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Officina

Leonardo e la città ducale

editore: Officina

25,00
16,00

Borgate. L'utopia razional-popolare

editore: Officina

pagine: 173

L'urbanistica moderna nasce con la rivoluzione industriale: i meccanismi tradizionali si stravolgono, le città si espandono. Arriva la ferrovia; nasce il concetto di "centro storico". L'immigrazione ridisegna le città e genera il problema della casa per i ceti operai. La trama urbana ottocentesca traccia maglie regolari ad addizione radiale di isolati a corona continua. Si introduce il concetto di igiene urbana e si cercano modelli alternativi. In Europa dilaga il Movimento Moderno, in Italia nasce lo IACP. Mentre a Roma si costruisce La Garbatella, in Germania si fabbricano le Siedlungen, quartieri monofunzionali satellite: lo sviluppo della motorizzazione privata permette di saltare pezzi di campagna e urbanizzare lontano dai centri. Si introducono in urbanistica i concetti di separazione delle funzioni e aree specializzate. L'architettura italiana apre alle istanze moderniste, ma con diffidenza: nasce il razionalismo. Lo IACP lo avalla. Sorgono le borgate ufficiali, la risposta alle Siedlungen e manifesto dell'architettura modema italiana diretta ai ceti popolari.
18,00

Lezioni su Molière

di Louis Jouvet

editore: Officina

pagine: 258

Louis Jouvet aveva scelto da giovane di affiliarsi al teatro: vi cercò una consanguineità, una seconda nascita e dei compagni, visibili o invisibili che fossero. L'amore più grande lo aveva dedicato all'ininterrotta scoperta di Molière. "Lezioni su Molière" è il titolo che abbiamo dato a "Molière et la Comédie classique", pubblicato nel 1965. Il lettore dunque troverà qualche lezione dedicata anche a personaggi di Marivaux, Beaumarchais e Florian. Il libro raccoglie la trascrizione di una ampia selezione delle lezioni tenute da Louis Jouvet al Conservatoire National d'Arte dramatique dal novembre 1939 al dicembre 1940. Nella versione italiana, oltre l'apparato delle note, vi abbiamo aggiunto le notizie biografiche utili alla comprensione dell'itinerario teatrale di Jouvet. In Italia, eccettuata la pubblicazione del libricino "Écoute mon ami" (Ascolta, amico), gli scritti di Jouvet sono apparsi solo in forma antologica. E dunque la prima volta che appare un ampio volume di Louis Jouvet. Alla riflessione sui "libri" del comédien Louis Jouvet, sia quelli pubblicati dall'attore, sia quelli postumi, è dedicata la postfazione.
18,00

La Chiesa madre di Gibellina. Quarant'anni dal progetto alla realizzazione

di Luciana Macaluso

editore: Officina

pagine: 209

I quarant'anni trascorsi tra il progetto della Chiesa Madre di Gibellina e la sua consacrazione ai Santi Diego e Scolastica hanno trasformato l'architettura di Ludovico Quaroni e Luisa Anversa in un osservatorio privilegiato per poter valutare il dibattito contemporaneo sulle città di nuova fondazione e sulle chiese. La Chiesa Madre è un'architettura dal significato urbano esemplare, che, al tempo stesso, ha generato alcune perplessità in merito ai suoi aspetti liturgici. Infatti, sembra che Ludovico Quaroni, noto architetto di chiese, abbia proposto, a Gibellina, una sintesi fra arte, architettura e urbanistica rivolgendosi più a tutti i cittadini universalmente, che non alle specificità della liturgia cattolica. Rifondare una città attraverso un'emergenza architettonica e restituire un'identità agli abitanti reduci dal terremoto erano i termini di una sfida che aveva condotto l'architetto romano a ragionare in modo nuovo su questioni antiche, fondate sulla forma e sul valore simbolico dell'architettura.
23,00

Aspetti e forme del tragico nel teatro europeo del Novecento. Atti della giornata di studi (dicembre 2009)

editore: Officina

pagine: 114

L'idea e la coscienza del tragico attraversano la cultura occidentale senza soluzione di continuità, pur sotto forme diverse e nell'adattamento a concezioni morali ed esistenziali di diversa ispirazione; il teatro è da sempre luogo privilegiato - anche se non unico, specialmente in epoca recente - della rappresentazione di tale concetto. Benché da un punto di vista strettamente formale la tragedia sia ripudiata in epoca romantica, il senso del tragico non scompare dalla scena teatrale contemporanea, malgrado la concorrenza di altre forme e modalità di scrittura che tendono ad appropriarsene. Volendo individuare un tratto costante, un elemento chiave che costituisca una sorta di filo rosso, di sentiero segnato nella storia della tragedia come forma drammatica e, più generalmente, in una concezione del tragico, potremmo riconoscere questo elemento nel concetto di limite, e nel rapporto che l'uomo intrattiene con esso; su questa base, anche in sintonia con i recenti studi di Annamaria Cascetta, si snoda la riflessione proposta nel volume che presentiamo. Esso raccoglie gli atti di una giornata di studi tenutasi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Modena e Reggio Emilia il 10 dicembre 2009, che si proponeva un'analisi della presenza del tragico nel teatro novecentesco prendendo come spunto una serie di autori e di testi, individuati come possibili chiavi di lettura del concetto di tragico nella contemporaneità.
16,00

Il colore e la materia. Tra tradizione e innovazione nella produzione dell'impasto rosso nell'Italia medio-tirrenica

di Silvia Ten Kortenaar

editore: Officina

pagine: 416

"Officina Etruscologia" vuole essere un laboratorio aperto ai giovani archeologi che lavorano nelle Università, nelle Soprintendenze, nelle realtà locali per la conoscenza, la valorizzazione e per la tutela del territorio. Vuole costituire un luogo di incontro e di dibattito capace di garantire l'edizione rapida e diretta di nuovi dati, siano essi frutto di ricognizioni nel patrimonio museale o esito di ricerche sul campo. Grande attenzione vuole essere riservata alle notizie di scavo inedite che possano contribuire alla conoscenza delle manifestazioni artigianali e della cultura materiale delle civiltà etrusca e italica. Con la denominazione "impasto rosso" si definisce una produzione ceramica che ebbe eccezionale diffusione soprattutto nel periodo orientalizzante in particolare in Etruria meridionale, nel Latium Vetus e nell'agro falisco. Si tratta di una classe di vasi caratterizzati dal colore rosso più o meno brillante, ottenuto con particolari accorgimenti tecnici e di cottura e in alcuni casi con la rifinitura delle pareti mediante un ingobbio argilloso arricchito da un'alta percentuale di ossidi e idrossidi di ferro. Questa tecnica, è stata avvicinata alla "Red Slip fenicia", dalla quale secondo alcuni deriverebbe tramite la mediazione di "Pithekoussai" o, a una quota cronologica più alta, tramite influenza diretta di artigiani di origine levantina.
24,00

La progettazione dell'Eur. Formazione e trasformazione urbana dalle origini a oggi

di Emma Tagliacollo

editore: Officina

pagine: 247

Il volume si occupa di indagare sotto nuove prospettive il quartiere Eur di Roma. Inizialmente luogo a vocazione espositiva e centro direzionale, già dal 1960 - anno delle Olimpiadi - proprio grazie a questo evento e alla sua ricostruzione diventa un vero e proprio quartiere, come oggi lo conosciamo. In questo volume si analizzano i cambiamenti che lo hanno portato a essere quell'area in trasformazione, che ha sollevato recentemente numerosi dibattiti. Il testo prende avvio dallo studio delle nuove architetture che interessano questa parte della città, alcune in fase di realizzazione, altre ancora allo stadio di progetto. Tra le opere in costruzione si ricordano, tra le altre, il Nuovo Centro Congressi di Massimiliano Fuksas, il Ponte dei Congressi, la sistemazione del Palazzo della Civiltà e del Lavoro (il cosiddetto Colosseo Quadrato), oltre alle vicende che interessano alcuni luoghi simbolo dell'architettura italiana, come il Velodromo Olimpico, oggi demolito, e le torri dell'ex Ministero delle Finanze, in fase di trasformazione. Assolutamente inedita la parte dedicata alle abitazioni, terreno sino a oggi inesplorato e poco conosciuto anche agli esperti, che qui è una delle parti centrali del volume e che può essere utilizzato come una guida alle aree residenziali dell'Eur. Il testo è corredato da interviste agli architetti e studiosi che hanno prestato la loro voce a questa rilettura tra i ricordiamo Aldo Aymonino, Mario Manieri Elia, Massimiliano Fuksas, Purini...
20,00

Landscapes of urbanism

editore: Officina

pagine: 286

Il volume investiga la relazione contemporanea tra l'urbanistica e una nozione ampia di paesaggio, un termine assai presente nel dibattito e nella riflessione sulla città e sul territorio. Da molto tempo il concetto di paesaggio permea gli studi urbani, il progetto alle diverse scale e ne costituisce oggi un importante "outil" interpretativo. Paesaggio è termine polisemico e aperto che allarga il punto di vista tradizionale sul progetto della città, include le pratiche, gli oggetti che di quelle pratiche sono esito e le loro possibili rappresentazioni. Il progetto di paesaggio diviene confortevole e morbido, attutisce e nasconde i conflitti, introduce la mediazione dell'atto di rappresentazione. Propone un approccio soft al disegno urbano. Reagisce in modi costruttivi alla crisi del luogo e della città, si propone come capace di trattare la dimensione emozionale e corporea, della cura, della manutenzione e del tempo. Accettando di confrontarsi con situazioni di abbandono e prive di programmi funzionali, il progetto di paesaggio oltrepassa le idee di sviluppo e di crescita.
28,00

Fiorenzo Petillo. Architetture

editore: Officina

pagine: 144

Il volume presenta le principali opere realizzate nella provincia di Napoli dallo studio "Petillo & Bellonato architetti". Il territorio difficile e gli eventi spesso traumatici che ne hanno caratterizzato la storia fanno dell'esperienza sul campo dei due architetti un'utile testimonianza delle possibilità che un lavoro colto e paziente ha di porre rimedio, sia pure in piccola parte, al saccheggio e alla devastazione dei luoghi. Negli ultimi dieci anni l'attività dello Studio è stata quasi completamente assorbita dalla progettazione e dalla realizzazione di edifici per l'istruzione. La committenza sia italiana che internazionale ha consentito loro il confronto con differenti metodologie didattiche e con spazi tipici dei luoghi per la trasmissione del sapere concretizzatosi in scuole dal chiaro impianto morfologico, nelle quali le diverse funzioni si organizzano secondo schemi che, per analogia, rimandano alla forma della città ellenistica. Ampie piazze mediano il rapporto fra i diversi edifici che si aggregano secondo la logica delle differenti unità didattiche e degli spazi collettivi. Piazze minori, interne, rispondono ai bisogni degli allievi e rendono gradevole e protetta l'attività all'aperto.
22,00

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