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Blu Sartoris. Riflessioni sulla modernità
di Sartoris Alberto
editore: Clean
pagine: 79
Questo volume nasce dalla necessità di riconsiderare l'esperienza architettonica contemporanea attraverso l'occhio della stori
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Villa Costanza. Una casa-museo nel Vomero antico
di Abbate Chiara
editore: Clean
pagine: 80
L'elegante volume racconta, con testi ed immagini, la storia di questa villa, situata nel Vomero antico, che ancora oggi è una
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Architettura italiana anni '60. I concorsi, i manifesti, le parole, i documenti
di M. Dolores Morelli
editore: Clean
pagine: 160
Questo volume non vuole essere la storia dell'architettura italiana negli anni '60, tutt'al più la sua storiografia o per meglio dire una sua particolare storigrafia. Il libro esamina in primo luogo alcuni importanti concorsi di architettura svoltisi in Italia negli anni 1959-1970 (Quartiere residenziale CEP "Barene" di San Giuliano a Mestre, lo ZEN di Palermo, la Biblioteca Nazionale di Roma, il Centro Direzionale di Torino...), mettendo in luce e valutando le ripercussioni che alcuni progetti hanno prodotto sulle vicende architettoniche di quel periodo.
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Borghi collinari italiani
di Norman F. Carver
editore: Clean
pagine: 222
Il volume "Borghi collinari italiani", tradotto e pubblicato in italiano per la prima volta, è tra le opere più importanti di
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Barcellona 2011. Storie urbane
editore: Clean
pagine: 84
Di fianco ai grandi eventi, tra le architetture à la "mode" dello star system internazionale, realtà fragili e complesse stann
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Un ruolo per l'architettura. Guido Canella
di Monica Luca
editore: Clean
pagine: 94
Guido Canella ha sempre creduto nell'utilità di una teoria e di una critica dell'architettura, indagandone gli aspetti fin dal
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Le architetture ad Aula: il paradigma Mies van der Rohe. Ideazione, costruzione, procedure compositive
di Renato Capozzi
editore: Clean
pagine: 192
Con l'obiettivo di definire il ruolo e il senso complessivo degli edifici ad Aula - rispetto al chiarimento e avanzamento dei vari temi (ideazione), dei tipi costruttivi assunti e delle procedure compositive adottate - questo studio muove da un assunto teorico di fondo: la possibile identificazione del tema dell'edificio pubblico con il tipo architettonico dell'Aula. L'ipotesi di una concreta identificazione tra gli edifici pubblici con il tipo dell'Aula è esemplarmente rinvenibile nelle architetture civili di Mies van der Rohe, ove la presenza di un unico spazio indiviso a carattere rappresentativo domina la composizione. Nella Convention Hall, nella Crown Hall, nel Teatro di Mannheim, sino al Museo di Berlino - analizzati con ridisegni critici/interpretativi Mies, adoperando una procedura compositiva di tipo tettonico - sintattico, produce una profonda erosione/riformulazione del tema dell'edificio pubblico. Le Aule di Mies vogliono selezionare una parte speciale della "stanza smisurata" della natura riproducendo nel finito l'idea di "spazio universale" completamente aperto e attraversato dalla natura o dai contesti urbani in cui questi edifici si collocano, attingendo al contempo alle non transitorie regole e principi del classico inteso non come replica acritica di forme desunte dalla storia, ma come "aspirazione" alla generalità e all'intelligibilità della costruzione architettonica adeguata al nostro tempo.
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