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Colla Editore: Cultura popolare veneta. 3ª serie

La gloria del mais. E altri scritti sull'alimentazione veneta

di Luigi Messedaglia

editore: Colla Editore

pagine: 374

La polenta, riscoperta oggi come cibo identitario da gastronomi e cultori della tradizione, fu per molti secoli elemento fondamentale, se non quasi esclusivo, nella dieta delle classi rurali, per cui la storia del mais costituisce un capitolo fondamentale della storia dell'alimentazione e della storia della società. La monografìa di Luigi Messedaglia (1872-1953) sull'origine e la diffusione in Europa e in Italia del granoturco, che costituisce la sezione principale di questo volume, è uno tra gli studi più ampi e fondati prodotti sull'argomento. Un racconto che parte da lontano e percorre più di cinque secoli di storia: dalle prime testimonianze del mais nell'antica America, al suo arrivo nel mondo occidentale portatevi da Cristoforo Colombo, agli esperimenti di coltivazione in Castiglia nel 1498, alla diffusione massiccia in area padana, a partire dalla Bassa veronese e dal Polesine rodigino verso il 1550, fino all'epopea otto-novecentesca della coltivazione e del consumo del granoturco dalla Lombardia alla Sicilia. Il racconto non trascura anche esplorazioni curiose, come quella relativa alla varietà dei nomi, alle omonimie, alle favole e alle fantasticherie sul mais; né indagini di carattere sociale e medico sulle diete alimentari dei contadini legate al consumo di questo e di altri cereali e legumi.
40,00

Raccolta de' proverbi, detti, sentenze, parole e frasi veneziane, arricchita d'alcuni esempi ed istorielle

di Zorzi Muazzo Francesco

editore: Colla Editore

Francesco Zorzi Muazzo, nobile veneziano sensibile e spregiudicato, ma di scarse risorse economiche, partecipò con grande inte
69,00

Il culto dei santi e le feste popolari nella Terraferma veneta. L'inchiesta del Senato veneziano (1772-1773)

editore: Colla Editore

pagine: 814

Fino all'inizio del XX secolo la presenza dei santi nella vita quotidiana delle città e delle campagne era pervasiva e occupava tanto lo spazio spirituale che quello fisico. Le chiese ne conservavano le relique, ne esibivano le effigi pittoriche e scultoree; le loro feste strutturavano il calendario agricolo e scandivano ogni momento della vita personale e collettiva. Ogni collettività aveva nel culto dei santi, uno degli elementi fondanti della propria appartenenza e identità. Di qui il moltiplicarsi delle feste religiose popolari che nella seconda metà del Settecento, nel territorio della Repubblica veneta, erano diventate così numerose da essere pregiudizievoli sia dal punto di vista economico, per la sostanziosa riduzione dei giorni lavorativi, sia dal punto di vista morale e dell'ordine sociale per le pratiche di malcostume connesse alle celebrazioni sfrenate che le accompagnavano. Fu questa la ragione che spinse la Serenissima a elaborare un progetto di drastica riduzione delle feste popolari, attuabile soltanto dopo che esse fossero state scrupolosamente censite a cura degli stessi parroci. Il censimento fu effettuato nel biennio 1772-1773 e produsse la mole di relazioni inviate dai parroci al Senato raccolte in questo volume. Esse danno conto della tipologia, delle origini, dei riti e degli eccessi che accompagnavano queste manifestazioni, fornendo un quadro vivo della religiosità popolare nel territorio della Repubblica, dal Veneto al Friuli, fino a Bergamo e Brescia.
40,00
19,00

La caricatura. Da Leonardo a Picasso

di Werner Hofmann

editore: Colla Editore

pagine: 272

38,00

Cento vedute di Vicenza

di Neri Pozza

editore: Colla Editore

pagine: 136

35,00

Il Veneto dei contadini 1921-1932

di Paul Scheuermeier

editore: Colla Editore

pagine: 324

La rapida trasformazione economica e sociale, che ha caratterizzato l'Italia del secolo scorso, ha profondamente modificato la cultura materiale dei contadini veneti e, in parte, anche il lessico che a questa era legato. Del variegato mondo rurale fatto di braccianti, fittavoli, mezzadri, piccoli proprietari, le cui sorti erano legate alla terra, al ciclo delle stagioni, ma anche all'andamento del mercato e alle strategie produttive dei grandi latifondisti, rimangono oggi tracce sbiadite nella memoria dei protagonisti, negli archivi e nei musei. Proprio per tale motivo appare di eccezionale interesse la documentazione raccolta nel Veneto dal giovane linguista svizzero Paul Scheuermeier, all'indomani della Prima guerra mondiale, nell'ambito delle inchieste finalizzate alla compilazione dell'Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e della Svizzera meridionale (AIS). Tra il 1921 e il 1922 Scheuermeier, sotto la guida dei suoi maestri Karl Jaberg e Jakob Jud, percorse il Veneto in lungo e in largo, armato di questionari, macchina fotografica e grande capacità di osservazione, rilevando le varietà linguistiche del Veneto rurale, la tecnologia agraria, i modi dell'abitare, gli oggetti di uso quotidiano. Annotò, spesso con gustosa ironia, i suoi spostamenti in un contesto ancora fortemente segnato dagli esiti della guerra; tracciò i profili di quei contadini che pazientemente si sottoponevano ai questionari linguistici; fotografò con perizia uomini e cose.
45,00

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