Vita e pensiero
La coerenza nel lavoro con i gruppi
editore: Vita e pensiero
pagine: 156
Le esperienze presentate in questo volume si riferiscono a una pluralità di contesti nei quali possono utilmente realizzarsi iniziative che "usano il gruppo per aiutare le persone" (nel lavoro psicologico-clinico, nel lavoro sociale, nella scuola, nei "media" tradizionali o veicolati dalla rete). Le diversità e specificità di ogni ambito sono accomunate da fondamentali aspetti trasversali, che possiamo riassumere nella cultura della complessità e nella difficile ricerca di una orizzontalità cooperativa. Il riferimento di fondo è la gruppo-analisi; viene peraltro perseguita l'esigenza di una interlocuzione tra diverse prospettive di pensiero e di azione gruppale e la necessità di parlare un linguaggio concreto e operativo. Gli interlocutori sono quindi molteplici: psicologi clinici, interessati a una riflessione più ampia sulla gruppalità, che riconoscono la ricchezza della dialettica con altre figure professionali; insegnanti ed educatori, che trovano essenziale la valenza formativa del gruppo; operatori sociali, manager e responsabili a diverso livello di gruppi socio-produttivi, che non trascurano gli aspetti emotivi e affettivi e l'importanza di una progettazione partecipata; operatori della comunicazione, attenti in modo precipuo al coinvolgimento e alla condivisione.
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Centra la scuola. Interventi di sistema per la grave dispersione scolastica
editore: Vita e pensiero
pagine: 208
Vi sono studenti per i quali il rischio di dispersione è molto alto, e il loro rapporto con la scuola e con i compiti educativi da essa richiesti appare gravemente compromesso. Si tratta di ragazzi e ragazze che hanno acquisito, nel tempo, un alto tasso di rifiuto e intolleranza nei confronti della vita scolastica congiunto spesso a un elevato grado di demotivazione. Questi vissuti hanno generalmente come conseguenza una forte indifferenza verso le richieste della scuola, una chiusura nel proprio mondo, un chiamarsi 'fuori', attraverso assenze prolungate e sfide quotidiane nei confronti dei docenti e dei compagni. Di fronte a tali fenomeni di grave dispersione scolastica le iniziative occasionali risultano quasi sempre inefficaci ed è necessario mettere in campo interventi di sistema dal forte valore educativo. È questo l'assunto di fondo che ha animato il progetto Centra la Scuola, promosso e sostenuto dall'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia nell'anno scolastico 2012-2013. Diverse sono state le sue peculiarità: le caratteristiche dei destinatari, il numero delle scuole coinvolte, la valorizzazione di esperienze consolidate già presenti nel territorio, il monitoraggio svolto al fine di definire una risposta generalizzabile. Questo libro ne presenta le ragioni, gli strumenti, le azioni progettuali e i modelli di intervento messi in atto.
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Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale
editore: Vita e pensiero
pagine: 140
La classica immagine legata alla giustizia è quella della bilancia, che rimanda al concetto di corrispettività dei comportamenti. Il libro Una giustizia diversa, curato da Luciano Eusebi, critica proprio questo approccio per far emergere il concetto di giustizia riparativa (restorative justice), una giustizia diversa appunto: «che scelga di rimanere fedele all'agire secondo il bene di tutti anche quando si tratta, e proprio perché si tratta, di opporsi al male. Una giustizia, dunque, che sappia fare progetti di bene dinnanzi al male; che si orienti, anche nell'affrontare il male, non a dividere, ferire, distruggere, ma a ristabilire relazioni buone quando non lo siano state e, pertanto, a rendere nuovamente giusti rapporti segnati dalla prevaricazione o dall'odio» (dalla Prefazione). La questione viene affrontata con uno sguardo specifico alla questione penale, secondo una visione della giustizia che alle ritorsioni preferisce progetti, umanamente impegnativi, tesi a ricostruire secondo ciò che è altro dal male e creando i presupposti per una prevenzione stabile. Le buone ragioni di questa scelta vengono tuttavia approfondite attraverso apporti multidisciplinari - diritto, teologia, filosofia, pedagogia, scienze letterarie, psicologia - in un inedito disegno organico che guarda anche oltre alle esigenze di riforma dei sistemi sanzionatòri penali e del dibattito sulla riforma penitenziaria e le carceri. Ne emerge quanto il tema affrontato rappresenti un nodo culturale cardine della nostra civiltà, che investe le questioni della guerra e della pace, dei rapporti politici, delle relazioni intersoggettive. Il volume raccoglie contributi di: Virgilio Balducchi, Monica Bisi, Francesco Botturi, Luciano Eusebi, Antonio Iaccarino, Ivo Lizzola, Luciano Monari, Maria Rosaria Parruti, Giancarlo Tamanza.
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La tradizione e il sacro
di Scruton Roger
editore: Vita e pensiero
pagine: 97
Molto del pensiero europeo contemporaneo sembra incapace di accettare la propria eredità culturale, ripudiando come superati o
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Che cos'è il matrimonio?
editore: Vita e pensiero
pagine: 135
Fino a poco tempo fa tutte le società hanno considerato il matrimonio come una partnership coniugale, l'unione tra un uomo e una donna. "Che cos'è il matrimonio?" identifica e difende le ragioni di questo consenso storico e mostra come ridefinire il matrimonio civile non solo non sia necessario, ma anche irragionevole e contrario al bene comune. Pubblicato originariamente sull'"Harvard Journal of Law and Public Policy" (2010), è divenuto rapidamente uno dei saggi più citati nel mondo delle scienze sociali. Da allora è stato oggetto di dibattito di studiosi e attivisti in tutto il mondo come la più formidabile difesa della tradizione. Gli autori propongono una critica penetrante all'idea che l'uguaglianza richieda di ridefinire il matrimonio. Essi difendono il principio che il matrimonio, come unione di corpo e spirito ordinato alla vita famigliare, lega l'uomo e la donna come marito e moglie, e mostrano come esso sia non un bene privato e individuale, ma un bene pubblico capace di garantire spazi di libertà ai cittadini. Senza il concorso di questi fattori costitutivi del matrimonio, si finisce per riconoscere le più svariate forme di unione sessuale, erodendo l'istituto matrimoniale e danneggiando seriamente il bene comune sociale.
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Santa povertà e beata semplicità. Francesco d'Assisi e la Chiesa romana
di Maria Pia Alberzoni
editore: Vita e pensiero
pagine: 308
Il volume è frutto delle ricerche che da oltre dieci anni l'autrice conduce sulle origini degli Ordini mendicanti nelle loro c
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Il gusto. Vecchie e nuove forme di consumo
di Vanni Codeluppi
editore: Vita e pensiero
pagine: 87
Il gusto è uno di quei fondamentali strumenti attraverso cui le persone sono in grado di interagire con il loro ambiente. Tra i cinque sensi del corpo umano, è quello che consente di percepire e distinguere i differenti sapori di cibi e bevande. Ma è anche molto altro. In un senso più ampio, il gusto corrisponde al complesso delle preferenze manifestate da ciascun individuo, soprattutto in materia di consumo, che esprimono la sua identità e la sua personalità all'interno del sistema sociale. Proprio sotto questo aspetto di indicatore di tendenze e orientamenti, il gusto viene qui indagato dal sociologo Vanni Codeluppi, esperto analizzatore di consumi e processi comunicativi. Con un linguaggio semplice, basandosi sia sulle più importanti teorie del gusto sia sull'analisi dei comportamenti di marche e consumatori, l'autore ci mostra come il gusto sia un fenomeno poliedrico. Spazia dal cibo all'arte e alla cultura; può raccontare la vita e le scelte di intere comunità sociali nel tempo; riesce a trasformarsi nel suo contrario, cioè il disgusto o il kitsch, ed essere ugualmente accettato e perfino osannato; ma è anche soggetto all'influenza di potenti processi, come la globalizzazione o le regole del mercato, in grado di modificare la sua natura, sottraendo all'individuo il controllo delle proprie scelte.
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La sfida delle migrazioni
di Vincenzo Cesareo
editore: Vita e pensiero
pagine: 103
Il fenomeno migratorio, sempre più intenso e articolato, viene qui affrontato dal sociologo Vincenzo Cesareo con un sguardo ampio e attento alla sua dimensione di sfida che coinvolge differenti attori (il migrante, il Paese di origine e il Paese di arrivo) e diversi ambiti (politico, sociale, economico e culturale). Una ricostruzione storica delle migrazioni, che dà conto delle loro cause e segue le tracce dei percorsi di inserimento dei migranti nelle società di arrivo, fornisce le basi per uno studio insieme preciso e coinvolgente delle migrazioni nel nostro Paese, che oggi si trova a essere, allo stesso tempo, luogo di partenza, di arrivo e di transito. E la presenza sempre più stabile di stranieri in Italia viene monitorata attingendo a dati significativi come l'aumento della scolarizzazione e dei ricongiungimenti familiari. Il caso italiano non rimane però isolato. L'autore lo inserisce in una prospettiva di più ampio respiro, affrontando con lucidità alcune questioni ancora aperte, come la globalizzazione e il transnazionalismo e le difficoltà di convivenza tra gruppi diversi. Oggi più che mai diventa urgente provare a rispondere a un quesito fondamentale: quale sarà l'impatto della mobilità umana sulle società del futuro? I flussi migratori saranno una risorsa o un problema?
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La comunicazione interna. Criticità e aspirazioni
di Silvia Biraghi
editore: Vita e pensiero
pagine: 150
Spesso trattata come lo sfortunato fratello minore della più vivace comunicazione esterna - ammesso che la dicotomia ad oggi si mantenga sensata la trattazione della comunicazione interna è stata nel corso degli anni più volte banalizzata o relegata in spazi ancillari. La comunicazione interna. Criticità e aspirazioni si propone di riscattare il ruolo della comunicazione interna, esplorando i cambiamenti in corso nel suo mandato verso la costruzione di una visione più contemporanea e significativa del fenomeno. Il volume apre uno spazio di riflessione sulle dimensioni di complessità della comunicazione interna mettendo in luce le sfide aperte alla riaffermazione del suo ruolo.
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Generare è narrare
di Jean-Pierre Sonnet
editore: Vita e pensiero
pagine: 165
La generazione è l'esperienza più fondamentale, intensa e imprevedibile che un essere umano possa vivere. Questa verità, comune a ogni cultura in ogni tempo, è attestata dalla Bibbia, con una stupefacente varietà di storie, dalla prima all'ultima pagina: essere padre, madre, figlio è uno dei primi modi della rivelazione di Dio, forse quello privilegiato. Esiste un intimo legame tra il mistero di Dio e la catena delle generazioni, come se Dio fosse il ?testimone' consegnato da una generazione all'altra e insieme il custode di quella realtà affascinante e temibile che è il generare. Il libro di Jean-Pierre Sonnet si apre con la esigente domanda sulle origini, che ogni genitore prima o poi si sente rivolgere: «Quando tuo figlio ti chiederà: perché?». L'interrogativo, tratto da un passo-chiave della Scrittura, impedisce di pensare e vivere in modo ripetitivo e automatico il rapporto tra le generazioni. Costringe i padri e le madri a raccontare che cosa li ha tenuti in vita e ha dato anima ai loro giorni, mettendoli così in condizione di essere genitori non solo secondo la carne, ma secondo la parola. Generare alla vita significa narrare, un atto sacro portatore di una fecondità segreta. La narrazione parla di come Dio si è fatto presente nella trama, quasi sempre nascosta, della storia, senza mai arrendersi ai rifiuti, ai rovesci, ai fallimenti, ma trovando con misericordia e ingegnosità incrollabili un varco sempre nuovo per incontrare gli uomini. Di tutto questo ci parla Sonnet attraverso un libro eccezionalmente luminoso, e a tratti commovente. La sua sapiente esplorazione restituisce alla fiducia i molti padri e le molte madri che in questo tempo rassegnato si scoprono privi di parole e racconti da dire ai figli. Saranno i figli stessi che reclameranno ai genitori il misterioso appuntamento tra le generazioni: «I più giovani possiedono l'arte di far tornare alla vita i loro genitori assenti, dimentichi della vita di Dio. Ancora e sempre, Dio visita il suo popolo attraverso la generazione che viene».
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Il resto del pensiero. Origine dello spazio e problematicità dell'estetico in Platone Plotino Proclo
di Paolo F. Galli
editore: Vita e pensiero
pagine: 234
Questo studio indaga nell'alveo della tradizione platonica l'origine della nozione di materia, da cui dipende l'aisthetikon in quanto tale. Essa viene di fatto connessa nella sua problematicità alla seconda navigazione di Platone: in questo senso la materia si pone dall'inizio come resto del pensiero che addita la verità nell'essere trascendente. L'invenzione platonica, per così dire, della materia segna il destino del pensiero occidentale e, in primo luogo, della tradizione neo-platonica: non a caso la trattazione della materia assume un peso e una rilevanza affatto particolari in Plotino, che ribadisce e conferma con inattinta profondità le motivazioni sottese in Platone. Proclo, infine, è l'ultimo grande teoreta che tenta di riunificare quanto in Platone e in Plotino è destinato a rimanere dualisticamente opposto.
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Studi sull'epitome di Giustino
editore: Vita e pensiero
pagine: 285
Il volume raccoglie una serie di saggi sull'epitome, opera di Giustino, delle "Storie filippiche" di Pompeo Trogo, per il periodo da Nino, re degli Assiri, a Filippo II di Macedonia. Il percorso di analisi qui proposto mette in luce le caratteristiche di un'opera di storia universale fortemente originale, che, distaccandosi dalla grande storiografia classica da Erodoto a Senofonte, adotta la chiave di lettura della successione degli imperi, pone in primo piano la Persia, riduce il ruolo delle città greche (con l'eccezione della sola Sparta) e culmina nella centralità dell'egemonia macedone.
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