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METTI UN PO' DI MUSICA...

METTI UN PO' DI MUSICA... METTI UN PO' DI MUSICA...

























La canzone di Colapesce e Dimartino, rivelazione del Festival di Sanremo 2021, nel testo sottolinea come la musica sia presente in molti aspetti della nostra vita e possa aiutarci anche nel superare momenti difficili.
La natura scanzonata e appunto “leggera” del brano potrebbe suscitare polemiche da parte di chi non condivide che certe tematiche possano essere affrontate con questa leggerezza, ma ci piace sottolineare l’aspetto dell’importanza della musica nella nostra vita.
Sin dalle origini dell’uomo, la musica ha sempre esercitato una funzione molto importante nella società; già nell’Antica Grecia, ad esempio, studiavano la musica nelle sue più minute particolarità.
Essa ha accompagnato la storia dell’uomo nel corso dei secoli e si è adattata alle diverse situazioni storico-sociali: nell’Illuminismo con Mozart, nel Romanticismo con Wagner, e, infine, con la musica rock nella società odierna.

È evidente, quindi, quanto la musica sia importante per noi.
Per chi volesse cominciare ad avvicinarsi a questo mondo, un’interessante raccolta delle principali nozioni sulla teoria musicale è La grammatica della musica di Otto Karoly, nel quale ogni elemento della musica, dal ritmo, ai suoni fino agli strumenti, viene descritto nei suoi caratteri generali, negli utilizzi e negli sviluppi, per un’introduzione completa al mondo musicale.
Caratterizzato da una scrittura semplice e senza troppe divagazioni, con questo “bigino” l’autore si propone di far capire agli amatori che la musica deve essere colta emozionalmente e compresa intellettualmente, perché ascoltare la musica senza capirne il linguaggio è fare come un turista che passa le vacanze all’estero senza capire neppure una parola. Egli sente, ma non è in grado di comprendere.



Quante volte è capitato di sentir parlare di Mozart, Beethoven o Bach e molte volte non riuscire ad apprezzare a fondo le loro famose composizioni o le loro opere e sentirsi un po’ a disagio, perché temiamo di non essere all’altezza per l’ascolto di una musica troppo “alta”.
In aiuto ci viene il libro Capire la musica classica di Nicola Campogrande, nel quale l’autore, noto compositore e divulgatore musicale, ci fa entrare idealmente nella testa di un compositore e ci permette di capire una composizione, non tanto dal punto di vista teorico e grammaticale, ma da quello emotivo, sensoriale e sentimentale.





Un genere musicale che ha caratterizzato il XX secolo è il jazz, capace di oltrepassare le barriere della musica e dare il suo contributo alla lotta al razzismo e alla discriminazione.
Nato come worksongs degli schiavi neri nei campi di cotone americani, il jazz è riuscito ad affermarsi in tutto il mondo occidentale grazie al connubio tra ritmi black e virtuosismi dei suoi grandi personaggi, e ha portato, anche, alla nascita e allo sviluppo di altri generi musicali come il blues e il rock ‘n roll.
Un libro che racconta questo genere a partire dalle biografie incredibili e dai ritratti più estremi dei suoi esponenti maggiormente rappresentativi è Natura morta con custodia di sax di G.Dyer, nel quale l’autore, partendo dalle vicende più intime, ci fa viaggiare all’interno dell’anima jazz.


Il genere musicale simbolo della nostra società dal dopoguerra ad oggi è, però, senza ombra di dubbio il rock, capace, attraverso i suoi brani simbolo, i suoi eclettici personaggi e gli eventi epocali, di segnare gli stili e le mode delle generazioni dagli anni '50 in poi ed entrare in modo identitario nella cultura delle persone.
Per conoscere questo mondo e, in particolare, i suoi protagonisti ci viene in soccorso Storia leggendaria della musica rock, del noto critico musicale Riccardo Bertoncelli e di Gianni Sibilla, direttore del Master in Comunicazione Musicale per la Discografia e i Media presso l’Università Cattolica di Milano.
Suddiviso idealmente in due parti dagli autori, Bertoncelli ci racconta della nascita del movimento negli anni '50 - e di personaggi simbolo come Chuck Berry ed Elvis Presley - per arrivare fino alla fine degli anni '70, mentre Sibilla si occupa dello sviluppo partito con gli anni '80 - con gli iconici Freddy Mercury e David Bowie - e arriva alle rockstar odierne, come i Foo Fighters e il loro concerto-evento Rockin 1000 organizzato a Cesena.
Il volume, poi, si fa apprezzare anche per l'associazione dei personaggi citati a libri e film, oltre che per la presenza di numerosi aneddoti curiosi.

Abbiamo visto come la musica caratterizzi ed entri in molti aspetti della nostra vita, e i luoghi della musica sono sicuramente un mondo di attrattiva per i fan, in particolare quelli legati al mondo del rock; come non ricordare Abbey Road a Londra, Whisky a Go Go a Los Angeles o Heidelberg Hall, dove gli Scorpions diventarono star mondiali grazie alla loro Wind of change, canzone simbolo della caduta del muro di Berlino.
Recentemente pubblicato da Ultra, A Dublino con gli U2 di Elisa Sanguanini si propone come guida di viaggio insolita della capitale irlandese, alla scoperta dei luoghi di una delle band più influenti degli ultimi anni.
Partendo dal numero 10 di Cedarwood Road, dove Bono è cresciuto, passando per il Bonavox Store, da cui Bono prese il nome d'arte, in questa proposta di viaggio si seguono carriera e fortuna della band, rivivendo le atmosfere degli anni dell’ascesa e permettendoci, così, di riascoltare i loro brani più rappresentativi con un occhio diverso.

In Italia, il cantautore che ha legato di più la sua produzione musicale con la propria città e i suoi luoghi è, sicuramente, Fabrizio De Andrè e Giuliano Malatesta ce ne parla nel suo A Genova con De Andrè.
La Superba è città di confine, capitale del Mediterraneo sempre in lotta con gli spazi e apparentemente diffidente verso i forestieri, ma, una volta addentratisi, anche capace di svelare bellezze di raro valore culturale e spirituale.
L’autore ci aiuta a scoprirle attraverso le peregrinazioni nei suoi famosi carrugi, dove De Andrè ambientò una delle sue più celebri canzoni, La canzone di Marinella.
"Genova cominci a rimpiangerla solo dopo che te ne sei andato": ne era consapevole Fabrizio De André, che l'ha sempre considerata casa sua, non solo il luogo delle sue radici e della sua giovinezza.

Un romanzo che descrive bene la passione per la musica e come essa avvolga le nostre vite è Alta fedeltà di Nick Hornby, dal quale è stato tratto anche un film di successo con John Cusack.
La storia parla di Rob, proprietario di un negozio di dischi, appassionato di musica e ossessionato per le classifiche top 10, tanto da utilizzarle per ogni aspetto della sua vita, perfino in campo sentimentale.
Hornby cosi, attraverso la passione per la musica, coglie con precisione stati d’animo, pensieri e disillusioni di una generazione e di un’età - quella intorno ai trent’anni - che determina necessariamente maggiori responsabilità nelle scelte e nella valutazione di chi si è e di cosa si voglia fare.



Qualunque, dunque, sia la vostra attitudine e passione speriamo che questo fantastico mondo vi incuriosisca e vi appassioni... TANTISSIMO !


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