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IL MARGINE al centro

IL MARGINE al centro IL MARGINE al centro



















A inizio estate usciva Orsola di Fabio Folgheraiter, professore ordinario di Metodologia del lavoro sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Un romanzo-saggio che accompagna il ri-lancio di una nuova casa editrice, Il Margine, di cui Folgheraiter è il co-fondatore. Nata a maggio di quest’anno, Il Margine, costola della già nota Erickson, realtà solida e specializzata in ambito pedagogico sui temi della scuola e dell’infanzia, pone come obbiettivo principe l’intento di esplorare territori che parlano ad un pubblico più ampio e generalista, ma sempre colto e attento.
Pur mantenendo un dialogo aperto con il marchio madre, costruisce una sua autonomia sia nella grafica che nello scouting e nella creazione di un catalogo che spazia per epoca, provenienza ed area tematica. Nuovi autori e altri consolidati che rispondono all’idea su cui si regge l’intero progetto: avvicinarsi ai margini dei tavoli di discussione, lontani dai luoghi comuni, dalle voci solite, e farsi terreno fertile per idee più concrete e potenti da riportare al centro.

Ci è parsa una splendida occasione poter ascoltare il racconto di questa rinascita dalla viva voce di uno dei suoi protagonisti. Riportiamo qui di seguito l’intervista che abbiamo realizzato per il Bloggo del Lettore a Fabio Folgheraiter e vi presentiamo i volumi finora pubblicati che potete trovare qui da noi in Libreria Vita&Pensiero.
 
Che esigenza ha portato Erickson a restituire vita al progetto editoriale Il Margine?

Il Margine è stata una piccola Casa editrice trentina, animata da un gruppo di studiosi cattolici legati al movimento della Rosa Bianca e all’Associazione Oscar Romero, che ha avuto una buona rinomanza a livello nazionale per tante pubblicazioni importanti di carattere sociopolitico e civico. Il rapporto di stima e amicizia con i colleghi fondatori del Margine ci ha portati ad accettare la loro richiesta di poter rafforzare il progetto originario innestandolo dentro l’organizzazione e le possibili sinergie di Erickson. Abbiamo così acquisito il marchio Margine con la garanzia di mantenere un rapporto di stretta collaborazione con l’originario progetto editoriale aprendoci al contempo all’esigenza della casa editrice Erickson di allargare i confini specialistici e professionali che da sempre la caratterizzano. Il Margine ci permette di aprirci alla saggistica e alla narrativa di alto livello senza che ciò distorca l’immagine di Erickson, che sin qui ha funzionato.

Che significato porta in sé il nome Il Margine?

Per noi il Margine ha un significato letterale. Non vogliamo sovrapporci ai progetti editoriali dominanti bensì cercare di coltivare fermenti culturali in campi collaterali e ad oggi poco attenzionati. Nella nostra idea, il Margine dovrebbe fungere da incubatore di idee nuove e divergenti, anche recuperando vecchie idee ancora potenzialmente interessanti per la nostra civiltà attuale. Il Margine vuol dire “divergenza” e “anticipazione”, mai eccentricità fine a se stessa. In particolare, al Margine interessa esplorare i campi del sociale e dell’umano in tutta la loro estensione, a partire dall’ecologia e dai modelli di sobrietà esistenziale, la spiritualità, la convivialità, la rigenerazione urbana, l’impegno civico, l’interazione con le macchine, eccetera.

     

Perché le collane portano il nome di due varietà antiche di mele? Come sono state scelte e associate?

E’ stata un’idea del comitato editoriale. La mela è un frutto sostanzioso e succulento, disponibile tutto l’anno. La Pinova è una antica varietà di mela trentina e la mela Annurca è una varietà di mela originaria della Campania. Con questa scelta la Redazione del Margine ha forse voluto lanciare un auspicio a tenere assieme e far dialogare il nord e il sud, in generale poli che apparentemente stanno all’opposto. Pinova denomina le collane di romanzi e saggi, Annurca i libri tascabili e di più facile fruizione, anche se sempre di un livello alto.

                                                                                                       

Come vengono scelti gli autori e i testi che pubblicate?

Per la prima fase di lancio del Margine abbiamo cercato di mescolare un certo numero di libri originali (come, ad esempio, il mio romanzo intitolato Orsola, il saggio Città aumentate, di Maurizio Carta o ancora il saggio La moglie di Darwin di Steven Johnson ) con altri che sono una riproposizione di autori e temi ancora molto attuali delle due esperienze editoriali precedenti. Ad esempio, abbiamo riproposto testi di Bauman e di Morin dal catalogo Erickson e di Thomas More (il classico Utopia in una nuova traduzione) dal precedente catalogo Margine. A breve andremo ovviamente a pubblicare solo opere originali, selezionate sulla base della evidenza che esse siano chiaramente “marginali” nel panorama culturale attuale ma destinate a crescere in autorevolezza, e divenire centrali in quello di domani.

   

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