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Libri di Wu Ch'eng-en

L'arte della logica. Lo strumento più potente per pensare, scegliere e agire

di Eugenia Cheng

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 376

Oggi, in un mondo dominato da meme, fake news, tweet di 140 caratteri, dibattiti televisivi in cui si impone chi grida più for
20,00

L'anima. Sette lettere a un'amica

di François Cheng

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 135

Dalla primavera all'autunno: nella magnificenza delle stagioni più rigogliose Francois Cheng scrive queste sette lettere che m
15,00

Una nota al giorno. Cinque anni del mio diario

di Yao Cheng

editore: L'Ippocampo

pagine: 370

In ogni pagina di questo diario dei ricordi troverete lo spazio per annotare i fatti accaduti lo stesso giorno nell'arco di ci
15,00

Arrivederci tra le stelle

di Jack Cheng

editore: Bompiani

pagine: 256

Alex Petroski ha undici anni, ama lo spazio e i razzi, sua madre, suo fratello Ronnie e il suo cane, Carl Sagan - chiamato cos
15,00

Matteo Ricci e il senso reale del «Signore del cielo». Il contesto storico e culturale

di Anne Cheng

editore: Book time

pagine: 66

La conferenza si propone di collocare nel suo contesto storico e interculturale la pubblicazione della celebre opera redatta i
7,00

Biscotti e radici quadrate. Lezioni di matematica e pasticceria

di Eugenia Cheng

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 390

Che cos'è la matematica e come funziona? Ha qualcosa a che fare con il taglio di una torta? Eugenia Cheng, esuberante professoressa di Matematica Pura all'Università di Sheffield, in questo libro mette a disposizione la sua esperienza di docente per spiegarci la bellezza e la logica di questa disciplina, impastandola - è proprio il caso di dirlo - con la sua forte passione per la cucina e in particolare per la pasticceria: così come per cucinare un dolce è necessario conoscere gli ingredienti e il procedimento, per capire che cosa sia la matematica e fare matematica sono necessari ingredienti - numeri, figure geometriche, operazioni - e capire in che cosa consiste il metodo. Quello che ci spaventa di questa materia è l'astrazione, dunque la Cheng cerca di farci digerire i concetti astratti attraverso l'analogia: attività semplici e quotidiane come cucinare, leggere un cartello stradale, correre hanno molto in comune con numeri primi e dimostrazioni. Così passando da una crema pasticcerà a un assioma, da una torta allo zenzero alla teoria delle categorie questa straordinaria e appassionata cuoca/professoressa rende fragrante, desiderabile e cremosa la temibile, spaventosa, algida matematica.
20,00

Foto e video con i droni. Fotografia e videografia aerea

di Eric Cheng

editore: Pearson

pagine: 286

I droni a basso costo che permettono di realizzare fotografie di alta qualità sono da poco disponibili sul mercato
24,00

Vuoto e pieno. Il linguaggio pittorico cinese

di François Cheng

editore: Morcelliana

pagine: 248

Comprendere la pittura cinese significa coglierne il senso filosofico: immergersi in una cultura dove arte e sapere sono un tutt'uno irriducibile ai modi di comprensione occidentali. Interprete d'eccezione ne è Francois Cheng per la sua duplice identità, cinese d'origine e francese di adozione. Nella prima parte del volume la sua analisi si concentra sulla nozione di Vuoto come principio originario, dal punto di vista filosofico e semiologico: evocando il suo opposto - il Pieno - esso è un "segno indiziale", pittorico ma anche calligrafico, da cui discende una pluralità di significati; transita nelle forme ma non si fissa in esse. La seconda parte verte sull'opera del pittore e maestro Shitao (1642-1707), dove pratica e teoria si integrano reciprocamente. L'idea di Vuoto rinvia a una concezione razionale e spirituale dell'universo, una dinamica vitale e figurativa di assenza e presenza che si riflette nella via della saggezza orientale.
18,50

Cinque meditazioni sulla morte ovvero sulla vita

di François Cheng

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 127

"La vita genera la vita, senza fine": recita così l'antichissima massima cinese che François Cheng ha calligrafato sulla copertina del libro. In quei caratteri che "tuonano come colpi di cembalo" una sapienza plurimillenaria ci trasmette intatto il senso del nostro essere qui e ora. Noi viventi ci aggiriamo nell'indissolubile reame di vita e morte, ma l'unico modo per dire pienamente sì alla vita è lasciare che la morte si riveli come la nostra dimensione più segreta e personale, il nostro bene più prezioso. Con un rovesciamento prospettico che toglie ogni cupezza e temibilità al mistero dei misteri, Cheng fa traboccare di vita le grandi questioni religiose, metafisiche e morali, dal creato alla bellezza alla presenza del male. Gli basta sfiorare le tradizioni di Oriente e Occidente, cedendo spesso la parola ai poeti e in ultimo, quasi un canto mormorato, a se stesso, al proprio pensiero poetante. Nessuna magniloquenza viene a turbare questa maniera affabile di intrattenere degli amici. Nel tono di Cheng, lontano migrante cinese diventato accademico di Francia, riconosciamo l'universale vitalità dell'appello francescano a "nostra sorella morte".
15,00

Assisi. Un incontro inaspettato. Con il «Cantico delle creature» di san Francesco

di François Cheng

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 73

"Chi d'esso loco fa parole, / non dica Ascesi, che direbbe corto, / ma Oriente, se proprio dir vuole". I versi del "Paradiso" dantesco che nominano Assisi, in cui "nacque al mondo un sole" chiamato Francesco, suonano come un pronostico, se letti nel contesto del libretto amorosissimo di Cheng. Qui Oriente e Occidente, tradizione taoista e cristianità scoprono la loro comunione grazie all'universalità del santo più venerato. A testimoniarla, in una scrittura tersa che ha la chiarità delle estati umbre, è un migrante giunto in Francia dalla Cina. Adesso è una gloria letteraria nella terra che l'ha accolto, ma quando vide per la prima volta Assisi, nel 1961, non era che un giovane esule in preda allo spaesamento. Di quell'incontro inaspettatamente abbagliante con i luoghi francescani volle serbare per sempre memoria iscrivendolo nel suo stesso nome: all'atto della naturalizzazione francese, dieci anni dopo, scelse François al posto del cinese Chi-hsien, "celebrante la saggezza". Origini e approdi si pongono così per lui sotto il segno di una segreta alleanza, di cui Francesco diventa l'emblema. Se ne cercherebbe invano, in queste pagine, l'immagine agiografica tutta mansuetudine e candore. "Il Grande Vivente", lo chiama Cheng, e ne avverte la presenza di "eterno contemporaneo" soprattutto tra le rocce incorruttibili che gli fecero da giaciglio.
9,50

Sherlock a Shanghai. Il primo investigatore cinese

di Cheng Xiaoqing

editore: O Barra O Edizioni

pagine: 255

Nella Cina repubblicana degli anni Venti, in una Shanghai detta "la Parigi d'Oriente", metropoli scintillante di ricchezza e m
12,00

Cinque meditazioni sulla bellezza

di François Cheng

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 137

François Cheng, studioso di origine cinese, membro dell'Accademia di Francia, è considerato il più importante e acuto mediatore culturale tra la Cina e l'Europa. I suoi studi sono un punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi e comprendere la cultura dell'Oriente. Ma il suo merito più grande è quello di aver innovato e arricchito la filosofia occidentale di elementi provenienti da un mondo apparentemente molto diverso e lontano. Essendosi dovuto confrontare sin da giovane con il male e la bellezza per esser stato frequentatore, da un lato, di quell'incredibile luogo che è il Monte Lu, nella sua provincia natale, e dall'altro spettatore del terribile massacro di Nanchino, perpetrato dall'armata giapponese, Cheng ci rende partecipi delle sue riflessioni sulle questioni esistenziali più radicali che non hanno mai smesso di tormentarlo.
12,00

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