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PRIMAVERA CHE SEMPRE RITORNI

PRIMAVERA CHE SEMPRE RITORNI PRIMAVERA CHE SEMPRE RITORNI
























E’ da poco iniziata la primavera, la natura già manifesta l’urgenza di risvegliarsi dal suo letargo e il caldo straordinario di questi giorni ci permette inaspettatamente di godere di meravigliose fioriture.
La stessa meraviglia con cui ci ritroviamo tra le mani un prezioso libro, edito per i tipi di Piano B, che raccoglie le otto lettere sulla botanica che Jean Jacques Rousseau scrisse a madame Delessert, una nobildonna francese che desiderava insegnare alla figlia come riconoscere le piante. Subito viene spontaneo domandarsi cosa abbia persuaso il padre illuminista della pedagogia moderna, nonché il precursore della rivoluzione francese, ad occuparsi proprio di botanica. Il forzato esilio a seguito della condanna da parte del Parlamento di Parigi e l’ordine di mettere al rogo tutti i volumi dei suoi più noti scritti, l’Emilio e Il contratto sociale, spingono il filosofo a rivolgere il suo sguardo verso quello che reputa l’unico libro capace di sospingere verso riflessioni di ordine meditativo e offrire una consolazione alle irresolutezze dell’esistenza: il libro della Natura. E’ attraverso la Natura che Rousseau sperimenta e si apre all’incontro immediato e sincero con il Sé e con le cose, che spinge il pensiero al di là dei limiti in una tensione verso l’infinito e il disvelamento dell’Essere. Il prodigio e l’armonia del mondo vegetale diventano così fonte di ispirazione per gli ultimi otto anni della sua esistenza impiegati a costruire erbari e a fare passeggiate, quelle stesse che daranno pulsione alle riflessioni raccolte nel volume Le passeggiate del sognatore solitario o altrimenti tradotto come Le fantasticherie del passeggiatore solitario, la cui stesura verrà poi interrotta per la morte prematura dello stesso. Pierre Jean Redouté, pittore e botanico francese, soprannominato il ‘pittore dei fiori’, contemporaneo di Rousseau, ma che non conobbe mai personalmente, sceglie di corredare ed arricchire Le brevi lezioni di botanica con 65 tavole incantevoli (16 quelle selezionate per l’edizione italiana) e a restituire un’immagine concreta ai Frammenti per un dizionario di botanica, capitolo di chiusura del volume, che il filosofo volle formulare ad uso degli amanti, ma non necessariamente esperti, per facilitarne la comprensione dei termini della materia.



 Ma con ancor più determinazione e sforzo pionieristico è Linneo, botanico svedese e padre della moderna classificazione scientifica, con cui Rousseau intrattenne un’intensa corrispondenza, che si spinse oltre i confini della propria terra e che, assieme ad altri intraprendenti, fondò quello che lui chiamava il ‘Commonwealth della botanica’, una sorta di rete di relazioni, una confraternita i cui membri scambiavano pubblicazioni, osservazioni ed esemplari di piante nuove e rare. Un racconto che ha il sapore di un romanzo e di un saggio di storia, e che ripercorre le tappe di una crescita, si direbbe esponenziale, verso quella che poi prenderà nel tempo i toni quasi di un’ossessione per la botanica, la cui rivoluzione porterà però alla fortuna di poter godere dei meravigliosi giardini, risultati di un’armoniosa coesistenza di piante giunte da ogni angolo del mondo.
Veri e propri eroi del tempo i cercatori d'oro verde, che attraverso rocambolesche peripezie, di cui poco o nulla si conosce, segneranno il successo di piante che oggi diamo per scontate nei nostri giardini e sulle nostre tavole. Ne Le incredibili avventure delle piante viaggiatrici incontreremo dieci piante, dieci uomini, dieci destini. Per citarne solo alcune la peonia di Rock, la rafflesia, il fiore più grande e puzzolente del mondo, il ginseng americano, dalle virtù afrodisiache, la pianta del tè ovvero la camelia...



Ed è proprio la camellia sinensis ad aprire una nuova e curiosa collana per Laterza, La nazione delle piante, serie diretta da Stefano Mancuso, botanico di prestigio mondiale che, nonostante la diffidenza politica e filosofica, tanto si sta spendendo per affermare l’intelligenza delle piante e l’importanza di difenderne i diritti. Una collana che tenta di porre rimedio alla poca comprensione che ancora abbiamo verso l’85% della biomassa del pianeta che abitiamo. Libri che danno voce a storie esotiche ed emozionanti quanto quella che accompagna il ciliegio selvatico, albero celebrato ogni primavera in Giappone con il rito dell’Hanami. Naoko Abe ricostruisce la vicenda di Collinwood Ingram, botanico che ha dedicato l’intera vita in difesa dei sakura, a partire dai primi anni del secolo scorso, in un costante impegno per raccogliere, anche attraverso sofisticate tecniche di ibridazione, e restituire al Sol Levante quante più varietà di ciliegio locali possibili perse nel tempo o a rischio di estinzione e a studiare e segnalare le criticità di una diffusa e progressiva riduzione di cultivar utilizzati.
A far da manifesto alla Natura, dicevamo prima, in questa rinnovata celebrazione della vita, infatti non si può non pensare ai fiori. Sono loro che con la loro bellezza e il loro profumo ci accompagnano per la vita intera e nelle nostre esperienze più intime, che si aprono agli occhi e all’olfatto di ogni creatura, animale ed umana, e prestano i petali, il polline e il nettare alle più complesse e straordinarie trasformazioni.



La ragione dei fiori, oggi riproposto da Ponte alle Grazie, indaga il ruolo che i fiori ricoprono da sempre nella vita dell’uomo, in ogni ambito e disciplina, in ogni ispirazione più alta. La stessa che li fa protagonisti di racconti ispirati e oggetti di osservazioni e che ben si prestano alla penna di una delle più sofisticate ed intraprendenti penne della letteratura italiana, Matilde Serao. E che con amore vengono celebrati e raccontati da Meir Shalev che, nel suo Il mio giardino selvatico, ci accompagna, in questo suo nuovo amore, a passeggiare idealmente nella valle di Jezreel in Terra Santa e a trovare la pace che il giardino creato da lui sa sapientemente entrare in dialogo con i veri proprietari di quel luogo sacro. E di sacralità ci racconta un interessante volume edito da Gabrielli editori che propone un meticoloso studio del botanico, nonché cultore biblico, Hans Arne Jensen. Un viaggio che ci introduce nel mondo delle piante della Bibbia e che, oltre a fornircene la descrizione e l’impiego, ci permette di ritrovarne il riferimento al testo biblico e ai relativi ritrovamenti archeologici. Ad impreziosire il volume sono le rappresentazioni a colori, perfettamente conservate, riprese dal manoscritto Codex Vindobonensis medicus Graecus I  che risalgono ad un periodo che va dal I sec a. C al III sec d.C, tavole redatte da Dioscoride Pedanio, Crateuas e Galeno.



 



E ora, giunti alla
fine del nostro viaggio nel mondo della botanica ci auguriamo che, come noi, sentiate il desiderio di dare un nome alle forme, ai colori e ai profumi che silenziosamente accompagnano le nostre passeggiate.




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