Il tuo browser non supporta JavaScript!

AGATHA CHRISTIE: MURDER, SHE WROTE

AGATHA CHRISTIE: MURDER, SHE WROTE AGATHA CHRISTIE: MURDER, SHE WROTE

Quando si dice giallo si pensa quasi immediatamente ad Agatha Christie, la regina del mistero, la signora del crimine. In effetti, è difficile nominare uno scrittore che abbia eguagliato in qualità e quantità la sua produzione: autrice di 66 romanzi gialli e di 14 raccolte di racconti –  vendendo oltre due bilioni di copie in tutto il mondo –  la Christie è, infatti, l’autrice più tradotta in assoluto.
E dire che Agatha Christie non sembrava destinata a questa incredibile sorte: nessuna aspirazione precoce alla scrittura, né il sogno nel cassetto di diventare autrice di romanzi; educata a casa dalla madre, inizia a frequentare una scuola solo a 12 anni. Agatha, però, inizia a leggere molto presto, nonostante il parere contrario della famiglia e diventa subito un’avida lettrice, ma non si cimenta nella scrittura fino alla fine dell’adolescenza.
La leggenda vuole che il primo racconto di Agatha, The House of Beauty, nacque dal tentativo di sconfiggere la noia durante una brutta influenza che la costringeva a letto. Aveva 18 anni e da quel momento Agatha Christie non smise più di scrivere.

Per il suo 131esimo compleanno vi raccontiamo come Agatha iniziò la sua carriera, senza tralasciare qualche curiosità sul suo mondo letterario.


Agatha Christie posa per lo scultore Lyn Kramer del Madame Tussauds. La sua statua di cera sarebbe stata posizionata alla fine del 1972 nel Grand Hall del Museo.

Chi la conosceva da vicino la descriveva come una grandissima osservatrice: coglieva i più piccoli dettagli delle persone e delle situazioni attorno a lei e proprio da quello che le accadeva intorno traeva ispirazione per le sue storie.

“Le mie storie nascono nei momenti più strani, sto camminando per strada o girando per un negozio di cappelli e improvvisamente ecco che arriva una splendida idea per una trama”.

La sua primissima produzione rifletteva il suo interesse per il paranormale e l’occulto; scriveva per lo più racconti sotto pseudonimo, che faticavano, tuttavia, a trovare un giornale disposto a pubblicarli.
Intorno ai vent’anni iniziò a lavorare al suo primo romanzo Snow unpon the desert, scritto con il nome de plume Monosyllaba. Anche in questo caso, ben 6 editori respinsero il manoscritto.
Sconfortata dagli insuccessi, Agatha si rivolse a Eden Phillpotts, uno scrittore amico di famiglia, che la incoraggiò presentandola al suo agente: il consiglio fu quello di ritentare con un secondo romanzo.
Negli  anni immediatamente precedenti alla guerra, Agatha conobbe e sposò l’aviatore Archie Christie. Gli anni del conflitto mondiale videro Agatha impegnata sul fronte, prima come infermiera, poi come addetta al dispensario farmaceutico. Ed è proprio in questo periodo, nel 1916, che si cimentò per la prima volta nella scrittura di una detective story.

“A differenza del lavoro in infermeria, dove c’è sempre qualcosa da fare, provvedere alla farmacia consisteva in periodi molto pieni o molto liberi. C’erano momenti in cui ero sola e non avevo nulla da fare. Una volta che mi ero assicurata che gli scaffali fossero pieni e in ordine, potevo permettermi di fare altro pur rimanendo nel dispensario.
Ho iniziato a pensare a che tipo di detective story avrei potuto scrivere. Visto che ero letteralmente circondata da veleni, probabilmente era naturale scegliere una morte per avvelenamento. Ho iniziato a pensarci, a giocare con questa idea, alla fine mi piaceva e l’ho scelta […] Doveva essere un omicidio intimo, visto il metodo scelto, un omicidio maturato in famiglia. E ovviamente poi ci voleva un detective. All’epoca ero molto affascinata dalla tradizione sherlockiana, ma dovevo inventarne uno, diverso, tutto mio…”.


The mysterious Affair at Styles  – tradotto in Italia con il titolo di Poirot a Styles Court – è la storia in cui per la prima volta compare il personaggio di Hercule Poirot.
L’ispirazione per il suo celebre detective nacque dalle cure che Agatha prestò ai soldati del Belgio rifugiati in Inghilterra.
La stesura durò qualche tempo e non fu semplice trovare un editore disposto a pubblicarla. Finalmente, dopo qualche mese di attesa, l’editore The Bodley Head accettò di pubblicare il romanzo, ma a una condizione: il finale della storia, che la Christie aveva immaginato nell’aula di un tribunale, doveva svolgersi altrove: “Poirot raccoglie tutti i sospettati in una grande stanza e inizia a parlare…” , scenario che diventò, poi, una caratteristica peculiare delle storie di Agatha Christie.
The mysterious Affair at Styles uscirà nelle librerie inglesi nel 1920.


Nel 1922 uscì il suo secondo romanzo The Secret Adversary, - in Italia Avversario segreto - una spy story con protagonista la coppia di investigatori Thomas Beresford e Prudence Cowley che compariranno in altri tre romanzi.
Ecco nelle parole della stessa Christie come nacque l’idea per questa storia:

“Stavo prendendo un tea, due persone erano sedute a un tavolo vicino al mio e stavano chiacchierando. Parlavano di una certa Jane Fish. Ecco, improvvisamente ho pensato che sarebbe stato un buon incipit per una storia – un nome sentito per caso in una sala da tea, un nome strano, di quelli che ti rimane in testa. Un nome come Jane Fish o ancora meglio Jane Finn”.





Nel 1923 uscì The Murder on the Links – tradotto in Italia come Aiuto, Poirot. A questo punto, ormai, la carriera di Agatha Christie era ben avviata anche fuori dai confini nazionali; negli Stati Uniti, ad esempio, le sue opere cominciarono a essere pubblicate dall’editore Dodd, Mead & Co.












La Christie ebbe sempre come regola personale quella di scrivere due o tre libri l’anno.
Ma come avveniva il processo creativo di Agatha Chirstie?

Agatha aveva l’abitudine di scrivere appunti su taccuini da cui non si separava mai; annotava idee, possibili trame e personaggi che le venivano in mente: teneva traccia di tutto.

"Ho sottomano sempre circa cinque o sei taccuini e li uso per prendere nota di tutte le idee che mi colpiscono, oppure segno qualcosa di importante su un medicinale o su un veleno o ancora su qualche truffa ingegnosa che leggo sui giornali”.

Si stima che siano esistiti più di 100 di questi taccuini e 73 sono stati effettivamente conservati; al loro interno si trova moltissimo materiale non pubblicato, rappresentando, di certo, uno scorcio interessantissimo sulla sua maestria e sul suo modo di pensare.




Il lavoro di creazione ed elaborazione della trama avveniva tutto sugli appunti presi a mano e solo quando tutti i dettagli erano ben definiti Agatha iniziava a scrivere.
Suo nipote Anthony Hicks raccontò che nessuno l’aveva mai vista scrivere: pare fosse sua abitudine dettare le sue storie a un piccolo registratore, poi una assistente si occupava di trascriverle a macchina, infine la Christie le correggeva e revisionava a mano.
Sempre il nipote, unico erede della scrittrice, ha rivelato, nel corso di un’intervista, una bellissima tradizione familiare, un’immagine con la quale ci piace concludere questo articolo:

“Quando il processo creativo e la trascrizione erano completati, allora la nonna a volte ci raccontava queste storie, dopo cena, uno o due capitoli alla volta. Ci metteva alla prova, per verificare quale potesse essere la reazione del pubblico. A volte a questi incontri partecipavano alcuni ospiti e le reazioni erano spesso differenti. L’unica che conosceva l’assassino era mia madre, noi altri provavamo ad indovinare, a volte andava bene, altre meno. Il nonno di solito dormiva durante la lettura, ma tutti noi eravamo molto attenti. Era bello avere queste occasioni intime e poi dopo un paio di mesi potevamo trovare le stesse storie che la nonna ci aveva raccontato sugli scaffali delle librerie”.

 


Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo avviso, navigando in questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Acconsento