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Cahiers du cinema

Eastwood on Eastwood

di Michael H. Wilson

editore: Cahiers du cinema

pagine: 240

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Pedro Almodóvar

di Thomas Sotinel

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Pedro Almodóvar (Spagna, 1951) è il grande protagonista della rinascita del cinema spagnolo esplosa nel clima della movida madritena degli anni '80. New York è stata la prima ad acclamare la sua fervida immaginazione e il suo genio provocatorio, che pervadono film traboccanti di transessuali, nevrotici [Donne sull'orlo di una crisi di nervi, 1988) e persino suore tossicodipendenti (L'indiscreto fascino del peccato, 1983). Nelle opere della maturità, il regista ha continuato a trarre ispirazione dall'umile infanzia trascorsa in un angolo remoto della Mancia, dando vita a melodrammi dalle intense passioni interpretati da attori indimenticabili come Penèlope Cruz (Tuffo su mia madre, 1999; Gli abbracci spezzati, 2009) o Gael Garcia Bernal (La mala educación, 2004).
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Steven Spielberg

di Clélia Cohen

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Steven Spielberg (USA, 1946) è l'enfant prodige della nuova Hollywood degli anni '70. Sulle orme di Orson Welles, appena venticinquenne gira Duel, presto seguito da una serie di successi che lo rendono un regista molto corteggiato dai grandi studios. Appassionato di effetti speciali e particolarmente in sintonia con l'evoluzione del gusto del giovane pubblico, porta il cinema d'intrattenimento sempre più in vetta con film quali Lo squalo (1975), Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), ET. l'extra-terrestre (1982) e Jurassic Park (1993). Le più recenti incursioni nella fantascienza (A.l. -Intelligenza Artificiale, 2001 ; Minority Report, 2002; La guerra dei mondi, 2005) e nel genere storico (Schindler's List, 1993; Salvate il soldato Ryan, 1998; Munirti, 2005) gli valgono il riconoscimento della critica internazionale. Spielberg opera anche in qualità di produttore, con la Dreamworks, ed è indubbiamente una delle figure più influenti del cinema contemporaneo.
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Martin Scorsese

di Thomas Sotinel

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Martin Scorsese (USA, 1942) è uno dei registi americani più prolifici, con all'attivo più di venticinque opere realizzate lungo un percorso artistico di oltre quarant'anni, che gli sono valse innumerevoli riconoscimenti. Fin dagli esordi e dal primo successo con Taxi Driver nel 1976, film che sancisce fra l'altro il lungo sodalizio con Robert De Niro, Scorsese continua a trarre ispirazione dalle sue radici itale-americane in pellicole come Quei bravi ragazzi (1990) e Casinò (1995). Regista cinefilo dotato di uno spiccato spirito d'indipendenza, ha saputo gestire l'alternarsi di successi di botteghino come TheAviator (2004), The Departed - Il Bene e il Male (2006) e Shutter Island (2010) e di opere più personali, incentrate sulla storia del cinema {Martin Scorsese - Viaggio nel cinema americano, 1995) e sulla musica (Bob Dylan, The Rolling Stones). Martin Scorsese è inoltre stimato per il suo instancabile impegno nella salvaguardia del patrimonio cinematografico.
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Francis Ford Coppola

di Stéphane Delorme

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Francis Ford Coppola (USA, 1939) è uno degli artefici della rinascita del cinema hollywoodiano negli anni '70, il più anziano della generazione dei movie brats, i cosiddetti "monelli dei cinema", di cui hanno fatto parte anche Martin Scorsese e Steven Spielberg. Coppola ha riportato alla gloria gli studios con la leggendaria saga del Padrino (1972-90), esplorato i meandri dell'animo americano nello scenario della Guerra del Vietnam con Apocalypse Now (1979) e diretto alcuni dei più grandi attori della storia del cinema come Marion Brando, Al Pacino e Robert De Niro. Da sempre insofferente ai limiti che le grandi case di produzione impongono ai registi, Coppola è divenuto un produttore indipendente e continua a dirigere film con immutata genialità (Segreti di famiglia, 2009).
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Clint Eastwood

di Bernard Benoliel

editore: Cahiers du cinema

pagine: 102

Clint Eastwood (USA, 1930) è un veterano fra i grandi registi contemporanei americani, la cui ascesa nel firmamento del cinema ha seguito un percorso davvero inusuale. Negli anni '60 Eastwood diventa l'icona del western all'italiana di Sergio Leone per poi incarnare, tornato a Hollywood, il brutale e controverso ispettore Harry Callaghan. A partire dagli anni '70, Clint Eastwood approda alla regia e, nello stile dei grandi maestri del passato, realizza capolavori di generi diversi, dal western {Gli spietati, 1992) al film noir {Mystic River, 2003), dall'epica bellica {Lettere da Iwo Jima, 2006) al tributo a un musicista (Bird, 1988), dal melodramma (I ponti di Madison County, 1995) all'affresco sportivo (Million Dollar Baby, 2004). Il suo film più recente, Invictus (2009), dedicato al Sudafrica post-apartheid e alla figura storica di Nelson Mandela, affronta ancora una volta l'interrogativo sotteso in tutti i suoi film: può un essere umano sconfiggere l'esperienza della violenza e del male?
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Roman Polanski. Ediz. inglese

di David Ehrenstein

editore: Cahiers du cinema

pagine: 102

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Tim Burton

di Aurélien Ferenczi

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Tim Burton (USA, 1958), il più giovane dei registi hollywoodiani di successo, ha la particolare capacità di realizzare film di grande richiamo, trasformando le sue opere in regni animati da tutte le stranezze dell'infanzia, senza mai perdere il contatto con il bambino che è dentro di lui e nel suo pubblico. Il suo talento di regista e narratore di storie emerge dopo aver lavorato come disegnatore alla Disney. In Johnny Depp, Burton rivede l'eroe dei suoi mondi immaginari, luoghi dove la paura si mescola al burlesco, la stravaganza è la norma e chi è al di fuori della "normalità", come in Edward mani di forbice (1990), deve essere difeso. Passato da Beetlejuice - Spiritello porcello (1988) a La fabbrica di cioccolato (2005), l'eterno fanciullo Burton, ormai cinquantenne, ricrea con Alice in Wonderland (2010) la sua personale visione del "paese delle meraviglie".
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Alfred Hitchcock

di Bill Krohn

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Alfred Hitchcock(GB, 1899-1980) è senza dubbio il regista cinematografico più famoso al mondo. Il suo nome è sinonimo di cinema e ogni nuova generazione riscopre, con immutato piacere, i suoi film, veri capolavori del patrimonio artistico mondiale. L'avventura del cineasta, iniziata nel cinema muto inglese degli anni '20, culmina con il successo di thriller come L'uomo che sapeva troppo (1934), Sabotaggio (1936) e La signora scompare (1938). Hitchcock è già noto come il "giovane genio" quando approda a Hollywood, dove intraprende un rinnovamento della tradizione cinematografica, unendo classico e moderno in pellicole come La donna che visse due volte (1957), Intrigo internazionale (1959) e Gli uccelli (1963). Nei suoi film attori di talento come James Stewart e Cary Grant hanno interpretato ruoli indimenticabili di anti-eroi e attrici quali Grace Kelly, Kim Novak e Tippi Hedren hanno impresso il mito della "bionda" nell'immaginario collettivo.
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Stanley Kubrick

di Bill Krohn

editore: Cahiers du cinema

pagine: 102

Stanley Kubrick (USA, 1928-1999) è un maestro della regia che si è spinto ben oltre quanto abbiano fatto i cineasti contemporanei. Perfezionista creativo, che continua ad affascinare le nuove generazioni, inizia a lavorare come fotografo prima di dirigere, non ancora venticinquenne, alcuni film noir. La potenza e l'originalità delle sue opere lo portano presto al successo. Dagli anni '60 vive e lavora a Londra, al riparo dallo scandalo suscitato dal suo adattamento di Lolita (1962) e lontano dai grandi studios, ai quali era l'unico a saper imporre il totale controllo dei propri film. In cinquant'anni ha realizzato solo una dozzina di lungometraggi, ma tutti di straordinario livello tecnico ed eccezionale inventiva stilistica. A partire dal fantascientifico 2007: Odissea nello spazio (1968), ogni sua opera esplora nuovi generi e tematiche controverse come il Vietnam {Full Metal Jacket, 1987), la violenza (Arancia meccanica, 1971), l'horror (Shining, 1980), ia sessualità (Eyes Wide Shut, 1999).
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David Lynch

di Thierry Jousse

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

David Lynch (USA, 1946) è forse il regista cult per antonomasia, il cui film MulhollandDrive ha segnato l'ingresso del cinema nel terzo millennio. La sua carriera prende il via più di trent'anni fa con il rivoluzionario e sconcertante Eraserhead - La mente che cancella (1977). Con Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990) e Strade perdute (1997), il cineasta infonde nuova vitalità all'esperienza sensoriale del pubblico cinematografico, sovvertendo la logica del racconto filmico con insondabili e sconvolgenti espedienti narrativi. Nei primi anni '90, con Twin Peaks, inventa un nuovo genere di serie televisiva. Nonostante sia un regista di Hollywood, Lynch lavora ai margini del sistema degli studios, esplorando le sfaccettature del suo multiforme talento artistico - dalla fotografia alla musica e alla pittura -, che è approdato in musei e gallerie internazionali.
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Woody Allen

di Florence Colombani

editore: Cahiers du cinema

pagine: 103

Woody Alien (USA, 1935) è sin dagli anni '70 uno dei più importanti registi del cinema comico. Drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore, calandosi nei panni dell'ebreo newyorkese nevrotico e intellettuale, ossessionato dal sesso e in cerca di consolazione nella psicoanalisi, ha ottenuto un'immensa popolarità che lo ha consacrato come scrittore (Manhattan, 1979; Harry a pezzi, 1997). Dagli anni 2000 ha lasciato New York per l'Europa, conquistando il pubblico con una rinnovata freschezza d'ispirazione e giovani attori come Scarlett Johansson in Match Point (2005) e Vicky Cristina Barcelona (2008).
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