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Storia e Letteratura: Civitas

Il tempo del Messia e altri racconti. Ediz. italiana e yiddish

di Peretz Isaac L.

editore: Storia e Letteratura

pagine: 144

Una donna osserva piena di ammirazione il marito che prega, salvo improvvisamente esplodere in un'incontenibile collera per l'
9,00

Una costituzione per il mondo

di Giuseppe A. Borgese

editore: Storia e Letteratura

pagine: 128

"Chi pensa che l'uomo è fondamentalmente malvagio e incapace di miglioramento, [...], può onestamente rifiutarsi di meditare su questo Disegno. Ma per tutti gli altri, qualunque sia il loro credo politico e la loro religione, la fede nella civiltà dell'uomo e nella sua perfettibilità deve portarli a prendere sul serio questo problema; esso è uno dei due temi su cui veramente vale la pena di meditare: il tema della pace e quello della morte; i quali poi, a ben vedere, sono in realtà un problema solo". Così scriveva Piero Calamandrei nella sua presentazione ai lettori italiani del "Disegno di Costituzione Mondiale". Da allora a oggi i problemi che reclamano una soluzione sovra-statuale non hanno fatto che aumentare per numero e dimensioni: dalla pace internazionale ai flussi finanziari, dalla dislocazione del lavoro alla questione ecologica, è ormai chiaro che il mondo non potrà rinunciare ancora per molto a un'integrazione giuridica e politica del tipo di quella ideata, all'indomani della seconda guerra mondiale, da Giuseppe Antonio Borgese e dai firmatari del gruppo di Chicago.
9,00

Il filo della spada

editore: Storia e Letteratura

pagine: 160

Che cosa vuol dire essere un capo, esercitare un'autorità, smuovere gli animi? Documento della crisi degli anni '30 e insieme
12,00

Parlare in Parlamento

di Vittorio Emanuele Orlando

editore: Storia e Letteratura

pagine: 112

"Da quando io sono entrato, in età più che matura, nella vita parlamentare, ho sentito volare in due o tre anni nell'aula di M
9,00

L'arte di raccontare

di Cesare De Marchi

editore: Storia e Letteratura

pagine: 96

Dopo la pubblicazione del saggio 'Romanzi. Leggerli, scriverli' (2007), l'autore torna a riflettere sul genere letterario romanzo e raccoglie una serie di considerazioni condotte sul duplice versante della lettura e della scrittura. I romanzi, questi oggetti di "sostanza immaginaria", non sono che "un movimento di parole": ogni testo è un movimento verbale, e il movimento specifico del testo romanzesco è narrativo; e dato che la narrazione è sempre narrazione di qualcosa, vi sarà sempre un oggetto fattuale (o piuttosto pseudofattuale) che viene narrato. Questo è l'unico, sottile legame del romanzo con la realtà, la quale, anche quando richiede il sostegno di un'immagine mentale, apre sul mondo "un occhio linguistico". "Nel romanzo tutto è parola, dal luogo della vicenda alla vicenda e al pensiero". Proprio per questo il romanzo è un luogo tutto verbale, che evoca ma non riproduce la realtà, e che per essere letto non richiede, anzi esclude ogni immedesimazione.
9,00

Al convegno dei cinque

di Arturo Carlo Jemolo

editore: Storia e Letteratura

pagine: 128

Jemolo: "Io penso, soprattutto, ai rapporti tra ceti diversi; quello che poteva essere la famiglia borghese di fronte a famigl
10,00

Sull'origine e i limiti della giustizia

di Ugo Foscolo

editore: Storia e Letteratura

pagine: 64

"Allora lessi le storie, e la più antica - antica tanto che il genere umano era in sì tenui primordi, che quattro soli mortali regnavano sulla superficie del globo, Adamo, Eva, Caino, ed Abele. Ma la legge 'di non fare agli altri ciò che non vorremmo che fosse fatto a noi' o non era legge di natura, o è da credere che fosse bambina; perché alle prime pagine vidi, che un fratello trucidò l'altro". Nel settembre 1809 Ugo Foscolo tiene davanti agli studenti di legge a Pavia un'orazione che gli varrà la cacciata dall'insegnamento, perché - come scriveva un funzionario dell'epoca - "non aveva saputo conciliarsi (...) l'opinione de' professori e delle persone di provetto giudizio, attesi i paradossi letterari e morali di cui ha sparso i discorsi da lui recitati in alcune solenni occasioni". Si trattava invece di un testo di autentica portata filosofica, da cui emerge una concezione dell'uomo e del progresso civile, che ancora oggi ci colpisce come un piccolo capolavoro della nostra prosa morale.
8,50

Polemica sulla storia

editore: Storia e Letteratura

pagine: 128

12,50

Ipnosi e fantasmi

di Henri Bergson

editore: Storia e Letteratura

pagine: 80

Nel 1886, a Clermont-Ferrand, un giovane insegnante liceale di nome Henri Bergson viene a conoscenza degli esperimenti d'ipnosi di un bibliotecario locale. Incuriosito dai risultati apparentemente inspiegabili delle sedute, decide di assistervi e poi di sperimentare di persona. Ma è solo l'inizio di un interesse persistente per i fenomeni psichici, che ventisette anni più tardi porterà lo stesso Bergson alla direzione della "Society for Psychical Research". Nella lingua di uno dei maggiori scrittori di filosofia del '900, due saggi di parapsicologia, il cui vero tema sono l'inconscio come regolatore ultimo della vita psichica e una serrata critica all'assunto di fondo delle moderne scienze della natura, ovvero l'idea che il non misurabile neppure esista.
9,50

Quattro uomini del Risorgimento

di Carlo Collodi

editore: Storia e Letteratura

pagine: 80

"La sollevazione fu pacifica e senza chiasso, tant'è vero che il Savagnoli scrivendo a un amico ebbe a dire: 'alle sei la rivoluzione andò a desinare'". "Nessuna transazione con lo straniero; nessuna separazione: né due Italie, né tre; ma una sola Italia dalle Alpi all'estrema Sicilia". Che c'entra mai l'autore di Pinocchio col Risorgimento? Eccome se c'entra! Per coloro - e siamo quasi tutti - che associano il nome di Collodi soltanto al suo capolavoro, quattro ritratti dal vero di Cavour, Farini, Manin e Ricasoli, usciti dalla penna di uno dei nostri scrittori più amati, qui nelle vesti meno note, ma non meno appassionate, di patriota e scrittore civile.
9,00

Chiarezza nella Costituzione

di Piero Calamandrei

editore: Storia e Letteratura

pagine: 72

"È un po' successo, agli articoli di questa Costituzione, quello che si dice avvenisse a quel libertino di mezza età, che aveva i capelli grigi ed aveva due amanti, una giovane e una vecchia: la giovane gli strappava i capelli bianchi e la vecchia gli strappava i capelli neri; e lui rimase calvo. Nella Costituzione ci sono purtroppo alcuni articoli che sono rimasti calvi". Il 4 marzo 1947, all'Assemblea Costituente, Piero Calamandrei tiene un discorso mirabile: chiarezza nella Costituzione, esortazione volta a volta spiritosa, accorata o solenne a costruire un testo giuridicamente limpido, strumento effettivo di democrazia. Un documento che ci riporta a un altro Calamandrei, non il paladino della piena attuazione della nostra legge fondamentale, ma il giurista di rango, capace di coglierne in statu nascenti tutte le incongruenze e le possibili debolezze future. Una lezione di metodo democratico e di passione civile che non ha perduto niente della sua straordinaria carica ideale.
9,00

Della storia d'Italia

di Antoni Carlo

editore: Storia e Letteratura

pagine: 72

9,00

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