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Libri di Junichiro Tanizaki

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Racconti del crimine

di Junichiro Tanizaki

editore: Marsilio

pagine: 235

L'itinerario artistico di Tanizaki Jun'ichiro (1886-1965) può essere quasi interamente ripercorso dal lettore italiano che dis
16,00

La croce buddista

di Junichiro Tanizaki

editore: Guanda

pagine: 149

Scritto nel 1928 e considerato uno dei romanzi più significativi di Tanizaki, "La croce buddista" è incentrato sulla relazione
11,00

Nero su bianco

di Junichiro Tanizaki

editore: Neri Pozza

pagine: 265

Mizuno è uno scrittore
17,00

Le domestiche

di Junichiro Tanizaki

editore: Guanda

pagine: 282

"Le domestiche", romanzo rimasto a lungo inedito in Occidente, è l'ideale seguito di "Neve sottile", perché ambientato nella s
18,00

Gli insetti preferiscono le ortiche

di Junichiro Tanizaki

editore: Elliot

pagine: 184

Come tutti i più celebri personaggi di Tanizaki, Kanamè è un uomo ossessionato da un unico e persistente pensiero: il problema della sua vita è riuscire a divorziare dalla moglie Misako. Il loro rapporto, mai vissuto nel segno di una vera passione, soprattutto erotica, negli anni si è via via assottigliato fino a divenire assente. Entrambi hanno bisogno d'altro, entrambi vogliono vite differenti, ma nessuno dei due sembra riuscire a trasformare davvero questi desideri in realtà. Anche se lei ha già trovato in Aso un possibile futuro compagno, con il pieno consenso del marito, molte ragioni o scuse li bloccano, molti silenzi riempiono i momenti favorevoli per una risoluzione decisiva. Un romanzo con cui il grande autore giapponese parla del rapporto tra Oriente e Occidente, tra mogli e mariti, piccole crudeltà quotidiane e deboli utopie, in una narrazione che rispecchia l'inquietudine di un'intera generazione in bilico tra tradizione e modernità.
16,50

La chiave

di Junichiro Tanizaki

editore: Bompiani

pagine: 133

La chiave di un cassetto, lasciata cadere apparentemente per caso da un marito ansioso di esplorare nuovi orizzonti sessuali insieme alla moglie, dalla quale è irresistibilmente attratto, conduce la donna su una strada di lussuria e perdizione da cui non riuscirà più ad allontanarsi. La donna scopre infatti, leggendo il diario del marito, i suoi segreti, la sua inarrestabile passione, la necessità di fomentare i suoi istinti sessuali con un gioco ingegnoso ma rischiosissimo, alimentato dalla gelosia. Si fa invischiare in questa rete, in una crescente tensione fatta di amore-odio che coinvolge a poco a poco anche altre persone, come l'amante e la figlia e condurrà infine il protagonista all'autodistruzione. Il significato di questo piccolo gioiello però non sta tanto nella descrizione del folle crescendo erotico che irretisce i personaggi del romanzo quanto, come dice Geno Pampaloni nella prefazione "nel fitto di un labirinto stupefacente che sembra costruito nel corso di accumulazioni secolari entro la psicologia umana, ad avviluppare passioni, errori, proibite delizie, infingimenti."
11,00

La croce buddista

di Junichiro Tanizaki

editore: Guanda

pagine: 248

Scritto nel 1928 e considerato uno dei romanzi più significativi di Tanizaki, "La croce buddista" è incentrato sulla relazione proibita che si instaura tra due donne di Osaka, cui non è estraneo il marito della prima. Un triangolo dalle forti tinte sadomasochistiche, un'attrazione dei sensi che si alimenta di sospetti, finzioni e litigi, un gioco perverso e disperato analizzato con sottile e minuziosa precisione. E che, tra svolte imprevedibili e bruschi colpi di scena, si avvia alla catastrofe finale quando sulla scena compare un quarto e inaspettato personaggio.
9,50

Sulla maestria

di Junichiro Tanizaki

editore: Adelphi

pagine: 122

Una mattina, leggendo il giornale, Tanizaki è colpito dalla foto di un attore seduto su una veranda nei panni di un samurai. Osservandolo meglio, scopre che con impercettibili accorgimenti e controllando la respirazione è riuscito a produrre una forma circolare, che parte dal collo e dalle spalle e prosegue lungo le maniche: "Sembrava che se ne stesse seduto lì per caso, e invece obbediva alle regole del kabuki, sicché persino le pieghe del suo kimono si distinguevano le une dalle altre in maniera del tutto naturale". Solo la maestria - una perizia tecnica che si acquisisce grazie a un lungo, arduo tirocinio - può condurre a esiti di così sublime eleganza. Arte come sacrificio e dedizione, dunque, come opera "ben fatta", per il puro piacere della perfezione. In un gioco di contrasti e dissolvenze fra mondo passato e moderno, orientale e occidentale, Tanizaki ci offre un'inedita visione di pittura, letteratura, teatro e cinema e - in un dialogo intessuto di rimandi e corrispondenze fra continenti, epoche e stili - evoca un'arte universale, capace di coinvolgere l'anima e il corpo e non solo l'intelletto. Nel contempo, ci svela la sua poetica: l'ammirato tributo ai valori dell'umiltà e della perseveranza con cui gli orientali percorrono la via dell'arte affinando tecnica e talento, la commossa evocazione dell'antica poesia giapponese, l'entusiasmo per la forza espressiva del cinema tedesco e l'analisi del genio smart di Chaplin, la passione per Goethe e Schnitzler e le riserve su Balzac.
13,00

La chiave

di Junichiro Tanizaki

editore: Bompiani

pagine: 135

La chiave di un cassetto, lasciata cadere apparentemente per caso da un marito ansioso di esplorare nuovi orizzonti sessuali insieme alla moglie dalla quale è irresistibilmente attratto, conduce la donna su una strada di lussuria e perdizione dalla quale non riuscirà più ad allontanarsi. La donna scopre infatti, leggendo il diario del marito, i suoi segreti, la sua inarrestabile passione, la necessità di fomentare i suoi istinti sessuali con un gioco ingegnoso, ma rischiosissimo, alimentato dalla gelosia, e si fa invischiare in questa rete, in una crescente tensione fatta di amore-odio che coinvolge a poco a poco anche altre persone, come l'amante e la figlia, e condurrà infine il protagonista all'autodistruzione e alla morte. Il significato di questo libro però non sta tanto nella descrizione del folle crescendo erotico che irretisce i personaggi del romanzo, quanto "nel fitto di un labirinto stupefacente che sembra costruito a poco a poco nel corso di accumulazioni secolari entro la psicologia umana, ad avviluppare passioni, errori, proibite delizie, infingimenti (...) Dal volto vizzo e satiresco del vecchio marito protagonista del libro si sprigiona allora lucidamente un'attualità crudele, nella quale si finisce per riconoscere una parte viva, talora sepolta ma bruciante di noi stessi: il bilico dell'uomo di sempre e anche di oggi, che non tralascia occasione per inventare qualche nuova forma raffinata e desolata di rischio, di autocondanna, di perdizione." (Geno Pampaloni)
9,00

Nostalgia della madre

di Tanizaki Junichiro

editore: Se

pagine: 120

La malia delle donne, l'ambiguo fascino di morbide forme, di occhi luminosi, di sinuosi movimenti, di suadenti voci che spesso
18,00

Il demone

di Tanizaki Junichiro

editore: Einaudi

pagine: 71

L'erotismo morboso e ossessivo, l'atmosfera di mistero e di angoscia, il gusto per il perverso e il sinistro, che caratterizza
8,00

Pianto di sirena e altri racconti

di Junichiro Tanizaki

editore: Feltrinelli

pagine: 127

Scritti tra il 1910 e il 1917, i sei racconti raccolti in "Pianto di sirena" sono tra i più significativi della produzione giovanile di Tanizaki. Filo conduttore essenziale dei racconti, nei quali affiora insistente una tensione tra il fascino esercitato dalla cultura europea e il permanere dei valori estetici coltivati dalla tradizione giapponese, è la ricerca di una bellezza il cui godimento non può prescindere dal ricorso alla perversione e alla crudeltà. Per attingere a questa bellezza difficile e raffinata un artista, dopo aver sadicamente tatuato la schiena di una donna seducente, si fa succube della crudeltà della sua ex vittima; o ancora, un travestito, che anela a carpire il segreto della differenza sessuale, deve stabilire con una donna un legame che è al contempo erotico e concorrenziale. Sono temi che poi Tanizaki riprenderà in romanzi come "L'amore di uno sciocco","La chiave" e "Diario di un vecchio pazzo", ma che qui acquisiscono un tono particolare nel quale riconosciamo echi del grande decadentismo occidentale. Adriana Boscaro, nella postfazione, precisa: "Come sempre arte e bellezza sono al di sopra della vita: Tanizaki tesse il suo mondo irreale di perfezione dove non c'è posto per la realtà e la morale, un mondo dove estetismo (Wilde) e soprannaturale (Poe) si fondono con l'innato senso del bello e del mistero della sua matrice culturale, un mondo quindi che rifugge dal quotidiano".
7,00

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