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UN PO' DI PO

UN PO' DI PO UN PO' DI PO
UN PO' DI PO


















Lo abbiamo conosciuto sin dalle scuole elementari, dai racconti di Giovannino Guareschi, dai dipinti di Antonio Ligabue o dai reportage di Mario Soldati per la RAI; é il Po, il fiume per lunghezza e portata più importante d'Italia. Lungo le sue sponde possiamo trovare flora, fauna, popoli e tradizioni uniche nel panorama italiano; andiamo a scoprire, quindi, il rapporto tra la letteratura e questo straordinario protagonista del nostro Paese.



Il giornalista Ermanno Rea, agli inizi degli anni Novanta, decise di percorrere l'argine maestro del Po, una strada che lo porterà, a bordo della sua vecchia automobile, lungo i 650 km del fiume, dal delta ferrarese ai piedi del Monviso dove nasce il Po.
Il resoconto di questo viaggio è Il Po si racconta, un libro in cui si parla di scenari naturali incontaminati, ma anche di distese di pianura deturpate dall'azione dell'uomo, di popoli, paesi, delle loro attività e tradizioni o di enogastronomia, con l'anguilla di Comacchio o la Food Valley italiana, la porzione del Po che va da Mantova a Parma.
L'autore sottolinea, poi, che per malandato o addirittura moribondo che lo si voglia giudicare, il Po continua a essere il principio motore di tutti i processi vitali, l'asse intorno al quale gira la fetta più grande dell'economia agroalimentare italiana.


Dall'incontro tra il fotografo americano Paul Strand e lo scrittore Cesare Zavattini nacque nel 1953 il libro Un paese, dove viene raccontato per immagini Luzzara, piccolo borgo contadino della bassa padana ai confini con il fiume Po.
Divenuto un vero e proprio classico della letteratura per immagini, in questo volume, recentemente ristampato da Einaudi, troviamo le iconiche fotografie di Strand corredate dai testi di Zavattini, che non sono semplici didascalie, ma vere e proprie descrizioni fatte in prima persona dai soggetti, che ricreano, così, il brusio di una piazza di paese, con i suoi discorsi, le sue storie, i suoi oggetti e i suoi segreti.


Paolo Rumiz è uno dei migliori scrittori di narrativa di viaggio, capace con la sua scrittura emozionante e coinvolgente di catapultare il lettore direttamente sui luoghi dei paesaggi descritti.
Morimondo
è il diario che racconta il suo viaggio lungo il Po, accompagnato da illustri compagni di viaggio come lo scrittore Valerio Varesi e il cantautore Francesco Guccini.
In questo viaggio senza tempo, tra canneti, fasci di luce, ghiaia lucente e rive silenziose conosceremo anche termini tipici del mondo fluviale, come Barcè, le tipiche imbarcazioni della provincia di Pavia, oppure meandro, ansa e area golenale.
Non manca, però, una profonda critica dell'autore nei confronti dell'ammistrazione politica dell'area del  Po, rea di aver permesso di costruire selvaggiamente in un territorio fragile e di non contrastare adeguatamente i traffici illeciti che girano intorno al grande fiume.   



Verso la foce di Gianni Celati è la raccolta che contiene il resoconto di quattro viaggi sul Po compiuti in momenti diversi dall'autore insieme al fotografo Luigi Ghirri e che ricostruiscono idealmente un percorso che va dalle campagne cremonesi fino al delta ferrarese.
In questo viaggio, Celati procederà a piedi, in macchina o con altri mezzi di fortuna, incontrando villaggi, case, campagne e persone e constatando come la realtà non sia sempre come ci appare.
Accanto, infatti, alla natura incominata ci sono anni di industrializzazione selvaggia che ne ha contaminato l'ambiente e il progessivo abbandono post-industrale ha portato a una realtà fatta di degrado e solitudine.


In narrativa, il primo titolo che viene in mente parlando del Po è sicuramente Il mulino del Po di Riccardo Bacchelli, opera monumentale che narra le vicende di diverse generazioni degli Scacerni, famiglia contadina che vive sulle rive del fiume.
La storia si snoda per oltre un secolo, tra la caduta di Napoleone e il primo dopoguerra, e parallelamente alle storie dei protagonisti racconta anche la Grande Storia, facendo immaginare come potevano svolgersi le vicende umani e sociali in un periodo in cui brigantaggio e moti rivoluzionari erano lo scenario che poi avrebbero portato all'unità d'Italia.




Uno dei titoli cha ha riscosso un buon successo sia di pubblico che di critica è La casa sull'argine della scrittrice mantovana Daniela Raimondi, che racconta l'epopea dei Casadio, famiglia originaria di quella porzione d'Italia dove il Po accarezza i confini di Lombardia, Emilia e Veneto.
I Casadio sono una famiglia che ha sempre dovuto lottare per sopravvivere tra precarietà e duro lavoro, con il Grande fiume come punto di riferimento a scandire la vita e i suoi ritmi, nel bene o nel male.




Abbiamo visto come il Po sia protagonista della vita sociale e culturale del nostro Paese e come per importanza possa essere paragonato a leggendari corsi d'acqua come Mississippi o Danubio; la conoscenza e la salvaguardia di questo luogo vuol dire anche proteggere una fetta della nostra civiltà.















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