Guanda
L'amore, un'estate
di Trevor William
editore: Guanda
pagine: 217
un'estate sul finire degli anni Cinquanta a Rathmoye, cittadina nella campagna irlandese, e tutto scorre come sempre, tra la f
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Cena a sbafo. Testo inglese a fronte
di Charles Bukowski
editore: Guanda
pagine: 325
In "Cena a sbafo" l'autore ci parla del suo mondo, fatto di ippodromi e di scommesse, di bar di quart'ordine e di bevute, di camere in affitto e di incontri e rapporti occasionali; e lo fa con il graffiante umorismo di sempre, raccontando la sua America perduta, i suoi emarginati cronici, i suoi vigliacchi e i suoi vinti. Ma anche, e soprattutto, raccontando di sé, delle sue sconfitte e della sua fama crescente di scrittore, che non di rado vive come una condanna alla persecuzione. Scrivere rappresenta per lui un gesto scaramantico, l'esorcismo violento di chi non accetta di piegarsi alle logiche di un mondo che lo ha troppo a lungo escluso per poterlo sedurre adesso, da vecchio. Bukowski possiede il dono della sincerità, di una lucidità dello sguardo che non sa e non vuole negare la bruttezza, quella del mondo e della gente, ma anche la propria. Ed è, forse, un tale disincanto che potrà salvare chi ha scritto questi versi, denunciando anche se stesso pur di trovare un riscatto che sia di conforto.
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Le bambole sono tutte carnivore
di Vallvey Angela
editore: Guanda
pagine: 379
Nella vita è incapace di far tesoro dei consigli che elargisce ai pazienti sul lettino del suo studio, o di comportarsi con lo
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Nel nome del padre
di Biondillo Gianni
editore: Guanda
pagine: 193
la notte di Natale, in un mondo che si prepara a festeggiare, comunque e dovunque
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I sei sospetti
di Swarup Vikas
editore: Guanda
pagine: 533
Vicky Rai l'ha fatta franca un'altra volta
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L'ombra di quel che eravamo
di Sepúlveda Luis
editore: Guanda
pagine: 148
Tre amici si danno appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile
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Una testa mozzata
di Irvine Welsh
editore: Guanda
pagine: 245
A Cowdenbeath, un'anonima cittadina di una popolosa regione a nord di Edimburgo, Jason King, fantino mancato di ventisei anni, si barcamena in un presente da sottoccupato cronico e stella locale del subbuteo. Tra una partita e l'altra e lavoretti più o meno leciti, Jason inganna la monotonia ascoltando Cat Stevens, tracannando Guinness e tampinando quasi ogni ragazza gli capiti a tiro. Da un po', però, a dare materia alle sue fantasie sono le morbide forme di Jenni Cahill, la figlia di un discusso imprenditore della zona. Cavallerizza di scarso talento, con una passione per Marilyn Manson e vaghe aspirazioni suicide, lei non sembra ricambiare le attenzioni di quel "nanerottolo schifoso" di Jason. Ma si sa, le apparenze possono ingannare, e saranno prima il caso e poi un tragico incidente a far scoprire ai due ragazzi di poter condividere qualcosa: il sogno di una nuova vita, lontana dal grigiore di ogni Cowdenbeath del mondo.
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Sette notti d'insonnia
di Osorio Elsa
editore: Guanda
pagine: 141
Alcuni hanno visto sparire amici e parenti, altri hanno saggiato gli artigli delle sevizie nelle carni, altri ancora hanno fin
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La mossa del vescovo
di Wodehouse Pelham G.
editore: Guanda
pagine: 206
Il signor Mulliner riunisce in sé due doti essenziali: oltre a vantare una famiglia tanto numerosa quanto singolare, è un inst
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L'assassinio come una delle belle arti
di Thomas De Quincey
editore: Guanda
pagine: 142
"De Quincey parla effettivamente dell'omicidio, parla dell'orrore divertente, che, come sappiamo, è diventato uno degli ingredienti di una sana e normale convivenza. Il suo interesse per l'omicidio è in primo luogo tecnico; anche questo è un trucco, tuttavia non è inutile, con aristotelica saggezza, 'lasciarsi ingannare'. Come nel discorso di Swift, la tecnicità del procedimento, la sua economicità e funzionalità, coincidono con il divertimento, con la sommessa risata dell'Uomo. È interessante notare che gli omicidi di cui parla De Quincey non sono fittizi, ma sono onesti, concreti, tangibili, misurabili assassinii, con nome e cognome, data e luogo di esecuzione. De Quincey non è essenzialmente interessato all'astuta impunità dell'omicida; la stima, eventualmente, come indizio di 'Virtù', ma quel che gli si pone come problema è l'atto dell'uccidere, la sua grandezza e desolazione, la sua empia eleganza, e insieme, misteriosamente mescolata a tutto ciò, qualcosa di mostruosamente eccitante, qualcosa che non è noioso, che è il contrario del tedio; e, ancora oltre, quel che vi si custodisce di disperatamente ilare..." (dall'introduzione di G. Manganelli)
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Irlandese al 57%
di Doyle Roddy
editore: Guanda
pagine: 276
In una divertente parodia tutta irlandese di "Indovina chi viene a cena", un padre di ampie vedute entra in crisi quando scopr
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Storie di una città
editore: Guanda
pagine: 122
Tre grandi scrittori contemporanei, chiamati a scrivere della loro Edimburgo, con stili, approcci, immagini diverse, se ne lasciano ispirare e regalano tre personalissime storie. Alexander McCall Smith racconta le vicende di un biologo indiano che si trasferisce nella capitale scozzese e, spaesato, cerca goffamente di costruirsi una vita sociale, per soffocare la solitudine e l'acuta nostalgia che prova per la sua famiglia, le sue radici, le sue usanze. Per Ian Rankin, invece, la città serve da sfondo alla caparbia volontà di riscatto di un senzatetto che, grazie alla magia e all'illusionismo, trova un modo per non essere dimenticato, raggiungendo una sua dimensione di celebrità. E, per finire, Irvine Welsh delinea la storia grottesca dell'animale da compagnia preferito di un piccolo boss della malavita, una tigre, che fugge e semina scompiglio, sconvolgendo la tranquillità di un quartiere residenziale. In ogni racconto, Edimburgo è la vera protagonista, con le proprie bellezze storiche accostate alle profonde contraddizioni e lacerazioni sociali che dilaniano ogni grande città. McCall Smith, Rankin e Welsh hanno risposto all'appello di OneCity Trust, una fondazione che si prefigge di mettere la letteratura al servizio della società e di chi opera per unire le persone: "non riesco a immaginare un obiettivo migliore" sottolinea J.K. Rowling nell'introduzione, "per Edimburgo, per la Scozia e per il mondo intero".
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