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CERTO PERO' CHE E' STRANO...

CERTO PERO' CHE E' STRANO... CERTO PERO' CHE E' STRANO...
CERTO PERO' CHE E' STRANO...

Pubblicato per la prima volta nel 1934 da uno scrittore-enigmista sotto lo pseudonimo di Torquemada, a seguito del suo recente ritorno alla ribalta grazie ad alcuni video sul social Tik Tok, Mondadori ha tradotto e stampato per la prima volta in Italia il libro game La mascella di Caino.

Si tratta di un vero e proprio enigma letterario, un giallo fatto di sei omicidi – quindi, sei vittime e sei colpevoli – con cui Edward Powys Mathers, questo il vero nome del cruciverbista dell’Observer, ha deciso di torturare i suoi lettori, stampando le cento pagine in ordine sparso.


Sta al lettore decidere di mettere alla prova le sue abilità da investigatore, ritagliando ogni singola pagina e cercando di rimettere ogni cosa al suo posto – in primis, l’ordine temporale – attribuendo a ciascuno dei sei cadaveri della storia il rispettivo assassino.
Impresa niente affatto semplice, se è vero che, in tutti questi anni, solo in tre sono riusciti a ripristinare l’intreccio narrativo corretto.

Questo libro, il cui titolo si rifà all’arma con cui si è compiuto il primo delitto della storia, ovvero la mascella d’asino con cui Caino avrebbe ucciso suo fratello Abele, non è, però, il primo caso di romanzo la cui costruzione sia affidata al lettore.

Edito nel 1969, ma a lungo dimenticato, almeno fino a dopo il suicidio del suo autore, In balia di una sorte avversa di B.S. Johnson è un vero e proprio libro in scatola, costituito da 27 diversi capitoli non rilegati: solo il primo e l’ultimo sono indicati come tali, mentre l’ordine dei restanti è totalmente soggetto al libero arbitrio di ciascun lettore.
La vicenda che si compone nell’opera è quella di un cronista sportivo inviato in una piccola città delle Midlands per seguire una partita della squadra locale. Il realizzare di trovarsi nella città del suo più caro amico, morto giovanissimo di cancro, creerà in lui un cortocircuito di ricordi ed emozioni, il cui percorso ingovernabile – tipico di ogni flusso di coscienza – vuole essere riprodotto dall’autore anche attraverso la decostruzione fisica del libro stesso.





Ad ogni modo, sono molti i libri che, per ragioni diverse, possono essere ritenuti dei veri oggetti di culto che vanno oltre la loro natura di semplice opera letteraria.

S. La nave di Teseo di V.M. Straka, scritto da J. J. Abrams e Doug Dorst, è, sicuramente, uno di questi.
Un vero e proprio romanzo nel romanzo, confezionato in una scatola di cartone nero contenente un libro presentato come la diciannovesima e ultima opera di tale V.M. Straka, in particolare di una copia presa in prestito e mai restituita dalla biblioteca Laguna Verde High School, le cui pagine ingiallite, i timbri e le etichette della biblioteca sul retro e sul dorso contribuiscono a dare veridicità alla finzione.
Come detto, si tratta di una storia nella storia: infatti, alla vicenda principale, la trama del romanzo, quella di un personaggio che soffre di amnesia ed è alle prese con uno strano viaggio alla scoperta di se stesso, si accompagna quella creata dalle note scritte a margine da Eric, un dottorando caduto in disgrazia ed espulso dall'università, e Jen, una studentessa universitaria che sta meditando sui prossimi passi della sua vita.
I due si passano il libro, scrivendo note a margine con le quali portano avanti una discussione sull'autore: in particolare, sperano di risolvere il mistero della vera identità di Straka e della sua strana e improvvisa sparizione.
Non tutte le note si presentano in ordine cronologico, ma i diversi piani temporali in cui sono state scritte e aggiunte vengono resi attraverso l’utilizzo di colori e stili di scrittura diversi.
Inoltre, cartoline, lettere scritte a mano, mappe e articoli fotocopiati sono fisicamente inseriti tra le pagine del libro.


Casa di foglie di Mark Z. Danielewski si inserisce nella categoria dei romanzi strani, invece, per la sua impaginazione, caratteristica della letteratura ergodica, che obbliga a tratti a girare o ripiegare le pagine.
Il libro contiene, inoltre, parecchie note, molte delle quali ne contengono a loro volta altre.
In alcune pagine, poi, sono presenti solo poche frasi, se non alle volte semplici parole, disposte spesso nei modi più disparati, in modo da riprodurre effetti grafici agorafobici o claustrofobici, in linea con il susseguirsi degli eventi narrati.
La storia, raccontata da diversi narratori che spesso interagiscono tra loro, ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane, in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.
Un romanzo horror, insomma, anzi, citando Stephen King, “il Moby Dick del genere horror”.


In questa breve disamina sui libri più particolari e surreali mai scritti, merita una menzione anche Il codice delle creature estinte. L’opera perduta del dottor Spencer Black.
Nella Philadelphia di fine Ottocento, il controverso scienziato Spencer Black sviluppa un'insolita teoria: le più famose creature mitologiche della storia, come sirene, minotauri e arpie, non sarebbero altro che gli antenati evolutivi della razza umana.

Il libro contiene, così, di fatto due opere in una: la prima è costituita dalla biografia immaginaria del dottor Spencer Black, a partire dall'infanzia trascorsa a riesumare cadaveri, passando per l'apprendistato in medicina e i viaggi al seguito di un circo, fino alla misteriosa scomparsa sulla soglia della vecchiaia; la seconda è il capolavoro di Black, il Codex Extinctorum Animalium, uno studio sugli animali leggendari – draghi, centauri, fauni e altri ancora – tutti rappresentati attraverso dettagliate tavole anatomiche: la vera e propria opera di un pazzo.


Infine, due libri simili fra loro sono il Codex Seraphinianus e il Manoscritto Voynich, la cui particolarità è data dall’utilizzo di una grafia sconosciuta e indecifrabile.

Il primo, scritto e illustrato dall’artista Luigi Serafini, si presenta come un’enciclopedia – o meglio, una fanta-enciclopedia – costituita da immagini e didascalie che reinterpretano in chiave fantastica e visionaria ogni campo dello scibile.
Il secondo è un codice illustrato risalente alla prima metà del Quattrocento e ritrovato nel 1912 da Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari di origini polacche, nel collegio gesuita di Villa Mondragone, costituito da immagini di piante non identificabili con alcun vegetale noto e l'utilizzo di un idioma non appartenente ad alcun sistema alfabetico e linguistico conosciuto: ad oggi, nessuno è riuscito nell’impresa di decifrarlo, tanto da indurre molti a pensare che si tratti, al pari del Codex di Serafini, di un’opera appositamente creata per non aver senso ed essere surreale.

Ovviamente, l'elenco dei libri citabili in quest'articolo potrebbe essere molto più lungo, basti pensare a tutte quelle correnti letterarie che hanno fatto della destrutturazione e della rivoluzione di sintassi, forme, contenuto e generi la loro cifra stilistica, vedi il futurismo.
Abbiamo qui voluto, però, limitarci a quelle opere che, vuoi anche per il loro tormentato percorso editoriale che le ha viste sparire di scena per anni, sono divenute degli oggetti da collezione, in molti casi a lungo introvabili, se non a cifre esorbitanti sul mercato dell'usato.
Volumi, insomma, che più che leggere si desidera avere esposti sugli scaffali della propria libreria.
Anche perché, diciamola tutta, quando ci si prova a cimentare con la lettura di opere simili, l'unica vera emozione che si finisce col provare per tutto il tempo è quella della confusione e la sensazione costante che ci accompagna è che ci sia qualcosa di strano in tutto questo.
Quasi come leggere un articolo che cambia font a ogni paragrafo.

La mascella di Caino. Il puzzle letterario più diabolico del mondo

di Torquemada

editore: Mondadori

pagine: 240

Sei assassini e sei vittime: chi ha ucciso chi? Il puzzle letterario più diabolico del mondo

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