Centauria: Quattro.D
Ladri di libri. Il saccheggio nazista delle biblioteche d'Europa
di Anders Rydell
editore: Centauria
pagine: 441
La notte del 10 maggio 1933, le strade e le piazze tedesche sono illuminate da grandi falò di libri di Marx, Mann, Brecht, Hemingway e molti altri autori che il regime hitleriano condanna come esempi di una cultura decadente e corrotta. Nell'ombra, intanto, si compie un altro misfatto: i nazisti s'impadroniscono di migliaia di biblioteche e rubano sistematicamente milioni di volumi, in gran parte di proprietà di ebrei in fuga dal Paese o avviati ai campi di sterminio. Alcuni riusciranno a portare con sé un diario o un libro molto amato nel viaggio verso l'inferno, ma molti di più perderanno tutto. Sullo sfondo di questa immane tragedia due gerarchi, il capo delle SS Heinrich Himmler e l'ideologo nazista Alfred Rosenberg, sono in competizione tra loro: il primo costruisce un'immensa biblioteca di "nemici del Reich" nel suo quartier generale di Berlino, il secondo ha un piano più ambizioso, cioè porre le basi per un nuovo sistema nazista di educazione e ricerca universale... Anders Rydell ha viaggiato per l'Europa e raccolto centinaia di testimonianze e documenti per raccontare la storia dimenticata di questi "ladri di libri". La sua indagine lo ha portato dal Centro bibliografico delle comunità ebraiche di Roma ai segreti dei massoni dell'Aia, dalla biblioteca degli ebrei sefarditi di Amsterdam agli scaffali yiddish di Vilnius. Componendo una grande, coraggiosa storia che ha al centro il potere della lettura: perché dove scompaiono i libri scompare l'umanità.
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Napolislam
di Ernesto Pagano
editore: Centauria
pagine: 222
"Se si facesse un Califfato a Napoli, si vivrebbe sicuramente meglio". È l'opinione di uno dei convertiti all'islam nei quartieri popolari di Napoli. Ma il suo "Califfato" ideale non è quello di al-Baghdadi, che anche lui considera empio e assassino. Sotto il nome di "Califfato" i convertiti sognano uno Stato che funziona, dove i politici non si fanno i fatti loro, dove esiste un'etica. È una sorta di via sociale alla religione, quella che ricostruisce Ernesto Pagano in un racconto-reportage che ci porta nei luoghi tradizionali dell'islam napoletano, come la famosa moschea di piazza Mercato, ma anche in quelli più inattesi, tra le case e i negozi dei "nuovi musulmani". Che, spesso, si avvicinano all'islam per sfuggire a un'esistenza fatta di giri a vuoto in motorino e lavoretti per il "Sistema", ricca di consumismo e povera di valori. In Allah cercano il senso della vita. E lo trovano. Ma poi comincia la sfida dell'integrazione. Per le vie di Napolislam incontriamo personaggi da romanzo: da Ciro il pizzaiolo, che "cercava Maradona e ha trovato Allah", a Maria la Musulmana, la più cattolica del quartiere, che cucina per la moschea durante il Ramadan. Scorci che disegnano il quadro di un singolare bricolage culturale: un metodo nuovo e insieme antico, per ora funzionante, di integrazione. Che tuttavia ci interroga: "noi" chi siamo? Quale modello di giustizia, spiritualità, convivenza proponiamo? Forse proprio tra le contraddizioni di Napoli possiamo trovare il seme di una risposta.
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