Besa: Nuove lune
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Latitanze
di Daltin Mauro
editore: Besa
pagine: 120
Dieci racconti, dieci storie costrette in spazi e tempi circoscritti, in eterne latitanze quotidiane sospese fra reale e surre
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L'incanto violato
di Lanzone Chiara
editore: Besa
Ha avuto solo un uomo, Monique, è sposa fedele da vent'anni, veste solo di bianco, bianca la sua dimora, bianco il suo pudore,
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Il legame
di El Ariny Fabio O.
editore: Besa
pagine: 247
A settemila metri di quota, il cielo sopra Milano era terso e incredibilmente blu; molto diverso dalla mattinata nebbiosa che
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Il trapasso
di Sacco Marcello
editore: Besa
pagine: 117
Il trapasso narra la storia di un'attrazione impossibile fra un teppista da stadio e una ragazza di "buona famiglia", studente
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L'uomo alla finestra
di Belozorovitch Anna
editore: Besa
pagine: 84
Il narrare poetico della giovane poetessa di origini russe racconta l'incessante desiderio di un'anima di ricucire una vita la
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Il drago d'avorio
di Fatos Kongoli
editore: Besa
pagine: 229
Curioso impasto di esistenzialismo e atmosfere noir, "Il drago d'avorio" racconta in forma autobiografica le esperienze dell'a
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Fiabe e leggende norvegesi
editore: Besa
pagine: 123
Queste antiche "Fiabe e leggende norvegesi" dimostrano quanto la letteratura non abbia avuto, in origine, necessità di autori. Il loro pubblico, composto da pescatori, taglialegna e cacciatori, doveva essere d'una scaltrezza intellettiva fulminante. Mai avrebbero dato credito a chi si fosse presentato come "creativo": le leggende erano raccontate da chi le aveva udite chissà dove e in chissà quale passato. L'arcaico cantastorie negava sempre la paternità di ciò che raccontava. La vicenda leggendaria doveva essere autrice di se stessa: a lui bastava la soddisfazione di narrarla. Più volte in queste fiabe vediamo gruppi di uomini vicini a un fuoco o a un camino, seduti attorno all'ospite che racconta. Ascoltando, ne narrano a loro volta. In tal modo la favola diventa contenitore di altre. Possono essere più o meno lunghe, alcune hanno l'aspetto dell'aforisma: sembra quasi che ogni frase sia una storia completa, l'immagine singola di una vicenda. Le storie compaiono come un nemico nel buio, uno spirito dalla foresta, come una voce udita nel silenzio. Sipario spesso in questi racconti delle voci del mare, dei fiumi; e sono voci che avvertono, minacciano, consigliano. 0 preannunciano gli eventi. Ebbene, per coloro che le vivevano, tutte le leggende avevano lo stesso fascino inquietante di essere "voci", grida trasformate in dicerie. Discorsi sovrumani, le fiabe sono brusii della natura che sovrasta gli individui, li spaventa o li aiuta.
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