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FACCIAMO UN GIOCO

FACCIAMO UN GIOCO FACCIAMO UN GIOCO
FACCIAMO UN GIOCO
Negli anni abbiamo ritenuto importante accompagnare la selezione dei libri per ragazzi ad una presenza di giochi didattici con il pensiero che potessero, oltre ad arricchire i contenuti del reparto, dare la possibilità di fornire ai bambini, anche quelli più piccoli, alcuni strumenti per sviluppare in modo concreto e creativo il processo di conoscenza di sé, delle proprie capacità, e di entrare in relazione con la realtà. Perché attraverso il gioco il bambino impara a prendere confidenza con le proprie emozioni, a comprendere come funzionano le cose e a misurarsi con la scoperta e la sorpresa della stessa. A delineare confini di comportamento, propri e altrui, accettando ruoli e regole, e allo stesso tempo a valicarli o rovesciarli nell’infinita possibilità che la fantasia offre e spinge ad esplorare.
Il gioco nell’infanzia diventa un diritto. Un diritto e un bisogno vitale che si esprime a più livelli: psichico, fisiologico, sociale ed affettivo.

Già nella primissima infanzia, infatti, si manifesta la necessità e l’importanza di sviluppare i cinque organi sensoriali che sono a tutti gli effetti il tramite con cui il bambino impara a conoscere il mondo dentro e intorno a sé.
Il tatto, in particolare, svolge un ruolo determinante ed estremamente importante sia nello sviluppo delle capacità comunicative che di partecipazione ad attività fisiche. Tutto il corpo viene coinvolto, non solamente le mani, ma anche i piedi e tutta la pelle. E’ infatti la prima esperienza che il neonato vive attraverso il contatto con i propri genitori, con le coccole, le carezze, in cui si crea il primo legame effettivo ed affettivo.
I libri di stoffa e i libri bagno esplorano e sviluppano in particolare questo senso, ma attraverso inserti di vario tipo (superfici a specchio, pagine realizzate con materiale che crea rumore in un’azione di stropiccio) e l'inserimento di un testo ad uso dell’adulto che crea l'interazione, ed ecco che anche la vista e l’udito trovano spazio d’espressione. Immagini semplici, riconoscibili e colorate contraddistinguono questi primi libri-gioco. La sonorità del testo, generalmente in rima, permette nella musicalità l’apprendimento delle prime parole e l’associazione con l’immagine.


















Quando i personaggi dei libri amati entrano nei giochi poi tutto diventa ancora più semplice. E il coinvolgimento e il divertimento della famiglia assicurato. I primi giochi di società, semplici ed immediati, aiutano il bambino a relazionarsi con l’altro, a prendere confidenza con le proprie capacità logiche nonché visive e manuali. La socializzazione e la comunicazione si affinano perché diventino efficaci ed adeguati. Il gioco permette un scambio immediato di informazioni e conoscenze. Processo che continuerà il suo corso e accompagnerà il bambino all’età adulta mantenendone intatti, attraverso il divertimento, principi e obbiettivi.



C’è poi una categoria di gioco che nasce principalmente come gioco solitario ma che potrebbe non esserlo strettamente. E’ il gioco del puzzle, che prima ancora, nella sua forma più semplice, è quello dell’incastro. Sin da piccolo il bambino si confronta con la propria capacità di riconoscimento delle forme e dei colori, di memoria e concentrazione oltre che pazienza. L’incastro, e poi il puzzle, permette al bambino e poi al ragazzo di accrescere e misurare nel tempo la propria determinazione e perseveranza e ad accogliere anche un sentimento naturale di frustrazione.
Mani e occhi si coordinano e il completamento , la risoluzione del puzzle (o più semplicemente l’incastro della singola forma per i più piccoli) determina un sentimento di soddisfazione, di successo, che oltre a generare buonumore apporta un accrescimento della propria autostima.

 

E’ presente una serie di cofanetti gioco, editi da Ippocampo, che si ispirano ai principi della pedagogia montessoriana. Libri e giochi che diventano strumenti ideati da specialisti del settore e dei diversi ambiti del sapere, ad uso anche del genitore o dell’educatore, da proporre a casa o a scuola. Ogni cofanetto è accompagnato da una piccola guida che propone le diverse attività possibili perché l’apprendimento sia spontaneo e giocoso.
Ecco allora le ‘nomenclature classificate’ che arricchiscono il vocabolario del bambino e lo preparano alla scrittura e alla lettura e le ‘linee del tempo’ che aiutano a prendere confidenza con la troppo astratta nozione di tempo, ad assimilarne il concetto attraverso la seconda grande lezione montessoriana, la comparsa degli esseri viventi sulla Terra.

Ci sono infine dei giochi che sono strutturati perché possano potenziare la creatività del bambino. In questi giochi la libertà è totale, il bambino viene incoraggiato ad esprimersi liberamente, senza giudizio, ad esprimere la sua sensibilità emozionale attraverso lo sviluppo dei suoi sensi. Perché è importante giocare creativamente? Perché le attività manuali stimolano la curiosità e l’indipendenza del fare, fondamento per lo sviluppo di un pensiero creativo che se coltivato sin dalla tenera età può divenire un’importante e grande risorsa a disposizione nelle varie fasi di crescita. Offre la possibilità di risoluzione dei problemi del quotidiano attraverso soluzioni alternative ed originali. Nel gioco creativo generalmente sono necessari pochi e semplici strumenti, meglio ancora se facilmente reperibili in natura. L’obbiettivo infatti non è il risultato finale ma la gratificazione del gesto, dell’aver creato qualcosa con le proprie mani e lo stupore delle proprie abilità.




Un invito, il nostro, a sbirciare nel nostro angolo dedicato all’infanzia a cercare il gioco che potrebbe fare al caso vostro e dei vostri bimbi. L’occasione per un momento di condivisione speciale quanto quello che già la magia del libro sa creare. Vi aspettiamo!
 

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