Barney: Decostruzioni
Breviario universale. Della verità per lampi
di Gianluca Barbera
editore: Barney
pagine: 105
"Questo libro parla del Dio, del mondo, dell'uomo, facendo di essi una cosa sola. La sua lettura può nuocere alla salute, siete avvertiti. Ma può anche rendere divini. Dipende da voi, non certo da chi l'ha scritto."
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Venditori di fumo. Quello che gli italiani devono sapere sull'Ilva e su Taranto
di Giuliano Pavone
editore: Barney
pagine: 250
In una telefonata intercettata, due membri della famiglia Riva, i proprietari dell'Ilva, usano l'espressione "vendere fumo". Una formula involontariamente emblematica di una vicenda in cui alle emissioni nocive del grande stabilimento si aggiunge la cortina di disinformazione che le ha coperte. Quella di Taranto è rimasta a lungo una tragedia silenziosa, schiacciata sotto il peso del ricatto occupazionale e di "relazioni pericolose" intrattenute dall'Ilva con quelli che dovevano essere i suoi controllori: sindacati, forze dell'ordine, organi di giustizia, stampa e la politica fino ai più alti vertici nazionali. E a partire dal luglio 2012, quando sequestri e inchieste hanno finalmente acceso i riflettori sulla vicenda, dall'occultamento della realtà si è passati alla sua mistificazione. Il caso Ilva oggi viene troppo spesso rappresentato come una semplice vertenza occupazionale o una questione di politica industriale. I drammatici dati di malattia e di morte, che qualcuno contro ogni evidenza mette ancora in dubbio, vengono derubricati a fattore scatenante di un problema squisitamente economico, anziché essere considerati essi stessi il problema. L'Ilva è oggi il terreno su cui si misurano le vere priorità e la credibilità del nostro Paese. Una storia profondamente italiana, fatta di grandi opere e grandi omissioni, di scelte avventate e di malaffare, di cinismo e umanità, ignavia ed eroismo.
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La morale non euclidea degli italiani. Breve saggio sul carattere nazionale
di Fabrizio Ottaviani
editore: Barney
pagine: 96
Meravigliosamente incomprensibili, per noi stessi e per quelli che ci guardano dall'esterno. Un miscuglio di talenti e furbizie che hanno origine dalla nostra travagliata storia: siamo stati dominatori del mondo conosciuto e poi costretti e rinchiusi in alti castelli, siamo risorti attraverso le arti e le scoperte per poi ricadere divisi e invasi per secoli. La natura dell'italiano si può riassumere nelle posizioni tenute (una volta divenuti giovane nazione unita) nelle due Guerre Mondiali: cominciate da una parte e concluse dall'altra. Ondivaghi e instabili siamo lo specchio, o più probabilmente la causa, di questa nostra società moderna ingarbugliata e anomala. Il libro di Fabrizio Ottaviani indaga sul carattere degli italiani fornendo, quasi fosse un giallo, indizi per scoprire il vero colpevole dei nostri vizi e propone piccole, quotidiane, soluzioni per migliorarci. Intellettuali di ogni epoca hanno denunciato le magagne degli italiani, da Dante a Umberto Eco, ma nessuno aveva mai provato a scrivere un saggio pratico per "uomini nuovi" e farla finita, una volta per tutte, con i vizi nazionali.
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