Antenore: MISCELLANEA ERUDITA
I deipnosofisti lincei. Omaggio a Maurizio Vitale
editore: Antenore
pagine: 205
Il volume rappresenta un omaggio offerto a Maurizio Vitale - professore emerito dell'Università di Milano, nonché, tra le altr
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Filologia e linguistica di Alberto Varvaro. Atti delle Giornate di studio (Napoli, 2-3 maggio 2016)
editore: Antenore
pagine: 210
«Il libro riunisce gli interventi tenuti nei giorni 2 e 3 maggio 2016 presso l'Università di Napoli « Federico II» in occasion
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Lectura Dantis Scaligera 2009-2015
editore: Antenore
pagine: 293
Negli ambienti accademici internazionali è da tempo consolidata la tradizione delle letture tematiche, organizzate dai più imp
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«Quasi ombra e figura de la verità». Pensiero e poesia in Torquato Tasso
di Stefano Prandi
editore: Antenore
pagine: 284
"Pochi autori come il Tasso hanno suscitato interpretazioni tanto differenziate e, in molti casi, discordanti. Posto di volta in volta a chiusura di un'epoca, quella manieristica, o come anticipatore della successiva temperie barocca, egli pare aver scontato il prezzo di un'esemplarità sin troppo manifesta rispetto al proprio Zeitgeist, una stagione che vede, nella vulgata storiografica, la regola prevalere sull'afflato creativo. 'Era già critico prima di esser poeta', sentenziò il De Sanctis, che arrivava a circoscriverne pure l'esperienza biografica nel perimetro di un implacabile autodafé, definendolo 'più crudele inquisitore di sé che il tribunale dell'Inquisizione'. A ciò poi si aggiungeva l'estrinsecità della corte quale destinataria e quasi principio informativo del mondo tassiano, che sembrava legittimare, da Croce in avanti, tutta una serie di giudizi limitativi sulla sua poesia, orientati ad accentuarne la natura encomiastica, aneddotica, addirittura frivola. La critica più recente ha compiuto un'imponente e fondamentale opera di scavo all'interno della cultura tassiana, delle sue letture, della sua poetica, ma il tentativo di rettificare il profilo complessivo dell'autore mostra esiti ancora incerti. In risposta alla vecchia immagine di un Tasso sconfitto dalla cultura controriformistica e alla fine assoggettato alle sue leggi, se ne sono di recente aggiunte altre..." (Dall'introduzione)
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Delle antiche favole
di Gianvincenzo Gravina
editore: Antenore
pagine: 281
Il profilo del Gravina che emerge da questo testo, grazie al riscontro sulle fonti e all'indagine stilistica, è quello di una figura cardine nel passaggio tra Sei e Settecento, un teorico dell'estetica che travasa la cultura secentesca nel secolo dei lumi. La sua posizione viene analizzata e delineata tanto nei suoi rapporti con Vico, quanto nella lunga durata, come interlocutore longevo di Foscolo e Leopardi. Il volume si compone di un'introduzione storicoculturale che ricostruisce nel dettaglio i primi anni romani, tratteggia la proposta estetica graviniana, offre un'analisi stilistica e semantica dei termini tecnici su cui poggia la sua estetica (immagine/immaginazione, fantasia, ecc.). C'è poi il testo di "Delle antiche favole" secondo la princeps di Roma; una nota al testo e un apparato variantistico; quindi il commento. In appendice, si offre il commento del "Discorso sopra l'Endimione", vero e proprio incunabolo di "Delle antiche favole". L'edizione congiunta delle due opere evidenzia la coerenza e l'evoluzione della proposta graviniana, in relazione ai diversi stimoli che l'ambiente romano gli offrì nell'ultimo scorcio del secolo XVII.
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Lectura dantis scaligera 2005-2007
editore: Antenore
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Dopo Tasso, percorso del poema eroico
Atti del Convegno di studi (Urbino, 15-16 giugno 2004)
editore: Antenore
pagine: 568
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Il sonetto latino e semilatino tra Medioevo e Rinascimento
di Elena M. Duso
editore: Antenore
pagine: 264
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I margini del libro. Indagine teorica e storica sui testi di dedica. Atti del convegno (Basilea, 21-23 novembre 2002)
editore: Antenore
pagine: 436
I saggi raccolti nel volume affrontano il tema della dedica, solitamente trascurato negli studi storico-letterari, e invece fenomeno diffuso che riguarda scritti e generi anche molto diversi, e resiste, con modifiche e metamorfosi, ben oltre l'Ottocento. In fragile equilibrio tra scritto pubblico e confessione personale, le dediche affidano al lettore dichiarazioni a volte decisive per la comprensione di un'opera e del suo autore: in qualche caso sembrano toccare il cuore stesso del sistema letterario e culturale. A partire da alcuni casi esemplari, i saggi raccolti offrono una prima indagine di questi testi liminari, sui quali non esistono studi sistematici nella tradizione italiana e relativamente pochi per le altre letterature europee.
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