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Ianieri: Saggi e carteggi dannunziani

D'Annunzio e il vivere inimitabile. Cronache di un pescarese a Milano

di Raffaella Canovi

editore: Ianieri

pagine: 232

Attraverso il suo rapporto con la città di Milano si presentano i molteplici aspetti, alcuni più, altri meno conosciuti, di d'
18,00

Cara, cara mamma. Lettere di Gabriele D'Annunzio alla madre

editore: Ianieri

pagine: 169

Una raccolta, uno scrigno segreto dei sentimenti più puri e sinceri del Superuomo verso la "mater Mirabilis" la sua "Mammà"
16,00

D'Annunzio e villa Cargnacco

di Attilio Mazza

editore: Ianieri

pagine: 168

"Spesso le dimore degli artisti sono meta di un turismo culturale che non si esaurisce nella curiosa esplorazione di spazi e cimeli, ma serve ad integrare la conoscenza, la memoria, l'ammirazione di quelle personalità. Tanto più è vero ciò per una dimora, il Vittoriale di Gardone Riviera, che Gabriele d'Annunzio intese ristrutturare, ampliare ed arredare 'secundum cor suum', come espressione autentica e fascinosa della propria arte, visibile ed imperituro monumento della sua geniale creatività. Attilio Mazza, da sempre attento e perspicuo studioso dannunziano, offre con questa ricerca un ritratto compiuto del Vittoriale, nella prospettiva storica della nascita e della evoluzione materiale dell'edificio attraverso i secoli e nell'attualità del suo assetto, come il Vate lo volle per consegnarlo ai posteri." (Umberto Russo)
16,00

La fine dell'incantesimo. Lettere inedite del 1904 Duse-d'Annunzio

di Franca Minnucci

editore: Ianieri

pagine: 208

Il nuovo libro di Franca Minnucci, racconta attraverso lettere, telegrammi e documenti inediti, l'anno più difficile e controverso nella vita di Eleonora Duse e Gabriele d'Annunzio: il 1904. L'autrice, una delle maggiori biografe della Duse (sta curando per conto del Comitato Scientifico del Vittoriale l'intero carteggio tra i due artisti), nonché interprete teatrale del personaggio femminile tanto legato al Vate, ricostruisce con precisione in questo libro la lacerazione dei rapporti tra il Poeta e la famosa attrice. In esso ripercorre con un'analisi attenta e capillare, momento per momento, gli eventi, i cambiamenti d'umore, le decisioni improvvise e tutto quel pathos e quella concitazione che si creò nell'anno della messa in scena della Figlia di Iorio. La pubblicazione presenta, proprio per la precisione con la quale è condotta, una rilettura dei fatti di quell'anno "pazzesco" che permette alla studiosa di sostenere l'ipotesi assolutamente nuova ed originale ed anche audace che non fu Gabriele d'Annunzio a impedire, a non volere, a sottrarre l'"opera bella" alla grande Tragica ma fu, senza dubbio, Eleonora Duse che per molti motivi, non volle interpretare quel personaggio: ebbe paura, non colse la grandezza di quel dramma e amareggiata e tradita come donna ed amante, provata fisicamente ed economicamente fuggì da quel personaggio e da un impegno che pur aveva preso con il suo autore.
14,00

D'Annunzio orbo veggente

di Attilio Mazza

editore: Ianieri

pagine: 304

Riti, simboli cristiani e massonici nella Prioria del Vittoriale. Nel libro, "D'Annunzio Orbo veggente", l'autore evidenzia come l'occulto in senso lato sia stato una delle componenti fondamentali dell'esistenza di d'Annunzio, come uomo, letterato ed eroe di guerra; ci mostra, inoltre, quanto l'occulto sia stato presente nell'opera del Poeta, nella vita, nelle abitudini, come religione, religiosità, spiritismo, conoscenza e frequentazione di medium, veggenti e cartomanti. È, così, ripercorsa l'intera vita di d'Annunzio con una ricostruzione biografica completamente diversa dalle versioni ufficiali. Alcuni particolari, evidenziati dall'autore, inducono ad ipotizzare che sia avvenuta per ingestione volontaria di veleno, del cui effetto era perfettamente consapevole. L'autore, già in altre occasioni, attraverso le interviste rilasciate da Emy Heufler, la prima ad accorrere nel momento del malore fatale, da Giuditta Franzoni, da Luisa Bàccara e da Emilie Mazoyer, giunte subito dopo, ha fatto rilevare che i resoconti della morte del Poeta, tutti contrastanti e discordanti tra loro, facevano emergere la tesi del suicidio, che, per lui, sembrava essere "una possibile conferma di un evento volutamente oscurato".
18,00

Caro compagno compagnevole

di Vincenzo Sottanella

editore: Ianieri

pagine: 160

Con il Glossario politico dannunziano del carteggio con Mussolini, relativo al ventennio 1919 - 1938, si è di fronte al meritorio atto d'indagine testuale condotto su uno dei rapporti epistolari più discussi della storia italiana, ovvero quello intercorso, per un ventennio, tra l'intellettuale abruzzese, il Vate Gabriele D'Annunzio, e l'emissario del potere che ebbe nella figura del Duce, il Cavaliere Benito Mussolini, una personalità eccentrica e difficilmente contrastabile. Ne viene fuori lo spaccato di un rapporto tra intellettuale e potere, molto mosso, tra la vis dannunziana contrassegnata dal motto ardisco e non ordisco e il decisionismo dell'uomo forte, del Duce circondato da uno stuolo di mestatori, i capi fascisti, così definiti dal poeta, rei di deviare e falsamente indicare al capo del governo gli obiettivi da perseguire nel suo agire politico.
16,00

Sarah Bernhardt e Gabriele D'Annunzio. La Poesia del Teatro. Carteggioo Inedito (1896-1919)

di Franca Minnucci

editore: Ianieri

pagine: 144

Il volume presenta il carteggio tra Gabriele d'Annunzio e l'attrice francese Sarah Bernhardt: documenti preziosi per chi voglia ricostruire la storia di quel teatro, La Renaissance, in cui il grande attore è impresario e regista oltre che interprete. Prima ancora di avviare il sodalizio con Eleonora Duse, l'intesa con l'attrice francese rappresenta per d'Annunzio la prova inaugurale della sua lunga avventura sulle scene: un'avventura che ha subito di mira il rinnovamento radicale dello spettacolo di prosa.
16,00

Il peccato di maggio

di Giuliana Vittoria Fantuz

editore: Ianieri

pagine: 580

Per la prima volta viene pubblicata la lunga storia d'amore tra Maria Hardouin di Gallese e Gabriele d'Annunzio, e innumerevol
23,90

La religione di D'Annunzio

di Attilio Mazza

editore: Ianieri

pagine: 248

Gabriele d'Annunzio ebbe una sensibilità fortemente religiosa. Dichiarò, infatti, di aver avuto un'"anima nativamente religiosa". Anche se risulta difficile, addirittura impossibile, definire la sua religiosità. Fu sempre consapevole del mistero in cui viviamo. E sembra avesse la certezza della vita oltre la vita. Addirittura affermò di aver visto i trapassati: l'adorata madre, Luisa De Benedictis ed Eleonora Duse, in particolare. Furono solo fantasie della sua mente "siderale"? Nessuno potrà mai confermare o smentire. È dunque arduo definire quale sia stato il credo del poeta.
16,00

Gli amuleti di D'Annunzio

editore: Ianieri

pagine: 232

La superstizione di Gabriele d'Annunzio è ben nota. E così pure l'uso che fece di amuleti e talismani sin dagli anni giovanili, come ricordò negli scritti letterari, negli appunti e nell'epistolario infinito. Il saggio Gli amuleti di d'Annunzio esemplifica anche gli oggetti scaramantici che volle a protezione della propria casa di Gardone Riviera, la Prioria del Vittoriale degli Italiani. Il tema va ben oltre la curiosità e l'intrigo esoterico. Documenta, infatti, il singolare mondo del poeta da cui scaturì la sua vena lirica, la sua concezione metafisica, la sua tensione verso l'oltre, il desiderio di congiungere la terra al cielo, anche attraverso simboli, in un gioco di rimandi in cui l'anima possa trovare immagini adeguate per penetrare il mistero dell'Infinito in cui tutto è Uno. La prima sezione del libro Esoterismo dannunziano è di Attilio Mazza; la seconda, Oggetti scaramantici al Vittoriale, è frutto della ricerca di Antonio Bortolotti.
16,00

D'Annunzio e la comarella

di Lina Iannuzzi

editore: Ianieri

pagine: 160

L'autrice traccia il profilo di una donna di alte qualità morali e intellettuali, quella Antonietta Treves Pesenti che dai primi decenni del secolo XX al Novecento inoltrato fu, per essere sposa dell'editore Guido Treves, al centro della vita culturale milanese e, di riflesso, di quella italiana tout court. Si succedono, di pagina in pagina, ricordi e notizie dei protagonisti della vita letteraria e artistica dell'epoca: da Gabriele d'Annunzio a Giovanni Verga, da Giacomo Puccini a Eleonora Duse, fino agli scrittori del pieno Novecento, quali Marino Moretti e Massimo Grillandi. Un tratto peculiare del carattere di Antonietta Treves vale qui la pena di sottolineare, quella disponibilità a dare l'aiuto della propria intelligenza e della propria memoria agli altri, anche se sconosciuti, soprattutto ai giovani impegnati nella ricerca e nello studio. Appunto in quest'ottica va inserito il senso di questo volume, che offre un contributo alla conoscenza di un ambiente e di un'epoca.
18,00

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