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Diabasis: Al buon corsiero

Sul Portogallo

di Fernando Pessoa

editore: Diabasis

pagine: 166

I testi in prosa in cui Pessoa riflette, discute, critica e teorizza sull'identità e la cultura del Portogallo sono molteplici
18,00

Louis Daguerre. L'alchimista che fermò il tempo

di Ennery Taramelli

editore: Diabasis

pagine: 384

Scritto nello stile dell'epoca, questo romanzo a suspense getta una luce inedita sulla figura di Louis Jacques Daguerre, pitto
24,00

Ritorno ad Heidegger. Ricordi di un messaggero della foresta nera

di Fédéric De Towarnicki

editore: Diabasis

pagine: 144

Questo libro è il racconto e appassionante come una detective-story dell'incontro con Heidegger e della consuetudine di colloqui che ne seguì, nella sua casa di Zahringen e lungo i sentieri della Foresta Nera. Messaggero del più grande e discusso pensatore del secolo in un momento di grande isolamento e condanna morale, Towarniki ci offre un romanzo di iniziazione (Julien Cracq): ovvero di formazione al cospetto del maestro.
14,00

Clara dos anjos

di Alfonso H. De Lima Barreto

editore: Diabasis

pagine: 214

Un romanzo breve che affronta temi scottanti e rivelatori del contesto brasiliano profondo, come quello delle discriminazioni, combinate tra loro, di razza, classe e genere. Protagonista è una povera fanciulla mulatta che, sedotta e abbandonata, diventa corpo e simbolo dell'umiliazione classista e razzista nel Brasile repubblicano. Lima Barreto dipinge il dramma di tante ragazze nelle stesse condizioni di Clara, tentando di fare del suo personaggio una figura universale: la mulatta carioca, più che un personaggio, diventa un argomento vivo e un elemento di denuncia. Prefazione di Stefano Rolando
16,50

Nella città del pane e dei postini

di Giorgio Messori

editore: Diabasis

pagine: 240

Da una stanza situata nel cuore di Tashkent, in Uzbekistan, Giorgio Messori resiste al disagio di una guerra invisibile scrive
15,00

Da qualche parte in Africa

di Helder Macedo

editore: Diabasis

pagine: 144

18,00

Per questi motivi

di Antonio Bassarelli

editore: Diabasis

pagine: 224

16,00

Ponti sull'Egeo

di Claudia Berton

editore: Diabasis

pagine: 288

20,00
12,00

Il bambino che viveva nello specchio

di Rocco Brindisi

editore: Diabasis

pagine: 175

Un quaderno di appunti accompagnati da brevi, brevissime storie, dove affiorano, tra l'altro, l'incantevole ironia dei bambini, le ferite che non osiamo chiamare "dolore". Principesse afgane scappate dai libri che le tenevano prigioniere; Gesù pellegrino che attraversa i boschi della Lucania, assieme a Lucifero, per vedere l'incrocio dei pali centrato dal leggendario Ciarlicià; bambini venuti da un pianeta dove non esistono ombre e dove gli abitanti sono stanchi di non morire...
15,00

Lettere dalla Garfagnana

di Ludovico Ariosto

editore: Diabasis

pagine: 356

Dal febbraio del 1522 al giugno del 1525 per più di tre anni Ludovico Ariosto fu commissario del duca di Ferrara Alfonso I in Garfagnana, la regione impervia e selvaggia, covo di banditi e masnadieri, restituitasi proprio allora, dopo la morte del pontefice Leone X, alla Signoria estense. Di questo periodo e della sua attività di governo resta un folto gruppo di lettere, ben 156 delle 214 a noi pervenute, una vera e propria cronistoria di quella straordinaria esperienza affrontata con coraggio e lodevole operosità da un uomo strappato, per necessità di vita, al mondo dei suoi affetti e dei suoi studi. L'intervento dell'Ariosto non sempre sostenuto, anzi spesso osteggiato dalle direttive del duca Alfonso, si manifesta in queste lettere come pratica di una sana amministrazione, come attenzione particolare a difesa dei diritti dei più deboli, nonché come notevole senso di misura e di equilibrio nei rapporti diplomatici con le autorità delle terre confinanti, lucchesi o fiorentine che fossero. Una saggezza e una moralità nella pratica quotidiana, ma con i tratti distintivi del più grande Ariosto.
22,00

Il tempo delle capre

di Luan Starova

editore: Diabasis

pagine: 208

Il libro evoca il periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, quando il nuovo regime, volendo creare una nuova classe di proletari, impone ai pastori di lasciare le loro montagne e andare ad abitare in città. Così la piazza grande di Skopje, il Plochtad diventa tutta bianca, invasa dalle capre che i pastori rifiutano di abbandonare. Ma la tragedia è dietro l'angolo: il Potere decide lo sterminio delle bestie. Se l'allegoria tracciata dall'autore costituisce per certi aspetti una lezione di speranza, essa è prima di tutto una riflessione sulla pericolosa vanità delle ideologie che aspirano a creare un "uomo nuovo", e rimane una profonda meditazione sulla fragilità delle cose, e sulla precarietà dei Balcani.
16,00

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