Gwynplaine
L'insurrezione che è qui. Max Stirner e l'unione dei godimenti
di Carmine Mangone
editore: Gwynplaine
pagine: 217
Pubblicato nell'ottobre 1844, "L'unico e la sua proprietà" di Max Stirner è uno di quei libri che recano uno scompiglio duratu
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Argo. Annuario di poesia 2015
editore: Gwynplaine
pagine: 316
L'Annuario di poesia 2015, presentando i lavori dei migliori poeti italiani contemporanei, intende arricchire e sviluppare il dibattito intellettuale sulla poesia, cercando di uscire dal formalismo e dall'intimismo in cui spesso è relegato il ruolo del poeta, per restituire spazio, riflessione e voce alla parola poetica, portarla nuovamente a dialogare con il pubblico, favorendo le traduzioni e le relazioni culturali tra i popoli.
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Quest'amante che si chiama verità. Microinsurrezioni
di Carmine Mangone
editore: Gwynplaine
pagine: 117
Parlare d'amore può apparire oggi di una banalità sconcertante: da una parte, abbiamo i limiti ormai patetici del romanticismo; dall'altra, ci scontriamo quotidianamente contro gli elementi "pornografici" elaborati dal capitale per venderci qualsiasi cosa. In tutto questo, c'è ancora spazio per la beata violenza dell'oscenità o per una tenerezza immediata e senza contropartita? Possiamo ancora pensare un mondo po-etico in cui tracciare un percorso sovversivo che sia amoroso, carnale e testardamente legato all'unicità dei viventi? Questo libro apre innumerevoli questioni e propone, intersecando registri teorici e letterari, un percorso assolutamente originale verso ciò che l'autore definisce comunizzazione anarchica: nucleo "fiammeggiante" di ogni possibile ed auspicabile insurrezione libertaria.
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Colonialista a me?. Perché noi occidentali siamo ricchi, presuntuosi e spesso razzisti
di Giovanni Lanza
editore: Gwynplaine
pagine: 221
L'Occidente si sente la guida dei popoli del mondo. Non per niente ci vantiamo di avere la migliore democrazia, l'economia più ricca, il benessere più diffuso, il più ampio numero di diritti garantiti, in un quadro di cultura e religione tolleranti. In realtà la percezione di noi stessi si basa su una montagna di pregiudizi, di falsi miti, di illusioni che da soli ci siamo create e alimentate. È venuto il momento di riposizionarci e cercare di scoprire la 'Verità degli altri", guardando più a fondo quello che è stato e quello che è il nostro rapporto con i popoli del mondo, senza tralasciare l'Italia, che non può continuare a sentirsi diversa e migliore, come in genere tende a fare. Il nostro modello di sviluppo non è la soluzione per chi nel mondo vive in miseria, ma la malattia che la genera.
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