Bonanno: Multa Paucis
Verso la frase ben costruita. Il primo libro della «Sintassi» di Apollonio Discolo. Testo greco a fronte
di Manuela Callipo
editore: Bonanno
pagine: 501
Primo trattato di sintassi pervenuto fino a noi, il testo di Apollonio Discolo è oggetto, negli ultimi anni, di interesse cres
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La cena di Trimalchione. Dal Satyricon di Petronio
di G. Franco Gianotti
editore: Bonanno
pagine: 488
All'interno del "Satyricon" Petronio, il grande affresco noto come Cena Trimalchionis, concentra in uno spazio delimitato e racchiuso - scena fatta di parole - un campionario spettacolare di prim'ordine. In tale spazio prendono vita le differenze socio-culturali dei commensali: da un lato il padrone di casa e i colliberti, fieri delle proprie ascese sociali e detentori di ricchezze esibite e ostentate con dubbio gusto; dall'altro gli scholastici un maestro di retorica e i suoi due scolari -, detentori della scienza del linguaggio pubblico, narratori e spettatori interni della Cena. Ben calibrati e sapientemente intercalati, i dislivelli tra i due gruppi danno vita a esiti molteplici.
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Pervigilium Veneris. La veglia di Venere
di Carmela Mandolfo
editore: Bonanno
pagine: 160
Il Pervigilium Veneris, un componimento adespoto e non datato in 93 settenari trocaici, descrive la veglia di una festa religiosa, che si terrà in Sicilia, a Ibla, in onore di Venere, la dea che promuove l'amore concorde e della quale si tessono gli elogi. Il carme si apre con l'esaltazione della primavera e dell'amore e il poeta, con soave abbandono, canta le gioie della primavera congiunte con le gioie dell'amore: il verso che proclama l'imminenza e l'universalità dell'amore, cras amet qui numquam amauit quique amauit cras amet, apre e sigilla il carme, scandendo anche le dieci strofe che segnano i tempi del rito e del mito; ma nella chiusa il poeta, con malinconica sensibilità, oppone alle immagini di amore totalizzante la propria condizione di persona esclusa, negata alle feste dell'amore e del canto, che non sa farsi rondine e recuperare la gioia del canto. Con sottile malinconia, che lo rende incredibilmente attuale, si chiede quando verrà per lui 'primavera', quando potrà anche lui porre fine al suo silenzio. Il carme, in cui si mescolano temi popolari ed erudizione letteraria, elementi linguistici del sermo vulgaris e preziosismi lessicali, è stato attribuito agli autori più diversi, da Catullo (I sec. a. C.) a Lussorio (VI sec. d. C.): forse nessuna opera, alla ricerca del suo autore, ha mai oscillato per sette secoli. Del Pervigilium Veneris si fornisce qui l'edizione critica con introduzione, traduzione e commento.
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De verbi incarnatione. Centone virgiliano
di Eleonora Giampiccolo
editore: Bonanno
pagine: 120
Il "De Verbi incarnatione" è un anonimo centone virgiliano cristiano composto dopo il IV secolo, forse nel V, in armonia con gli scopi didattici della poesia centonaria cristiana. I grammatici, autori di centoni cristiani, utilizzando i versi del maximus poeta latino, Virgilio, ritenuti i più adatti a celebrare la nuova fede, si impegnavano a creare composizioni che decantassero le verità cristiane, con la speranza che, fornendo una veste virgiliana alla dottrina cristiana, quest'ultima potesse restare maggiormente impressa nella mente dei neofiti. Lungi dalla poco gratificante definizione che riduce i centoni ad opere meramente scolastiche, è senza dubbio doveroso rivalutarne l'intera produzione, non solo per la loro originale imitazione del modello, ma anche per la loro importanza ai fini della constitutio textus virgiliana.
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De Ecclesia. Cento vergilianus
di Adriana Damico
editore: Bonanno
pagine: 192
Il centone cristiano De Ecclesia, d'incerto autore e collocabile intorno al IV-V secolo d.C., ambisce, come tutti i centoni cristiani, a realizzare quello che può definirsi un nuovo, "definitivo" sincretismo tra la cultura classica (qui rappresentata dal massimo esponente della poesia latina, Virgilio) e le verità del credo cristiano, alla ricerca di un equilibrio tra mondo pagano e nuovo mondo cristiano, che soddisfi le esigenze e le ansie (si pensi al sogno di Gerolamo, quando Dio lo accusò dicendogli di essere ciceronianus, piuttosto che christianus) dei dotti letterati convertitisi alla nuova religione. Gli esiti di una tale operazione, difficile da giudicare e comprendere da parte di noi moderni, devono essere valutati non solo e non tanto in relazione al loro pregio letterario, ma soprattutto guardando a siffatti componimenti come a testimonianze preziose che ci permettono di aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza del nostro passato.
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La libertà del traduttore. L'epistola de optimo genere interpretandi di Gerolamo
di Edoardo Bona
editore: Bonanno
pagine: 160
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Giuseppe in veste greca. Il racconto di Genesi 37-50 secondo il testo della LXX
di Quincones Loren Aharon
editore: Bonanno
pagine: 156
All'interno del primo libro della Bibbia la Storia di Giuseppe e i suoi fratelli è caratterizzata da una lunghezza superiore a
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Alcesta. Cento vergilianus. Testo latino a fronte
di Giovanni Salanitro
editore: Bonanno
pagine: 60
Il centone virgiliano "Alcesta", opera di incerto autore e, quindi, di dubbia cronologia, ma da collocare probabilmente nel V sec. d.C., ha per argomento uno dei più delicati e toccanti miti del mondo greco-romano: celebra l'amore coniugale che giunge fino alla morte, ed è stato così caro all'animo e alla fantasia degli artisti di ogni tempo da essere espresso nelle principali forme d'arte, dalla letteratura alla musica, dalla scultura alla pittura.
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Detti segreti. Il Vangelo di Tommaso nell'antichità
di Grosso Matteo
editore: Bonanno
pagine: 328
Scoperto nel 1945 presso Nag Hammadi nell'Alto Egitto, il Vangelo secondo Tommaso, contenente 114 detti attribuiti a Gesù, ha
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