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I MIEI MERCOLEDI' COL PROFESSORE

I MIEI MERCOLEDI' COL PROFESSORE I MIEI MERCOLEDI' COL PROFESSORE
I MIEI MERCOLEDI' COL PROFESSORE





















GIUSEPPE LUPO Professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea


Si ricorda quando è stato il suo primo contatto con la lettura? Ce lo vuole raccontare brevemente?

Ho avuto un rapporto con la lettura molto particolare. Non leggevo da bambino sia perché l’esercizio di leggere mi annoiava, sia per reazione a mia madre, che invece pretendeva che io leggessi. Vivevo in una casa piena di libri, ero circondato da libri anche se li rifiutavo. Ho capito cosa volesse dire leggere soltanto a 17 anni, quando mi è capitato di intercettare un’esperienza come il terremoto. Da allora è cambiato tutto. Ma questa è una storia che ho ampiamento raccontato in Breve storia del mio silenzio.







C’è un libro, o più di uno, che ha segnato particolarmente la sua crescita e perché?

Da quando ho intuito il valore della lettura, mi sono avvicinato ai libri di casa e ho cercato di recuperare il terreno perduto. Perciò mi mancano, per esempio, i libri che si leggono durante l’adolescenza. Pinocchio ho dovuto leggerlo quando non ero più adolescente. Il libro che mi ha fatto prendere coscienza del luogo dov’ero nato, la Lucania, credo sia stato Cristo si è fermato a Eboli: letto durante il terremoto, ha avuto il potere di scuotere dal profondo la mia appartenenza geografica.



C’è un libro, o più di uno, che vorrebbe consigliare ai giovani di oggi e perché?

Consiglierei di leggere un poema come l’Odissea: un libro di viaggio, è vero, ma non solo. Un libro sui rapporti tra un padre e un figlio, di un figlio che cerca il padre smarrito, di un marito e una moglie che si sono persi e poi si sono ritrovati. Insomma una storia dell’io e sull’io.

Quando entra in una libreria che cosa spera o si augura di trovare e cosa non dovrebbe mai mancare?

Quando entro in una libreria, la prima cosa che faccio è annusare i libri. Sentire l’odore della carta e dell’inchiostro. Quel che vorrei trovare è la sorpresa di affacciarmi dentro storie che non somiglino a nessuna di quelle già scritte. So che è difficile e so anche che raramente le storie così originali sono messe davanti agli occhi di chi entra. Però esistono. Esistono così come già esiste il libro che ci racconta come sarà il mondo tra una cinquantina d’anni. Bisogna solo scovarlo.

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