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LA STORIA DELL'UMANITA' A FUMETTI

LA STORIA DELL'UMANITA' A FUMETTI LA STORIA DELL'UMANITA' A FUMETTI
E' arrivato in Libreria, edito da Bompiani, il primo capitolo della versione a fumetti di Sapiens. Da animali a dei dello storico e professore universitario israeliano Yuval Noah Harari.
Illustrato da David Vandermeulen e Daniel Casanave, il progetto prevede quattro diversi volumi, ciascuno dei quali corrispondente alle quattro diverse rivoluzioni in cui Harari suddivide e struttura la storia dell’umanità: rivoluzione cognitiva, rivoluzione agricola, unificazione dell’umanità e rivoluzione scientifica. Questo primo lavoro affronta, dunque, la prima fase, spaziando per un periodo che va dai 70000 ai 10000 anni fa, arco temporale durante il quale l’homo sapiens da “animale insignificante” si impose come la categoria dominante, a scapito degli altri animali e, anche, delle altre sei specie di uomini che abitavano la terra.

Il tutto, per Harari, solo grazie a quella che sarà da adesso e per sempre la sua caratteristica peculiare: l’immaginazione.

E’ questo per lo storico l’elemento che davvero distingue l’uomo dagli altri esseri viventi e che è alla base di tutti gli avvenimenti, le scelte e le relative conseguenze che hanno strutturato nel corso dei secoli le società e che hanno portato il mondo a essere quello che è oggi.
Complice l’evoluzione del linguaggio, l’homo sapiens, infatti, ha potuto cominciare a parlare di elementi fino ad allora esistenti solo nella sua mente, condividendoli con i suoi simili e creando, di fatto, concetti astratti come le leggi, le convenzioni, i miti, la religione e l’arte – in una parola, la cultura – attorno ai quali gruppi sempre più estesi si sono uniti per fondare la civiltà.
In questo modo, Harari ci vuole dimostrare, spesso anche con toni umoristici, come nella storia evolutiva dell’uomo non ci sia stato niente di naturale e inevitabile: tutti i campi del progresso, dalla biologia all’economia, dalla filosofia alla politica, sono solo il frutto di scelte dell’homo sapiens che ha deciso di dar libero sfogo ad alcune fantasie presenti nella sua immaginazione e non ad altre.
Potenzialmente, quindi, avremmo potuto avere oggi un mondo totalmente diverso, senza monete o con leggi differenti, e con un’altra storia alle spalle, priva di alcuni eventi, imperi e con, magari, la figura dello schiavo in cima alla piramide sociale.

Ma, allora, perché è andata così? E’ proprio questo l’interrogativo con cui lo storico vuole lasciarci, senza darci una risposta, per farci riflettere, con la mente più aperta possibile.

Sapiens è il primo libro di una trilogia – interamente edita da Bompiani – sulla storia dell’umanità; dopo essersi concentrato sul passato, infatti, Harari ha deciso di affrontare il presente con il volume 21 lezioni per il XXI secolo e di provare a prevedere il futuro con Homo Deus. Breve storia del futuro.


         


Tornando a Sapiens, un modello illustre del saggio del professore israeliano è, sicuramente, Armi, acciaio e malattie dell’antropologo premio Pulitzer Jared Diamond.
Nel libro, Diamond, in maniera puramente scientifica e priva di ogni ideologia di sorta, dimostra come la presunta supremazia storica dell’uomo bianco non sia affatto il prodotto di una sua innata superiorità biologica o intellettuale, ma sia solo il frutto del caso, di una fortuna che lo ha fatto nascere ed evolvere in un continente – l’Eurasia – caratterizzato da un clima, una flora e una fauna favorevoli a sviluppare un’agricoltura e un allevamento di successo.
Elementi, questi ultimi, che permisero per primo all’uomo europeo di abbandonare la sua natura di nomade cacciatore-raccoglitore e di potersi dedicare ad attività non produttive; si posero, così, le basi di ogni altra successiva forma di sviluppo necessaria per la costruzione di una civiltà in grado di imporsi su tutte le altre, attraverso, come dice il titolo, la creazione di armi sempre più avanzate, il progresso in campo artigianale, tecnico e tecnologico (l’acciaio) e il precoce raggiungimento dell’immunità nei confronti di svariate malattie infettive, derivanti dallo stretto contatto con le numerose specie animali allevate e che si rivelarono il vero sterminatore delle popolazioni fuori dal continente.

Sarebbe forse opportuno che tanto il testo di Diamond quanto quello di Harari entrassero nelle scuole e divenissero delle letture obbligatorie, al pari di molti altri saggi classici di filosofia, storia e scienza. Correggere e spegnere sul nascere ogni possibile concezione e spiegazione razzista, o anche solo ottusa, del mondo aiuterebbe sicuramente ad avere una storia diversa e migliore da scrivere per il futuro dell’uomo.

Sapiens. La nascita dell'umanità

editore: Bompiani

pagine: 248

In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti la lucidità è potere

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