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CHE INSETTO SEI?

CHE INSETTO SEI? CHE INSETTO SEI?















Quante volte ci è capitato di ritrovarci incantati ad osservare degli insetti indaffarati nelle loro minuscole imprese e faccende e a domandarcene il come e il perché? Interrogativi che non trovano risposta immediata o che rimangono sospesi talvolta una vita intera. Il pensiero di affrontare un testo di entomologia ci fa desistere dal voler soddisfare qualsiasi curiosità.
Fortunatamente l’editoria ci è venuta in soccorso e nel tempo è stata sapientemente lungimirante nel proporre autori, divulgatori scientifici, anche di massimo spicco, capaci di comunicare una materia così ostica ammantando di passione una lingua scientifica altrimenti inaccessibile e noiosa ai più.


E’ il caso di un corposo tomo pubblicato da Adelphi (Einaudi lo editò in lingua italiana per prima nel 1972 nella collana dei Millenni con la traduzione di Paola e Giorgio Celli), che ripropone la monumentale opera di Jean-Henri Fabre Ricordi di un entomologo originariamente pensata e strutturata in dieci volumi, ora accorpati in due. Introdotta da uno scritto di Gerald Durrell, altro naturalista che con le sue memorie autobiografiche ci ha avvicinato alla zoologia con ironia ed arguzia, l’immensa prosa di Fabre si dispiega in racconti e descrizioni precise di infinite specie da lui osservate capaci di trasformarsi in vere e proprie avventure. La prosa elegante e ricca dell’Ottocento risulta la felice e vivace risposta per parlare di scarabei stercorari, coleotteri, mantidi, ragni, formiche ed imenotteri di vario genere, che a tratti potrebbero suscitare indifferenza o al peggio disgusto, ma che invece diventano protagonisti meravigliosi e affascinanti.

Ed è sempre Adelphi, nel quinto volume della nuova collana Animalia, a regalarci un viaggio straordinario nel mondo sotterraneo delle formiche tagliafoglie. Massima espressione di superorganismo, assieme alle api e alle termiti, questi piccoli insetti sono capaci di grandi imprese. Holldobler e Wilson hanno l’abilità di farci sentire le migliaia di mandibole indaffarate a costruire ed organizzare nidi che, per dimensioni e struttura, somigliano a vere e proprie metropoli, e immaginare infinite colonne di foraggiamento di trasportatrici di foglie tagliate con la precisione di un bisturi.
Ci addentreremo nella loro società e scopriremo come nulla è lasciato al caso, ogni dettaglio curato garantisce un perfetto equilibrio, dalla divisione del lavoro, all’organizzazione in caste, dalla realizzazione del nido alla biologia e anatomia stessa. L’apparato fotografico e le tavole a colori, aggiornato per questa nuova edizione, già apparsa nel 2011, che accompagnano e arricchiscono il testo, ci faranno guardare al loro mondo come assistessimo ad un miracolo che solo ai più grandi esperti in materia generalmente si manifesta.

Ci piace pensare e scoprire che ad accomunare questi autori è il filo dell’infanzia, un primo incontro in tenera età con il popolo dei minuscoli. Quel senso di meraviglia che muove la fantasia e l’immaginazione, che permea e incoraggia ad investire un’intera vita perché quell’attimo di magia possa essere condiviso e svelato al mondo intero. Ed è proprio l’amore e il desiderio ad aver mosso i tre autori che, con un taglio decisamente più letterario, più vicino al memoir
autobiografico, vi presentiamo.


Dave Goulson cresce nelle campagne dello Shropshire, in Gran Bretagna. Collezionista da sempre, amante indiscusso del mondo delle api e non solo, non abbandona la sua passione per il Bombus subterraneus, specie della famiglia dei bombi, del tutto scomparsa nelle sue terre, e si spinge fino alla Nuova Zelanda, dove inaspettatamente arrivò per nave nel XIX secolo, per riportarlo e tentarne la reintroduzione e ripopolazione là dove a partire dalla rivoluzione industriale fino all’ uso odierno indiscriminato di pesticidi ne è stata decretata la fine. Troveremo le risposte su questi meravigliosi insetti per cui abbiamo tutti provato simpatia, ma di cui, a dire il vero, poco o nulla sappiamo se non che popolano i nostri giardini e orti in primavera e che, a differenza delle api, sono esseri più paffuti, pelosi e goffamente innocui.

I toni leggeri e talvolta ironici con cui Goulson ci avvicina al loro universo attraverso aneddoti divertenti e imprese rocambolesche sono ancora più accentuati in Sjoberg che in L’arte di collezionare mosche, edito da Iperborea, riesce a farci appassionare niente meno che ai sirfidi.
Perché chi mai ha guardato con tenerezza e curiosità le mosche? Forse perchè oltre alla bizzarria di tanto interesse è la natura di questi scritti a dirci. Inclassificabili potremmo dirli, non accademici, mai noiosi. Come tenessimo tra le mani vite annotate, appuntate, sfogliassimo pensieri che rincorrono un’idea talmente potente e catalizzante che non si può che accompagnarne gli sviluppi. Ed eccoci, anche noi in silenzio, immersi nell’attesa, ad allentare ogni ritmo per non perdere il dettaglio, per ascoltare qualcosa che le nostre orecchie e vedere qualcosa che i nostri occhi non sono in grado di percepire.


E l’entusiasmo di Helen Jukes è contagioso. Quando una passione si accende inaspettatamente , ad un certo punto della vita, e svela qualcosa di noi, di chi siamo nel momento in cui lo smarrimento prende corpo ecco che la soluzione è lì, in un essere che indifferente a noi, laboriosamente lotta per la sopravvivenza e ci insegna quanto in una vita non abbiamo mai compreso. E le esistenze si compenetrano, si contagiano e trovano soluzioni e strade nuove. In un’arnia a questo punto non si nasconde solo la complessità straordinaria ma l’occasione di una vera meditazione , una riflessione sulla responsabilità, sulla cura e sui legami. Il cuore di un’ape edito da Einaudi ci fa vivere un anno in città con le api, ci lascia con il desiderio irrefrenabile di andare più a fondo, di leggere, studiare, di sederci in giardino con l’autrice e perderci in una conversazione con lei, sentendola amica, e tenere alla riuscita del suo sogno come fosse il nostro.




Quante lezioni di vita nel mondo degli insetti.
Siamo tutti entomologi in fondo, la nostra società non è altrettanto straordinaria? Fermiamoci e ascoltiamo, osserviamo. Ci accorgeremo che noi ospiti della Terra in realtà abbiamo molto più in comune di quanto pensiamo.



da  I grandi diari. Lettere, agende, taccuini di personalità straordinarie  ed. Gribaudo







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