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LA MEGLIO GIOVENTU'

LA MEGLIO GIOVENTU' LA MEGLIO GIOVENTU'
Negli ultimi anni si sta affermando nel mondo della letteratura una nuova generazione di scrittori italiani nati a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, riconosciuta - oltre che dalla critica e dai numerosi premi vinti - anche dai successi di vendita dei loro libri.
A fare da apripista a questo gruppo sono stati i veri e propri casi editoriali di Alessandro D’Avenia, classe ’77, con Bianca come il latte, rossa come il sangue e di Paolo Giordano, classe ’82, con La solitudine dei numeri primi.

     


Caratterizzati da un linguaggio forte e diretto, le storie di questi autori parlano di realtà, di vite vissute e di rapporti umani, con moduli narrativi e meccanismi che trascendono la nazionalità e hanno portato, così, a un aumento delle possibilità di vendita anche al di fuori dei confini italiani.
E di questa nuova generazione se ne sono accorte anche le case editrici, che non hanno più timore di pubblicarli; tra le più attive, ricordiamo 
Minimum Fax e, soprattutto, Einaudi, che con la collana “Stile libero” dimostra di puntare sempre di più sui giovani emergenti.

La nostra esplorazione nel mondo della "meglio gioventù" italiana comincia con Silvia Avallone, piemontese classe ’84, che con il suo romanzo d’esordio Acciaio, successo assoluto del 2010, ha vinto numerosi premi letterari.
Il libro narra le vicende intricate e turbolente di due ragazze adolescenti all’ombra delle acciaierie di Piombino.

L’amicizia tra due persone diametralmente opposte, i loro primi amori, le loro prime esperienze sessuali e il rapporto difficoltoso con i genitori sono, invece, gli ingredienti del suo ultimo romanzo Un’amicizia.







Marco Balzano, milanese classe ’78, è un docente di lettere e nel 2018 ha scritto il romanzo Resto qui, vincitore di numerosi premi in Italia e in Francia, tra i quali il prestigioso Prix Méditerranée.
Tradotto in oltre 20 paesi nel mondo, il libro ha per protagonista Trina, un’insegnante di tedesco di un paesino dell’Alto Adige durante il ventennio fascista che, per la sua politica ultranazionalista, mette al bando la lingua tedesca, cercando di eliminare le tradizioni millenarie di quelle terre arrivando, anche, a cacciare gli insegnanti tedeschi dalle scuole, rimpiazzandoli con italiani quasi analfabeti.
Trina però non ci sta e si oppone con forza alla situazione assieme ai suoi concittadini, lottando affinché non venga persa l'intera identità di un popolo.
Il romanzo è ispirato alla vicenda del paese di Curon, che nel 1950, malgrado le proteste degli abitanti, fu sommerso da un lago artificiale per la produzione dell’energia elettrica; lago dal quale oggi, a testimonianza dell'evento, affiora solo il campanile della chiesa di Santa Caterina, che si staglia anche nella bellissima immagine di copertina.

Il tema della migrazione e il distacco dagli affetti, raccontati attraverso la voce di Daniela, rumena fuggita in Italia per fare la badante, sono alla base del suo ultimo romanzo Quando tornerò.










Paolo Cognetti, milanese classe ’78, ha vinto il premio Strega nel 2017 con il suo romanzo Le otto montagne, che parla dell’amicizia tra Pietro, ragazzo di città, e Bruno, figlio di allevatori di montagna; un legame nato in un paesino ai piedi del Monte Rosa.
In questo libro, Cognetti intreccia relazioni, una sincera amicizia e il percorso individuale alla scoperta di se stessi attraverso la cornice della montagna, che diventa metafora della vita.

Un resoconto del suo viaggio in Nepal, la descrizione di luoghi e personaggi attraverso il filtro della cultura di montagna, tanto cara all’autore, sono alla base del suo ultimo libro Senza mai arrivare in cima.








Rosella Postorino nasce nel 1978 a Reggio Calabria, per poi crescere in Liguria, e nel 2007 con il romanzo La stanza di sopra arriva tra i finalisti del premio Strega.
Ma è con la pubblicazione del libro Le assaggiatrici che ottiene la consacrazione, vincendo il premio Campiello.

La storia narra le vicende personali e gli affetti di Rosa Sauer, arruolata in un gruppo di donne-cavia con il compito di testare il cibo che dovrà essere servito a Hitler, al fine di controllare che questo non sia avvelenato.
Ispirato alla vera storia di Margot Wolk, una delle reali assaggiatrici del Führer, il libro offre un punto di vista nuovo sulla Seconda Guerra Mondiale.




Marco Missiroli, romagnolo classe ’81, scrittore e collaboratore per la cultura del Corriere della Sera, già dal suo romanzo d’esordio Senza coda ottiene un riscontro positivo, vincendo il premio Campiello Opera Prima, per poi ripetere il successo con Il senso dell’elefante e Atti osceni in luogo privato e arrivando con il romanzo Fedeltà a vincere il premio Strega Giovani del 2019.

La storia parla di Carlo e Margherita e delle loro dinamiche matrimoniali; una coppia apparentemente felice, in cui un giorno si insinua il tarlo del dubbio del tradimento.
Ma è tradimento anche se lo si fa solo con il pensiero? Ed è vero che l’uomo tradisce con il corpo e la donna con il cuore? E, se sì, chi tradisce di più? Questi sono alcuni degli spunti che nascono inevitabilmente nel lettore quando si trova alle prese con la vicenda narrata nel romanzo.



Andrea Tarabbia, saronnese classe ’78, collabora da anni con diverse riviste e nel 2019 ha vinto il premio Campiello con Madrigale senza suono.
Il libro è incentrato sulla vita del principe Carlo Gesualdo, autore di famosi madrigali, raccontata attraverso le pagine della sua autobiografia ritrovata, quasi per caso, dal grande compositore russo Igor Stravinsky, da sempre affascinato dalla musica rinascimentale del Gesualdo.
Si narrano, quindi, la tragedia e le contraddizioni del Gesualdo, la sua forza creativa che contrasta con un uomo costretto a eseguire atroci delitti anche contro la sua amata moglie, rappresentando, così, l’irrisolto conflitto della coesistenza tra depravazione e genialità nell’Uomo.



Ilaria Tuti, friulana classe ’76, illustratrice, dopo aver pubblicato diversi racconti gialli, nel 2018 ha esordito nella narrativa con il romanzo Fiori sopra l'inferno, il primo della serie thriller che vede come protagonista il commissario Teresa Battaglia.
Nel 2020 ha pubblicato il romanzo storico Fiore di roccia, ambientato nella Prima Guerra Mondiale, acclamato sia dalla critica che dal pubblico.

Il libro parla delle “portatrici carniche”, donne coraggiose e forti che durante la guerra, ogni giorno, salivano sulla cima delle montagne, proprio come le stelle alpine - i fiori di roccia, appunto – a portare cibo e munizioni ai giovani soldati al fronte.
Attraverso una scrittura diretta e toccante, la Tuti ci parla di relazioni umane e di amicizia e ci dimostra che si può andare oltre ogni pregiudizio e divisione cercando un mezzo per comprendersi e avvicinarsi.



Giorgio Fontana, classe ’81, cresciuto nella provincia di Varese, vive e lavora a Milano dove collabora con diverse testate giornalistiche, tiene corsi di scrittura creativa ed è sceneggiatore per il mitico Topolino.
Già vincitore nel 2014 del premio Campiello per il romanzo Morte di un uomo felice, nel 2020 ha scritto il libro Prima di noi che gli ha valso la vittoria del premio Bagutta.

In Prima di noi, l’autore narra le vicende di una famiglia friulana, i Sartori, dispiegata in quattro generazioni lungo tutto il corso del Novecento; passando tra due guerre, il fascismo, il terrorismo e la contestazione, si arriva fino ai giorni nostri, dipingendo, attraverso le vite dei protagonisti, anche un vero e proprio affresco della storia d’Italia.

 



Molti ancora sono gli autori che non siamo riusciti a inserire in questo elenco, ma già la nostra ristretta e parziale selezione ci permette di capire come esista e sia forte una nuova generazione di scrittori italiani e come questa ci offra una speranza e una visione positiva per il futuro del nostro mondo letterario.


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