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DOVE IL TEMPO SI TRASFORMA IN SPAZIO: IL MUSEO

DOVE IL TEMPO SI TRASFORMA IN SPAZIO: IL MUSEO DOVE IL TEMPO SI TRASFORMA IN SPAZIO: IL MUSEO

La crisi dovuta al Covid-19 ha sconvolto il mondo intero in maniera inaspettata, interessando ogni aspetto della nostra vita.
In particolare, il settore culturale è stato tra i più colpiti, ma questa crisi è servita anche per promuovere in quest'ambito delle innovazioni fondamentali e i musei non si sono potuti sottrarre a tali cambiamenti.
Il 18 maggio 2021 si è celebrata, come ogni anno dal 1977, la Giornata Internazionale dei Musei, che, attraverso il tema “Il futuro dei musei: rigenerarsi e reinventarsi”, ha posto ai professionisti del settore le problematiche di come sviluppare e immaginare nuove forme di creazione di contenuti e nuovi modelli di sviluppo per promuovere il rilancio post-Covid.
Tempio della sacralità o spazio vitale in cui interagire? In questo percorso bibliografico cerchiamo di conoscere passato, presente e prospettive future di questa gloriosa istituzione culturale.


Un'utile introduzione all’argomento lo si trova in Che cos’è un museo di Maria Vittoria Marini Clarelli, che, partendo dai Mouseion del mondo antico, ci porta al 1759, anno simbolico in cui fu consentito ai visitatori l’accesso al British Museum di Londra, per poi arrivare ai giorni nostri con il museo nel Novecento che si arricchisce di nuovi messaggi e di nuovi significati simbolici: non più solo luogo dove accogliere le opere, ma contesto iconico in cui valorizzarle; non più solo perfomance architettonica, ma ricerca espressiva della fruizione e della partecipazione; non più solo istituzione statica, ma centro attivo e flessibile che mescola segni e materiali; non più ricettacolo, ma vero e proprio emittente di informazioni della cultura contemporanea.






Pubblicato da Einaudi, è recentemente arrivato in Italia il primo volume di una trilogia dello storico franco-polacco Krzysztof Pomian dal titolo Il museo. Una storia mondiale, nel quale si ripercorre la genesi e la diffusione su scala planetaria di questo "luogo bizzarro", sottolineandone la sua importanza a livello sociale, culturale e politico.

In questo primo volume, Pomian parte dal concetto di "tesoro", antesignano di quello di museo - definizione valida, ad esempio, per i corredi delle tombe egizie o cinesi - per passare alle collezioni private a lungo privilegio dell'aristocrazia e dell'alto clero - contraddistinte da un legame affettivo tra il collezionista e gli oggetti raccolti - per arrivare al vero e proprio museo moderno, non più rappresentazione elitaria, ma bene pubblico accessibile a tutti.
Si passa, dunque, alla genesi di alcuni tra i musei più famosi al mondo, come i Musei Vaticani e gli Uffizi, e si arriva alla vigilia della Rivoluzione Francese e a tutta quella campagna di confische e sequestri di beni artistici che hanno portato all'apertura del Museo del Louvre durante la fase della Restaurazione.



Abbiamo visto, dunque, come il museo si sia trasformato nel corso degli anni e di come, oggi più che mai, necessiti di una competenza professionale estremamente articolata.
Per chi volesse farne la propria professione, potrà trovare spunti interessanti nel Manuale di museologia di Maria Laura Tomea Gavazzoli, che, con un approccio chiaro e diretto, ci descrive ed elenca tutte le attività e i doveri di un museo: la catalogazione, la tutela e la conservazione delle opere, le acquisizioni, la comunicazione culturale e la gestione economico-finanziaria di questo patrimonio.








Recentemente pubblicato da Editrice Bibliografica, il libro Soggetti smarriti di Giovanna Brambilla, storica dell’arte nonché docente dell’Università Cattolica, affronta, attraverso la lente di ingrandimento di chi vive questo mondo, alcune delle tematiche fondamentali e ci fa capire come sia immensa l’azione sociale che svolgono i musei quando capaci di attuare bene il loro progetto culturale.
Suddiviso in sei grandi temi evocati attraverso titoli di film, si parla del rapporto coi visitatori e col mondo della scuola, della necessità di creare una rete di comunicazione tra i vari enti e di come sia importante la scelta dei linguaggi per raccontare le collezioni.





Un altro interessante contributo ci arriva da Evelina Christillin e Christian Greco, rispettivamente presidente e direttore del Museo Egizio di Torino, che, in Le memorie del futuro, ci fanno capire, attraverso la loro esperienza in uno dei musei più importanti d’Europa, come questa istituzione possa generare una forte influenza sulla società civile, attingendo alla speranza e al ricordo, parole chiave che sono alla base del concetto di museo.











Le opere d’arte, però, non rimangono solo all’interno delle quattro mura di un edificio, ma si possono spostare e collocare all’esterno, entrando in relazione con l’ambiente circostante.
In particolare, in Italia, a partire dagli anni Settanta, si sono sviluppate alcune esperienze di arte pubblica in dimensione ambientale che, tuttavia, non sempre hanno ottenuto il favore e l’apprezzamento del pubblico e Gaetano Centrone ce ne parla nel suo Fuori dal museo.
Si ripercorre la vicenda di sculture e installazioni, come le Fiat 500 di Perino & Vele inserite nel contesto della metropolitana di Napoli, ma anche la storia di alcuni casi di espulsione e rimozione di opere dalla collocazione urbana originale.







C’è anche chi è critico nei confronti della gestione dei musei e delle mostre degli ultimi anni, come Tomaso Montanari e Vincenzo Trione nel loro saggio Contro le mostre.
Contestando le recenti politiche di organizzazione, volute da privati senza scrupoli e autorità pubbliche incapaci, con cui si punta al puro intrattenimento di bassa qualità e alla scelta dei soliti nomi dal grosso richiamo mediatico, secondo gli autori non c’è una ricerca originale e nulla da imparare da queste mostre “standardizzate”, arrivando, per assurdo, a paragonare il nome di Picasso a quello dei più grandi brand commerciali.








Anche in narrativa sono molti i romanzi che parlano di arte: La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier, Viva la vida di Pino Cacucci o Il brevetto del geco di Tiziano Scarpa, solo per citarne alcuni.
Nell’ultimo periodo, poi, ha avuto un grande successo il libro di Claudio Strinati Il giardino dell’arte, nel quale vengono rappresentate le meraviglie del nostro Paese.
David, studente canadese dottorando in storia dell’arte, riceve in regalo dalla nonna un viaggio in Italia, che condividerà, attraverso l’espediente del rapporto epistolare, con il suo professore di arte e che lo porterà in questo Grand Tour alla scoperta delle bellezze e dei tanti tesori nascosti dell'Italia.





Abbiamo visto come il mondo dei musei sia importante all’interno del tessuto sociale di un paese e come la loro salvaguardia e la loro riscoperta siano determinanti per la crescita culturale di una comunità. Il museo deve raccontare e rimotivare la nostra conoscenza del passato, in quanto la ricerca di quest'ultimo è essenziale per intendere e accogliere la diversità di cui noi stessi siamo parte.


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