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Giometti & antonello: Letteratura

Stelle tardive. Versi e prosa. Testo russo a fronte

di Arsenij A. Tarkovskij

editore: Giometti & antonello

Chiunque si trovi a sfogliare le pagine di questo libro non potrà sottrarsi alla sensazione di maneggiare una sorta di potenti
22,00

Il ballo dei pescicani. Storia di un forzato

di Pomini Aldo

editore: Giometti & antonello

pagine: 282

I libri che spingono a pensare facendo sorridere sono rari, e molto spesso sono frutti più o meno fortuiti di esperienze anoma
18,00

Il libro di un pazzo. Note autobiografiche e rime

di Giovanni Antonelli

editore: Giometti & antonello

pagine: 177

Giovanni Antonelli nacque a Sant'Elpidio a Mare, nelle Marche, nel 1848 e morì nel manicomio di Ancona nel 1918. La sua vita tormentata e randagia e i suoi scritti sono composti di un'unica materia: tema costante sono manicomi, polizia, tribunali, poesia e sfortuna, il tutto nella sacra cornice dell'anarchismo di marca marchigiana, collinare e dalle mani grandi. Di lui si occuparono, quando era ancora in vita, anche Enrico Morselli (suo medico) e Cesare Lombroso, che gli dedica un intero capitolo in "Genio e follia". "Il libro di un pazzo" ebbe due edizioni tra il 1892 e il 1893 e da allora non è mai stato ripubblicato. È una raccolta di note autobiografiche che passano in rassegna tutte le esperienze più estreme occorse nell'esistenza del suo autore, ed è dunque al contempo un ritratto vivido e feroce dell'Italia postunitaria attraverso le figure adibite al controllo sociale: i medici, le forze dell'ordine, i giudici, ma anche gli esponenti più biechi e retrivi del popolo, le carceri e i manicomi di mezza Italia. La scrittura è sorprendentemente fresca, priva di retorica, dotata di un buon piglio narrativo dai tratti sovente anche umoristici. La seconda parte del volume è una breve scelta delle poesie di Antonelli - egli si riteneva soprattutto un poeta e a volte si procurava da vivere nei suoi vagabondaggi scrivendo componimenti poetici su commissione.
16,00

Finnegans Wake. Testo inglese a fronte

editore: Giometti & antonello

pagine: 140

Il "Finnegans Wake", l'ultima e più ambiziosa opera di James Joyce, che unisce all'estrema e continua sperimentazione linguistica il tentativo di forzare da ogni lato i confini della forma romanzo, vede la luce nel 1939 dopo ben 17 anni di gestazione. "Il libro - dichiara l'autore - è il sogno del vecchio Finn che, morto, giace disteso lungo il fiume Anna Liffey e osserva la storia dell'Irlanda e del mondo - passato e futuro - scorrergli attraverso la mente come rifiuti sul fiume della vita". Il racconto di un sogno, dunque, espresso in un linguaggio tanto intraducibile che ancora oggi non è stato possibile fornirne una traduzione integrale in italiano. Negli anni '60 quel poliedrico scrittore che era J. Rodolfo Wilcock, il "poeta" Wilcock, plurilingue inventore come lo stesso Joyce, tenta di elaborare un condensato in italiano di quest'opera, una traduzione che risulta ridottissima ma completa, quasi riconducesse quella che lui intitola "La veglia di Finnegan" alla perfezione della sua forma embrionale. Nella presente edizione, l'originale di Joyce fa da contrappunto alla versione di Wilcock. Questa è preceduta da un denso saggio di Samuel Beckett, scritto su richiesta dello stesso Joyce al fine di inquadrare la sua poliforme creazione. Chiudono il volume una serie di testi (finora inediti in volume) che Wilcock, nel corso degli anni, ha dedicato alla figura di Joyce. Prefazione di Edoardo Camurri.
16,00

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