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Ets: Mod

Pasolini e le periferie del mondo

editore: Ets

pagine: 177

Nella storia di Pasolini la nozione di periferia rappresenta il nodo concettuale più persistente e fecondo, capace di produrre
18,00

Giulio Piccini (Jarro) tra Risorgimento e grande guerra (1849-1915)

editore: Ets

pagine: 262

Questo volume intende offrire per la prima volta uno studio complessivo dell' attività e della sterminata produzione letteraria di Giulio Piccini, meglio noto come Jarro (Volterra, 28 ottobre 1849 - Firenze, 15 febbraio 1915). Editore di testi antichi, giornalista e critico drammatico e musicale, narratore e romanziere proto-giallista, umorista e gastronomo, Piccini fu un erudito e un poligrafo ammirato, tra gli altri, da Gabriele D'Annunzio, Luigi Capuana e Matilde Serao. I suoi poliedrici interessi, che spaziano dal teatro al cinema, dalla storia locale alla cronaca contemporanea, ne fanno non soltanto un testimone, ma anche un interprete acuto e spesso polemico di un'epoca di transizione e dei suoi protagonisti. L'esame di alcune delle principali opere di Jarro, con attenzione specifica rivolta alla loro circolazione, alla lingua e allo stile, nonché ai modelli di riferimento adottati, permette così di comprendere pienamente il valore e il significato del contributo dato da Giulio Piccini al panorama culturale italiano tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento.
25,00

Tra il «quid» e il «quod». Metamorfosi narrative di Carlo Emilio Gadda

di Ida De Michelis

editore: Ets

pagine: 140

Il libro vuole presentarsi come occasione di analisi della produzione narrativa breve di Carlo Emilio Gadda, talvolta messa in ombra, anche a livello critico, dall'interesse per i due grandi romanzi Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana e La cognizione del dolore. Uno studio storico di contestualizzazione critica e formale dell'opera del Gran Lombardo si accompagna all'analisi testuale ravvicinata delle sue raccolte narrative, proponendo una canonizzazione teoricamente motivata del racconto gaddiano da porsi in continuità creativa con il resto della sua produzione romanzesca, da una parte, e saggistica, dall'altra, ma sempre conservando una netta e marcata distinzione formale.
15,00
25,00

La carta del mondo. Italo Calvino nel Castello dei destini incrociati

di Savio Davide

editore: Ets

pagine: 280

Quando ebbe l'idea di scrivere Il castello dei destini incrociati, nel luglio del 1968, Italo Calvino aveva appena impresso un
27,00

La didattica della letteratura nella scuola delle competenze

editore: Ets

pagine: 238

Negli anni scorsi è stata realizzata una riforma strutturale del sistema formativo. Le indicazioni nazionali per i nuovi licei e le linee guida per gli istituti tecnici e professionali, che hanno preso il posto dei vecchi programmi scolastici, divenuti ormai completamente anacronistici, sono solo un corollario del nuovo disegno. Negli interventi qui raccolti si affrontano alcune questioni cruciali per la didattica della letteratura, a cominciare dalla definizione delle "competenze" disciplinari e delle procedure più idonee al loro sviluppo e consolidamento. Ma vi si ragiona anche della centralità del lavoro sui testi, dello spazio della filologia testuale nella ricostruzione del processo elaborativo dell'opera letteraria, dei problemi connessi alla "comprensione del testo" e all'arricchimento delle competenze linguistiche dello studente, del carattere inevitabilmente selettivo del "programma" scolastico e dei criteri sulla base dei quali stabilire le priorità, della costruzione di percorsi "canonici" che tenga conto della specificità degli indirizzi di studio, delle interferenze tra letteratura e altre espressioni culturali e delle opportunità che ne scaturiscono sul piano di un apprendimento interdisciplinare, del rapporto, infine, tra letteratura italiana e letterature straniere nel concreto della pratica didattica.
25,00

Sublime e antisublime nella modernità

editore: Ets

pagine: 928

Dal secondo Settecento, il tema del sublime è ben presente nella cultura letteraria e figurativa. Una tragedia, sia reale sia finzionale, infligge di massima tormenti e lacrime. Tuttavia può procurare pure "godimenti" (Vergnügens). Non sempre rubricati come tali, la cultura antica da Aristotele a Lucrezio non li ignorò. Del tutto anomali, sono i godimenti del dolore: secondo i moderni, frutti dell'Erhabene, del "sublime". La "Philosophical Enquiry into the Origin of our Ideas of the Sublime and the Beautiful" di Burke, uscita nel 1757, fu tradotta anche in italiano fin dal 1804. Di quella Enquiry si individua qualche traccia nella "Kritik der Urteilskraft" di Kant e nell'estetica di Croce. Sono queste, le radici filosofiche del tema che gli atti del presente convegno hanno articolato: com'è ovvio in chiave prevalentemente letteraria e in ambito prevalentemente italiano, ma senza escludere escursioni extra moenia.
90,00

Il Novecento a scuola

 

editore: Ets

pagine: 198

23,00

I margini del sogno. La poesia di Lorenzo Calogero

di Caterina Verbaro

editore: Ets

Per il suo estremismo linguistico e concettuale, per la sua valenza di desolata testimonianza esistenziale, per la sua rarefatta e sofferta marginalità, la poesia di Lorenzo Calogero rappresenta l'esperienza poetica più radicale e sconosciuta del Novecento letterario italiano. Dopo il clamore del "caso Calogero" suscitato negli anni Sessanta dalla pubblicazione postuma delle sue Opere poetiche, e dopo diverse e sempre episodiche fasi di attenzione critica nel corso degli ultimi quarant'anni (dall'ammirato omaggio di Montale negli anni Sessanta fino all'adozione di Amelia Rosselli negli anni Ottanta), i saggi che compongono questo libro rappresentano l'indagine più compiuta di una vasta e misteriosa esperienza poetica che attraversa come un'insanabile contraddizione gli anni cruciali della poesia italiana del Novecento. La disamina della poetica calogeriana, particolarmente attenta al meccanismo espressivo fondato sull'analogia fonica, ne segue lo sviluppo nel corso degli anni Cinquanta, ma questo fino ai Quaderni di Villa Nuccia. A quest'ultima controversa opera è dedicata una verifica filologica sui manoscritti conservati presso l'Università della Calabria. A un secolo dalla nascita del poeta (1910) e a cinquant'anni dalla sua scomparsa (1961), questo libro ambisce perciò a rilanciare l'interesse critico e filologico per la poesia di Calogero e a contribuire alla rivalutazione di una voce poetica ingiustamente rimossa dal canone novecentesco.
20,00

Le ragioni di un pessimista. Mandeville nella cultura dei lumi

di Riccardo Donati

editore: Ets

pagine: 192

Il volume, frutto di una ricerca condotta presso il Collège de France, ripercorre la poliedrica opera del filosofo Bernard Mandeville (1670-1733), autore della celebre Favola delle api, con l'obiettivo di mettere in luce le interazioni tra contenuti filosofici, sociali e politici e forme letterarie scelte per veicolarli. Concentrandosi in particolare sul rapporto dell'autore con la grande tradizione della letteratura europea, dagli antichi a Cervantes, Machiavelli, Ariosto, Erasmo, Rabelais, fino a Bruno e La Fontaine, Donati analizza il pluriennale lavoro di revisione dei generi letterari - la favola e il dialogo filosofico in particolare - che Mandeville intraprese al fine di forgiare un agile e duttile strumento di indagine speculativa e persuasione logica. In questa prospettiva vengono passati al vaglio i dispositivi retorici e stilistici messi a punto dall'autore non solo nelle opere più propriamente letterarie, ma anche in quelle di taglio scientifico e nei pamphlet satirici: una chiave di lettura che consente un serrato confronto, sino a oggi sostanzialmente inesplorato, con le dinamiche più profonde dell'itinerario testuale del filosofo. Nel capitolo conclusivo Donati propone poi una nuova ipotesi interpretativa per uno dei punti più discussi della critica mandevilliana, ovvero il ruolo rivestito dalla dimensione religiosa nei rapporti di forza che regolano l'evolversi delle dinamiche sociali.
21,00

Lo scriba e l'oblio. Letteratura e storia: teoria e critica delle rappresentazioni nell'epoca borghese

di Mario Domenichelli

editore: Ets

pagine: 338

«Lo scriba e l'oblio interroga il destino della letteratura, il suo incessante dialogo con le forme della realtà e con la loro evanescenza, con il tempo che essa si lascia alle spalle e con quello verso cui essa si affaccia senza poterlo afferrare; e interrogando il destino della letteratura pone domande essenziali sui modi in cui essa si fa carico della memoria, sulle varie strategie che mette in atto per dare corpo a forme di esistenza che si dissolvono, sulla sua sfida all'inevitabile oblio, e sul legame necessario che comunque essa istituisce con l'oblio. Seguendo in una solida prospettiva ermeneutica i più vari sviluppi della riflessione contemporanea, attraverso memoria e oblio Domenichelli chiama in causa altri cruciali nodi teorici, come la critica della rappresentazione e della narratività, l'interpretazione figurale, il rapporto tra costruzione dell'oggetto e costruzione del soggetto, il senso della fine, il conflitto tra modelli culturali, i caratteri del romanzo storico, le attuali prospettive della forma romanzesca. In un serrato dialogo con tanti testi capitali (Nietzsche e Benjamin, Dickens e Manzoni, Collodi e Conrad, Eliot e Virginia Woolf, Lukács e Foucault, Auerbach e Geertz, Gramsci e Said), Lo scriba e l'oblio è un libro "totale" sulla letteratura, sulla sua condizione attuale, su possibilità e compiti che le toccano ancora oggi.» (Giulio Ferroni).
35,00

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