Coniglio Editore: BASSI FONDALI
Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale. Teoria e praticadi «copia e incolla» filosofico. Un clamoroso caso di clonazione libraria
di Francesco Bucci
editore: Coniglio Editore
pagine: 285
Più volte i giornali si sono occupati di Umberto Galimberti per il suo "vizietto" (come lo ha definito il filosofo Emanuele Severino in un'intervista) di appropriarsi di testi altrui. Ma nessuno ha mai denunciato finora un vizio perfino più grave: Galimberti costruisce i suoi libri (in misure diverse e talvolta quasi per intero) con un metodo, consolidato negli anni, che produce effetti devastanti sulla sensatezza non solo di singole parti, ma - nei casi limite - dei libri nel loro insieme. Questo lavoro, nell'illustrare con dovizia di esempi il "metodo Galimberti", demistifica impietosamente la figura e l'opera di uno dei più noti intellettuali italiani, mostrando al contempo che l'industria culturale e il mondo accademico, condizionati da logiche mercantili e corporative, non possiedono anticorpi idonei a impedire l'insorgere e il perdurare di un così grave fenomeno patologico. Le migliaia di lettori che sospingono regolarmente i libri di Galimberti in cima alla classifica delle vendite avranno, dal canto loro, di che riflettere. Prefazione di Luca Matrantonio.
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Le mani sul TG1. Da Vespa a Minzolini: l'ammiraglia RAI in guerra
di Giulio Borrelli
editore: Coniglio Editore
pagine: 207
Del "caso Tgl" parlano da mesi, a torto o a ragione, tutta la stampa nazionale e quella internazionale. Sui social network (Facebook, Twitter) si sta sviluppando una discussione, senza precedenti, sulla linea editoriale del più amato e odiato telegiornale italiano. Vi partecipano centinaia di migliaia di persone di ogni orientamento. Nessuno ha raccontato finora la vera storia di questa testata. Il libro di Giulio Borrelli svela, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica. La chiave narrativa è assolutamente originale e mai nostalgica. "Non c'era un bel mondo che fu... ma oggi - scrive Borrelli -la corretta informazione sta andando verso una deriva... Si è passati dai partiti ai salotti, alle lobby... Il servizio pubblico non è stato migliorato e neppure privatizzato. È diventato strumento di fazione, in nome e per conto di... Il presente scivola verso la militarizzazione e l'acchiappa acchiappa". Il racconto - attraverso anche una testimonianza autobiografica - fornisce una spiegazione motivata dell'azione svolta, da metà degli anni Novanta ad oggi, quelle che l'autore chiama "lobby politico-editorial-giornalistiche".
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