21 editore maut
L'anno dei quattro imperatori
di Pierre Cosme
editore: 21 editore maut
pagine: 409
La guerra civile sta già imperversando quando Nerone si suicida nel giugno del 68 d.C. La sua morte scatena un'ondata di violenza. In poco più di un anno quattro imperatori si avvicendano al vertice del potere: Galba è assassinato, Otone si suicida, Vitellio è torturato e decapitato; infine l'ascesa di Vespasiano, in un'orgia di ferro e sangue, riporta la stabilità solo a partire dal dicembre del 69. "L'anno dei quattro imperatori" termina con l'avvento di una nuova dinastia, quella dei Flavi. Nei lunghi mesi d'incertezza precedenti alla presa di potere di Vespasiano, la tenuta dell'impero sarà messa duramente alla prova. La Gallia si ribella, le armate di Germania, Spagna e Oriente si rivolgono le une contro le altre, i pretoriani tessono oscure trame. Alla fine le legioni di Vespasiano ristabiliranno la pace, arrivando a soffocare anche la ribellione di Giulio Civile, l'ufficiale batavo che nel frattempo è riuscito a federare i popoli della Gallia Belgica. Attraverso uno studio attento delle opere degli storici antichi, delle iscrizioni recentemente ritrovate e delle testimonianze archeologiche, Pierre Cosme ricostruisce la trasformazione dell'impero in questo anno decisivo, cerniera tra due dinastie ma anche tra due epoche, che ha segnato a lungo la storia dell'Occidente.
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Il libro nero dell'impero britannico
di John Newsinger
editore: 21 editore maut
pagine: 387
"Al culmine della sua estensione territoriale si diceva che sull'Impero britannico 'il sole non tramonta mai': il motivo, secondo una facezia popolare irlandese, era che "Dio non si fida degli inglesi al buio". In effetti, la dominazione britannica è stata ovunque sinonimo di tirannia, razzismo ed eccidi; per dirla con il cartista Ernest Jones 'il sole non tramonta mai, ma il sangue giammai si asciuga'. Eppure, ancora oggi, esponenti politici esibiscono il proprio orgoglio per il ruolo giocato dall'Impero nel diffondere la cultura e la civiltà, convinti che sia venuta "l'ora di smettere di scusarsi". Tuttavia, una seria discussione pubblica su quanto avvenuto nelle colonie non c'è mai stata: ci si dimentica delle vittime, e i nomi e le date dei massacri perpetrati restano sconosciuti alla stragrande maggioranza dei britannici (e non solo). John Newsinger fa breccia in questo silenzio collettivo, adottando un punto di vista 'dal basso', lontano dall'idea per cui uno stato liberale si sarebbe incaricato di diffondere libertà e tolleranza. Dalla tratta degli schiavi nelle Indie Occidentali alle guerre dell'oppio in Cina, dalla carestia nel Bengala alla sanguinosa soppressione dei moti nazionali in Kenya e Malesia, la storia è ben diversa da quella che ci hanno raccontato finora."
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