. Il dibattito sulla salvezza da Lutero al Concilio di Trento
di Sesbo
editore: Edb
pagine: 144
La giustificazione per grazia mediante la fede è il tema simbolico del conflitto che separa cattolici e luterani al tempo dell
L'ago e la spilla. Le versioni dimenticate di Cappuccetto Rosso
di Yvonne Verdier
editore: Edb
pagine: 112
La favola di Cappuccetto rosso, una tra le più celebri del mondo, è giunta a noi in due versioni: quella seicentesca di Perrau
Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto
di Jean-Luc Nancy
editore: Edb
pagine: 88
La locuzione latina Noli me tangere ("non toccarmi, non trattenermi") evoca un episodio del vangelo di Giovanni, l'appello che
Il muro e la porta. Esclusione e accoglienza nella pagine della Bibbia
di Gianfranco Ravasi
editore: Edb
pagine: 96
Esclusione e accoglienza, particolarismo e universalismo, elezione e universalità della salvezza rappresentano due prospettive, entrambe presenti nella Bibbia e non di rado in reciproca tensione. Il tema è di grande attualità, osserva il cardinale Ravasi nel testo, "visto che sempre di più si è convinti che le religioni siano fonte di particolarismi, di settorialità, di tensioni. Le siepi che esse costruiscono tra loro diventano con il tempo spinose e alla fine si trasformano in veri e propri muri invalicabili". Il libro prende in esame l'altro, il diverso e lo straniero nella Bibbia soffermandosi su Adamo, Noè e Abramo, riflette sull'universalismo e il particolarismo nell'Antico Testamento a partire dalle parole dei profeti e si conclude con una riflessione sul Nuovo Testamento e, in particolare, sulle lettere di Paolo, cui si deve l'affermazione "Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù".
L'eredità di Gerusalemme. Monoteismo e profezia di pace
di Pietro Lombardini
editore: Edb
pagine: 48
""Dieci parti di bellezza sono state concesse al mondo dal Creatore e Gerusalemme ne ha ricevute nove. Dieci parti di sapienza sono state concesse al mondo dal Creatore e Gerusalemme ne ha ricevute nove. Dieci parti di sofferenza sono state concesse al mondo dal Creatore e Gerusalemme ne ha avute nove". Il Talmud babilonese riassume in questo modo la natura e il destino di una città al tempo stesso terrena e santa, una e plurale, luogo politico dove storia, simbolo e mito si intrecciano in modo indissolubile, sogno utopico che genera ebrei, cristiani e musulmani. Gerusalemme può affascinare o respingere nella sua diversità già nella percezione che il turista-pellegrino visualizza nell'istante stesso in cui percorre le sue strade. Ma in che cosa consiste questa diversità? È una sola, ma decisiva, risponde l'autore: l'emergere, a Gerusalemme, più o meno all'epoca in cui ad Atene nasce la polis democratica, dell'idea monoteista comunicata per rivelazione a Mosè sul monte Sinai. Prefazione di Brunetto Salvarani.
Comprendere le scritture
di Flacio Illirico
editore: Edb
pagine: 152
Considerato il teologo più rilevante per lo sviluppo dell'ermeneutica nel periodo della Riforma, Flacio Illirico è noto soprat
Dio in italiano. Bibbia e predicazione nell'Italia moderna
di Michele Colombo
editore: Edb
pagine: 88
Per la Chiesa di Roma l'italiano è una lingua di importanza maggiore rispetto alle altre e buona parte dei prelati cattolici stranieri - ma anche di molti sacerdoti e religiosi - lo parla in modo sufficientemente corretto. L'importanza del nostro idioma, d'altronde, si accresce tanto più quanto più si restringe nel mondo contemporaneo la capacità di comprensione del latino, tradizionalmente considerato lingua ufficiale della Chiesa e abbandonato dalla liturgia solo con il concilio Vaticano II. Ma il discorso può anche essere visto specularmente perché il cattolicesimo va senz'altro annoverato tra i fattori di promozione internazionale dell'italiano. Un simile sostegno alla diffusione all'estero è certo legato a filo doppio alle possibilità offerte dagli odierni mezzi di comunicazione, ma se si guarda indietro si può riconoscere che il nesso tra cattolicesimo e promozione dell'idioma nazionale è attivo già da tempo ed è stato parte rilevante del contributo che la Chiesa e i cattolici hanno dato alla storia d'Italia e alla costruzione dell'identità nazionale. Nella nostra storia linguistica, una parte fondamentale di tale contributo è da attribuire, in particolare, alla traduzione in italiano della Bibbia e alla predicazione religiosa tra Sette e Ottocento.
Infamanti dicerie. La prima autodifesa ebraica dall'accusa del sangue
di Cristiana Facchini
editore: Edb
pagine: 136
Nel 1681 viene pubblicato ad Amsterdam il primo trattato con cui gli ebrei si difendono dall'accusa infamante di uccidere bambini cristiani e di usarne il sangue per scopi rituali. Diffusa in Europa già dal XII secolo, sostenuta da dicerie popolari e alimentata da canti, racconti, xilografie e sermoni, l'accusa provoca comprensibili effetti di destrutturazione delle comunità israelitiche e favorisce, in campo cristiano, la devozione nei confronti delle giovani vittime. Intitolato Vindex Sanguinis e firmato da Isaac Viva probabilmente uno pseudonimo - il trattato si regge su analisi storiche e argomentazioni razionali che producono un sapiente capovolgimento di ruoli: i primi cristiani, incolpati di omicidio rituale dai pagani, avrebbero trasferito sugli ebrei l'"accusa del sangue" trasformandosi, a propria volta, in persecutori.