Il tuo browser non supporta JavaScript!

Libri di Thomas Bernhard

Teatro

di Thomas Bernhard

editore: Einaudi

pagine: 313

Le pièce di questo quinto volume sono centrate su tre personaggi che più bernhardiani non potrebbero essere: l'uomo politico a
18,50
new

Antichi maestri

di Thomas Bernhard

editore: Adelphi

pagine: 188

«Abietto, ridicolo, orrendo, sgradevole, insopportabile, ripugnante, disgustoso, ignobile, abominevole: sono questi gli aggett
12,00

Teatro

di Thomas Bernhard

editore: Einaudi

pagine: 292

Una cantante lirica sull'orlo di una crisi di nervi; suo padre, cieco e confuso dall'alcol; un dottore esagitato e satanico
18,00

Camminare

di Thomas Bernhard

editore: Adelphi

pagine: 125

«Mentre io, prima che Karrer impazzisse, camminavo con Oehler solo di mercoledì, ora, dopo che Karrer è impazzito, cammino con
13,00

Teatro

di Thomas Bernhard

editore: Einaudi

pagine: 250

"In queste tre pièce Bernhard concentra la sua attenzione su quella figura di interprete-esecutore-attore che è al centro di tutta l'impalcatura della sua opera e di cui egli ora, riducendo al massimo i termini della rappresentazione, rimette in gioco il senso. (...) Contraddizione e spettacolo come termini interscambiabili. Soprattutto L'apparenza inganna e Semplicemente complicato mimano le contraddizioni di cui è fatta non solo l'esistenza dell'attore, ma quella di chiunque tenti di arrivare a una propria rappresentazione del mondo." (dal saggio introduttivo di Eugenio Bernardi)
18,00

Teatro. Vol. 2: La brigata dei cacciatori­Minetti­Alla meta.

La brigata dei cacciatori­Minetti­Alla meta

di Bernhard Thomas

editore: Einaudi

pagine: XIV-223

La brigata dei cacciatori (1974) è ambientata nel casino di caccia di un vecchio generale colpito da un male misterioso: un gr
18,00

Teatro

di Thomas Bernhard

editore: Einaudi

pagine: 265

Questo primo volume raccoglie tre testi dei primi anni Settanta: Una festa per Boris (1970), La forza dell'abitudine (1974) e Il riformatore del mondo (1975). Una festa per Boris è l'esordio teatrale, un po' beckettiano, di Bernhard: una tragicomica sfilata di personaggi senza gambe. La forza dell'abitudine è una tagliente e grottesca parabola della ricerca di perfezione artistica, ambientata in un circo emblematico. Il riformatore del mondo è l'autorappresentazione di un vecchio delirante che si atteggia a coscienza del pianeta degradato e a nuovo ordinatore di questo caos.
18,00
12,00

Goethe muore

di Thomas Bernhard

editore: Adelphi

pagine: 111

In questo piccolo gioiello c'è in nuce tutto Bernhard: qui si ride, ci si commuove e si pensa. Il racconto che dà l'irriverente titolo al volume vede il Titano, ormai allo scorcio della vita, in fase di bilanci. Ha capito che la letteratura conta poco o nulla, e non gli resta che un unico desiderio: incontrare Wittgenstein. Convoca dunque a Weimar il filosofo, innescando una serie di esilaranti peripezie. Figura centrale nell'opera di Bernhard, Montaigne svetta nella seconda prosa, dove vediamo un giovane angariato dai genitori rifugiarsi nella torre avita e trovare lì l'unica alternativa all'orrore familiare: i libri, e nella fattispecie i libri di Montaigne. Se la famiglia è il luogo del castigo, della reclusione, dell'odio, della distruzione psicofisica, la torre, la biblioteca, i filosofi sono l'unica salvezza. Ilare e straziante è il terzo racconto, in cui due amici si incrociano in una stazione ferroviaria. E uno dei due si lascia andare a un continuo, trascinante "ti ricordi...?": ecco allora risorgere l'infanzia e genitori sadici, amanti della montagna, che costringono la prole ad arrampicarsi a ora antelucana, bardata con calzettoni e berretti rossi (per non sfuggire al soccorso alpino...). E se la madre, dispensatrice di ceffoni fisici e morali, pizzica sulla vetta la sua ridicola cetra, il padre affida a un album da disegno oscene vedute alpestri. A suggellare il congedo dai genitori sarà un grande falò di calzettoni rossi.
11,00

di Bernhard Thomas

editore: Guanda

pagine: 141

In un sonnolento villaggio austriaco, uno studioso di scienze naturali che vive da tempo in totale isolamento decide di confes
12,50

Al limite boschivo

di Thomas Bernhard

editore: Guanda

pagine: 70

In letteratura gli avvenimenti sono sempre più rari. Come tale fu salutata la pubblicazione di quest'opera che, insieme a "Perturbamento", portò per la prima volta all'attenzione dei lettori italiani la prosa di Thomas Bernhard, uno scrittore che, come scrive il germanista Giorgio Cusatelli, "registra, simile a un burocrate e senza un'ombra di misticismo, i progressi quotidiani del male". Tre racconti - "Kulterer"," L'italiano" e "Al limite boschivo" che "fotografano l'unica follia senza scampo, quella della razionalità". Dall'alienazione di "Kulterer", carcerato che non ha più carcere; alla paradossale opposizione tra forestieri tratteggiata nel secondo racconto, dietro le quinte di un funerale di campagna; fino all'allegorico "giallo di montagna" di "Al limite boschivo" in cui si arriva addirittura a proclamare "la reciproca vacuità della vita e della morte". La meditazione di Bernhard, però, per quanto estrema, non si accende mai in un'invettiva o in un'accusa esplicita nei confronti di un Dio latitante, ma si mantiene sempre sul tono di una pura cronaca, dove i fatti sono sempre opera altrui e perfino chi li racconta non esce mai allo scoperto.
10,00

Autobiografia

di Thomas Bernhard

editore: Adelphi

pagine: 708

Nei cinque libri autobiografici pubblicati da Bernhard fra il 1975 e il 1982 ("L'origine", "La cantina", "Il respiro", "Il freddo", "Un bambino"), e qui radunati per la prima volta, il lettore troverà, di là dalle vertiginose architetture linguistico-musicali dei romanzi, di là dalle riflessioni filosonco-maniacali e dalle feroci tirate dell'implacabile "artista dell'iperbole", la narrazione cruda e immediata della sua vita - una narrazione che non risparmia nulla dei dettagli più urtanti ed eloquenti. Come la rete che dondola, sospesa al soffitto di un barcone in un canale di Rotterdam, dove piange il bambino messo al mondo dalla "madre nubile" in Olanda per non dare scandalo nell'Austria provinciale e bigotta. O come i terribili convitti frequentati in Austria e nella "Grande Germania", con sadici e ottusi educatori prima in divisa nazista e poi in abito talare; o, infine, il fetido "trapassatoio", anticamera della morte nel sanatorio, fra tisici in attesa della bara di zinco: quella turba di pazienti intubati e perforati ogni giorno, quella Comunità della Sputacchiera di cui Bernhard diventa membro a pieno titolo. Eppure, nonostante tutto, quel diciottenne dalla volontà caparbia decide di resistere e vivere, tenendo testa - con implacabile dizione - alla malattia del corpo e dello spirito.
65,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.