Donzelli
Chissà cosa si prova a ballare. Gioie, passioni e battaglie di una vita con l'Handicap
di Argentin Ileana
editore: Donzelli
pagine: 133
L'interrogativo del titolo è quello che accompagna l'autrice per i una vita intera
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Un giorno mio nonno mi ha donato un ruscello
editore: Donzelli
pagine: 44
"Un giorno mio nonno mi ha donato un ruscello" è una poesia, un inno alla vita che scorre e attraversa le sue fasi senza mai fermarsi, proprio come un corso d'acqua. Il ruscello è come un testimone che il nonno passa al nipotino, e che lo accompagnerà dai giochi e le paure dell'infanzia, ai fremiti e alle incertezze dell'adolescenza, fino alle scelte e alle sicurezze dell'età adulta. Quel bambino, sa far tesoro di quel dono e in ogni passaggio della vita, riconosce tra le acque, gli uccelli, i fiori, i colori del ruscello le tracce del passaggio di quel nonno, che da lontano gli sorride sornione e bonario, ora per sostenerlo, ora per spronarlo, ora per proporsi come complice di avventure tra le onde all'insaputa dei genitori. Un ruscello che è come un ponte gettato tra le generazioni, un invito alla lettura insieme: nonni e nipoti, genitori e figli. Acqua, fiori, pesci, erbe selvatiche, alberi, sassi, uccelli, gocce, onde, dune di sabbia, e poi ancora indiani, vele, marinai, ghiacci e lame di pattini: le stagioni dell'anno e le età della vita si addensano lungo il ruscello, grazie ai pennelli morbidi e ai colori pastosi di uno dei talenti più originali dell'illustrazione contemporanea.
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Il loro sguardo buca le nostre ombre. Dialogo tra un non credente e un credente sull'handicap e la paura del diverso
editore: Donzelli
pagine: 239
Cos'hanno in comune una delle voci più autorevoli del pensiero laico occidentale contemporaneo come Julia Kristeva e Jean Vanier, il filosofo cattolico fondatore dell'Arca, l'organizzazione internazionale sorta a tutela delle disabilità mentali? Lo si scopre nel fitto dialogo che i due intrecciano in queste pagine, nate da uno scambio epistolare durato oltre un anno e incentrato sulle loro rispettive esperienze: quella di psicanalista, scrittrice e soprattutto madre, che vede Julia Kristeva impegnata da anni in una battaglia politica per assicurare ai disabili una vita dignitosa nella società, e quella di Vanier, che da quarantasei anni pratica e predica il vivere insieme alle persone portatrici di handicap. Perché l'handicap fa tanta paura? Perché l'irriducibile differenza delle persone affette da disabilità motorie, sensoriali c psico-mentali suscita distacco, angoscia e persino spavento? Come riuscire a cambiare lo sguardo della società su queste persone che la nostra cultura dell'efficienza, dell'eccellenza e della competizione relega tra gli esseri umani più "estranei"? Sono questi alcuni degli interrogativi cui Julia Kristeva e Jean Vanier cercano risposte, nel pieno rispetto dei loro differenti punti di vista. Prefazione di Gianfranco Ravasi.
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Il veterano. Undici anni nei campi di concentramento (1934-1945)
di Schrade Carl
editore: Donzelli
pagine: XXVIII-193
Arrestato nel 1934 all'uscita di un caffè berlinese per aver pronunciato alcune frasi critiche sul regime hitleriano, il giova
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Luoghi
La produzione di località in età moderna e contemporanea
di Torre Angelo
editore: Donzelli
pagine: 408
Contrariamente a quanto si crede, i luoghi non sono contenitori inerti di legami e sentimenti
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Risorgimento a memoria. Le poesie degli italiani
di Amedeo Quondam
editore: Donzelli
pagine: 359
È un dato acquisito e condiviso, anche quando le polemiche sull'Unità d'Italia si fanno più intense e nervose: nel processo di formazione dell'identità nazionale il contributo più importante e decisivo è stato quello degli scrittori. Non solo perché la lingua letteraria era già da secoli l'unico terreno comune tra i ceti dirigenti e gli intellettuali delle diverse entità statali presenti nella penisola, ma soprattutto perché tu la letteratura a fornire ai giovani che si tacevano patrioti, cospiratori e militanti le parole d'ordine fondamentali del loro riconoscersi fratelli. Fu la letteratura, in fin dei conti, a elaborare il racconto della storia nazionale, il suo stesso senso identitario. E furono le poesie a dare voce al desiderio del riscatto e al grido di battaglia. Tante poesie: di scrittori tra i massimi della nostra storia letteraria (da Monti a Foscolo, da Leopardi a Manzoni) e di autori oggi meno noti, ma non per questo meno significativi (da Niccolini a Berchet, da Pocrio a Mameli). Poesie febbrilmente scritte e febbrilmente lette, imparate a memoria, scandite ad alta voce. Poesie che si sovvrapposero e mescolarono ai tanti inni di battaglia del Risorgimento; le une e gli altri vivi e attuali ancora nella guerra del 1915-18. Una vera e propria "colonna sonora" del Risorgimento, parallela a quella del melodramma, con i suoi cori e le sue arie, che ha accompagnato l'intero percorso della storia italiana, fino alla Repubblica e oltre.
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Camminare, una rivoluzione
di Adriano Labbucci
editore: Donzelli
pagine: 149
"Avviso ai lettori. Lasciate stare. Se cercate insegnamenti sul camminare all'ultima moda, con tanto di lezioni, corsi universitari e relativi professori, oppure sul camminare come cura di sé, o infine pagine e pagine di resoconti di camminate che si perdono invariabilmente tra il noioso, l'elegiaco o il paranoico, ripeto a scanso di equivoci: lasciate stare. Questo libro non fa per voi." Inizia così l'itinerario che Adriano Labbucci suggerisce al lettore e che del camminare si serve come di una bussola per percorrere un paesaggio insieme geografico e mentale, alla ricerca di punti di riferimento, alla scoperta di un modo diverso per impostare il nostro rapporto con gli altri e con il mondo che ci circonda. Al punto che camminare non solo è un'attività ormai poco praticata, ma spesso è anche guardata con sospetto e fastidio; un atteggiamento che può sfociare in frasi paradossali come questa: "Il pedone rimane il più grande ostacolo al libero fluire del traffico". Potrebbe sembrare una battuta di Woody Alien, ma in realtà è stata pronunciata da un gruppo di urbanisti consulenti del sindaco di Los Angeles: si tratta, scrive l'autore, dell'"espressione tragica e surreale di quel mondo capovolto che è il nostro."
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L'invenzione della nostalgia
Il vintage nel cinema italiano e dintorni
di Morreale Emiliano
editore: Donzelli
La nostra è l'epoca del vintage: la televisione è ostaggio dei divi degli anni sessanta e settanta, interi canali satellitari
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Alleanze nell'ombra. Mafie ed economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno
editore: Donzelli
pagine: 400
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Cape Cod. Un luogo dell'anima americana
di Thoreau Henry D.
editore: Donzelli
pagine: 295
Tra il 1849 e il 1855 Thoreau fece tre viaggi attraverso la penisola del Massachusetts e, come sempre, annotò ogni cosa nei su
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Pinocchio. Il burattino di ferro
di Tomonori Taniguchi
editore: Donzelli
pagine: 40
E se Pinocchio fosse di ferro e non di legno? E se restasse un burattino, invece di diventare un bambino? E se trovasse un modo tutto suo per essere felice? Sfuggito alle grinfie di Mangiafuoco, che non lo vuole più perché, a furia di lavorare, si è tutto arrugginito, il povero burattino di ferro se ne va per la foresta in cerca di una nuova occupazione. Finché, mettendosi a fare il buffone, scopre una vocazione da saltimbanco, ma senza fili e senza padrone. Solo così riesce a intrattenere il pubblico e a spassarsela, tanto che il ferro di cui è fatto comincia a riflettere come uno specchio tutti i colori che ha intorno. Età di lettura: da 5 anni.
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