Il mulino: Istituto storico italo-germ. Annali
Carteggi fra basso Medioevo ed età moderna. Pratiche di redazione, trasmissione e conservazione
editore: Il mulino
pagine: 499
"A partire dalla fine del 2011 l'Istituto Storico Italo-Germanico della Fondazione Bruno Kessler ha avviato una serie di proge
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Il Trentino e i trentini nella Grande Guerra. Nuove prospettive di ricerca
editore: Il mulino
pagine: 201
La prima guerra mondiale in Trentino è una storia carica di silenzi
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Il papa guerriero. Giulio II nello spazio pubblico europeo
di Massimo Rospocher
editore: Il mulino
pagine: 392
La notte tra il 20 e il 21 febbraio 1513 la morte pose fine al decennale pontificato di Giulio Il della Rovere, figura cardine del papato rinascimentale. La popolazione romana gli tributò un omaggio senza precedenti. Come sovrano pontefice, politico spregiudicato e sommo mecenate, Giulio II rimane uno dei personaggi che maggiormente condizionano l'immaginario collettivo del Rinascimento. Ma quale fu l'immagine che ne ebbero i contemporanei - non solo gli uomini di lettere, i prelati e i professionisti della politica, ma anche il popolo urbano del primo Cinquecento? Questo libro risponde a tale domanda ricostruendo l'immagine di Giulio II nella sfera pubblica e nella comunicazione politica in vari contesti italiani ed europei (Bologna, Ferrara, Roma, Venezia, Londra e Parigi). Intrecciando i racconti dei cantastorie con i dispacci dei diplomatici, le voci e le canzoni di piazza con i trattati degli umanisti, Rospocher delinea un ritratto inedito del "papa guerriero", una rappresentazione in perenne oscillazione tra laude e vituperio, tra guerra e beatitudine.
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Documentazione papale in archivi trentini tra XII e XIII secolo
editore: Il mulino
pagine: 212
Il volume propone l'edizione critica di tutta la documentazione prodotta dalla cancelleria papale nell'arco dei secoli XII-XIII e, a seguito di diverse vicende archivistiche, conservata negli archivi trentini. La ricerca ha portato all'edizione di 74 documenti, costituiti in prevalenza da litterae papali, conservate in originale o in copie autentiche, ma anche in copie erudite settecentesche, manoscritte o a stampa. La pubblicazione è corredata da un ampio saggio introduttivo, che illustra la documentazione ripartendola secondo i destinatari. Si ripercorrono in questo modo le vicende degli enti e delle istituzioni ecclesiastiche, a favore o a scapito dei quali tale documentazione venne prodotta. E parallelamente, si propongono al lettore osservazioni e considerazioni sull'attitudine, le possibilità e la volontà di quei diversi soggetti di conservare la propria storia.
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Ceti tirolesi e territorio trentino. Materiali dal Landschaftliches Archiv di Innsbruck (1722-1785)
editore: Il mulino
pagine: 418
Dopo la pubblicazione di un primo volume di fonti ricavate dall'Archivio dei ceti tirolesi di Innsbruck e di Trento, dedicato alla prima età moderna, questo secondo volume copre l'età dell'assolutismo illuminato e delle riforme. Circa 600 regesti databili tra 1722 e 1785, selezionati tra gli oltre 8.000 documenti presi in esame, svelano nella loro serialità la quotidiana gestione delle relazioni politiche e amministrative tra ceti tirolesi e territorio trentino. Ne risulta uno spaccato di storia economica e sociale, di vicissitudini individuali e di azioni collettive, indispensabile per la piena comprensione di un secolo complesso e contraddittorio. Un'ampia introduzione dei curatori e un saggio dedicato alla storia e alle mansioni delle Attività cetuali accompagnano e indirizzano il lettore alla migliore comprensione dei testi.
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L'invenzione della «Realpolitik» e la scoperta della «legge del potere». August Ludwig von Rochau tra radicalismo e nazional-liberalismo
di Federico Trocini
editore: Il mulino
pagine: 262
Sullo sfondo dei complessi processi di rinnovamento politico, sociale, economico e culturale che si verificarono in Germania nel corso dell'Ottocento e, in particolare, dal 1848 in poi, il volume ripercorre la biografia intellettuale di August Ludwig von Rochau (1810-1873). Rochau ha introdotto nel lessico politico tedesco le nozioni, estremamente fortunate, di Socialismus e di Realpolitik, ma nonostante ciò risulta tuttora, rispetto ad altri pubblicisti politici della stessa generazione, un autore scarsamente noto sia in Italia sia in Germania. Attraverso l'analisi del talora contraddittorio profilo politico e intellettuale di von Rochau - dagli anni giovanili dell'attiva militanza tra le fila delle associazioni studentesche sino agli anni della controversa conversione alla politica bismarckiana del "ferro e del fuoco" - il volume intende quindi ricostruire una porzione rilevante dei dibattiti che accompagnarono il processo di formazione dello Stato nazionale tedesco e al contempo le linee essenziali entro cui prese avvio, all'indomani del 1848, la riconfigurazione del nesso tra politica, morale e diritto alla luce del progressivo affermarsi del paradigma naturalistico della Realpolitik.
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Ceti tirolesi e territorio trentino. Materiali dagli archivi di Innsbruck e di Trento (1413-1790)
editore: Il mulino
pagine: 490
Nell'archivio provinciale di Innsbruck, un ricco fondo di registri conservati nel "landschaftliches Archiv" (il cosiddetto "Archivio dei ceti") raccoglie le tracce documentarie del dialogo imbastito tra il potere centrale della contea tirolese e i corpi territoriali (gli "Stände") che la componevano; un dialogo vivace, intenso e conflittuale, che coinvolse a vario livello istituzioni, corpi, singole comunità, individui, provenienti dalle zone del principato vescovile di Trento, da aree territoriali dunque formalmente estranee al nesso della sovranità tirolese. Leggere e analizzare per la prima volta queste carte offre uno squarcio sulla realtà dei rapporti trentino-tirolesi in antico regime; esse indicano quali strumenti, quali linguaggi, quali culture politiche servirono alle istituzioni locali per comunicare da un lato all'altro delle Alpi e si trasformarono con loro al passare dei secoli. Dalla genesi dell'istituzione parlamentare tirolese, nel primo trentennio del XV secolo, fino alle soglie delle riforme settecentesche, il volume cerca di far comprendere le concrete e specifiche modalità d'essere della "società per ceti" trentino-tirolese colta nella storia delle sue istituzioni rappresentative. Il ricco materiale archivistico tirolese, integrato dallo spoglio delle fonti trentine, guida a comprendere in quale modo la composita monarchia asburgica seppe trovare le strade per costruire un accordo vicendevole tra la corona e le classi dirigenti delle diverse province.
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I Volpini, una famiglia di scultori tra Lombardia e Baviera (secoli XVII-XVIII)
di Pietro Delpero
editore: Il mulino
pagine: 286
Nel corso del XVII e nella prima metà del XVIII secolo assistiamo a una consistente migrazione di artisti italiani verso le corti nobiliari, vescovili e abbaziali della Germania del sud. Si tratta di frescanti, pittori e architetti, ma anche soprattutto di scultori e stuccatori in gran parte provenienti dalla zona dei laghi lombardi. Furono le punte emergenti di una vera e propria "diaspora": quella di una popolazione, che per sopravvivere dovette lasciare i poveri paesi della zona dei laghi lombardi per cercare fortuna all'estero. Fin dal Medioevo, con l'Antelami e i Maestri comacini, questo popolo dei laghi aveva sviluppato una singolare abilità nel lavorare e modellare la pietra, che si trovava abbondantemente nelle loro cave e che poteva facilmente essere trasportata per via fluviale fino a Milano e in tutta la Pianura Padana. Questi migranti si erano specializzati in modo da seguire tutte le fasi di lavorazione e di impiego della pietra: dai semplici tagliapietre agli architetti. Una manodopera specializzata che venne attratta dall'intensa attività costruttiva seguita alla guerra dei Trent'anni e dalla conseguente richiesta di decorazioni in stucco, proveniente dai paesi transalpini di religione cattolica e di lingua tedesca. Furono loro i silenziosi e umili ambasciatori del gusto barocco italiano, ma anche gli sperimentatori e creatori di una koinè del nuovo barocco europeo, stimolati dal contatto con altre tradizioni culturali e artistiche non meno vitali.
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Dove non arriva la legge. Dottrine della censura nella prima età moderna
di Lucia Bianchin
editore: Il mulino
pagine: 389
Verso la fine del XVI secolo Jean Bodin, giurista francese, decide di aprire la sezione dedicata all'amministrazione dello Stato nella sua République, l'opera in cui prende forma il moderno principio di sovranità, proprio con un capitolo sulla censura: non una censura ecclesiastica, ma secolare, che ha il suo modello nella censura morale e politica della Roma di età repubblicana. In essa il censimento, utile strumento di rilevazione delle persone e dei beni, si lega con un insieme di tecniche di controllo e di regolamentazione della società che, attraverso l'imposizione di una disciplina dei costumi, aspira a vincolare la coscienza dei soggetti.
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I gesuiti e i papi
editore: Il mulino
pagine: 223
La Compagnia di Gesù nasceva nell'Europa lacerata dalle guerre e percorsa dal millenarismo, dal profetismo, dal radicalismo, scegliendo di porsi a fianco del papa per riconquistare i paesi passati al protestantesimo ed evangelizzare i mondi d'oltremare. Nonostante lo speciale voto di obbedienza circa missiones, che la fece rappresentare come l'esercito della Santa Sede, agguerrito e pronto ad andare ovunque ve ne fosse il bisogno, numerosi sono gli scontri nella storia tra i gesuiti e i papi. Un ordine religioso che nasceva mettendosi a servizio del pontefice ma che proprio da un papa (Clemente XIV, 1773) sarebbe stato soppresso con il pretesto che la sua presenza ostacolava la pace vera e durevole nella Chiesa. La Compagnia di Gesù avrebbe dunque dovuto smettere di esistere, ma continuò a vivere in pìccole enclaves europee e non. Di nuovo per volontà del capo della Chiesa l'ordine rinacque (Pio VII, 1814), pronto a rimettersi al fianco di Roma e a difenderne le posizioni più conservatrici, divenendo il simbolo della restaurazione in Europa e il principale ostacolo a ogni forma di incontro tra cultura cristiana e mondo moderno: la democrazia, il liberalismo, le nuove scoperte biologiche. Ancora una volta la Compagnia sarebbe diventata il centro capace di contenere intransigenti e moderati, intellettuali conservatori e moderni, evoluzionisti, e molti altri opposti, così com'era stato al momento della sua nascita e della sua storia di età moderna. E ancora una volta generando conflitti e conciliazioni, sopravvivenze e rinnovamenti della tradizione e dell'esperienza religiosa che alimentarono contrasti con il papato, particolarmente gravi ai tempi di Giovanni Paolo II.
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La documentazione dei vescovi di Trento (XI secolo-1218)
editore: Il mulino
pagine: 781
Per conoscere la storia dell'area trentina tra il XII secolo e l'inizio del XIII - quando era ancora particolarmente forte la capacità dei vescovi di esercitare il potere temporale - era stata pubblicata dalla Fondazione nel 2007 una nuova edizione del Codex Wangianus, il cartulario della Chiesa trentina voluto dal vescovo Federico Wanga. Ora viene presa in esame dai curatori di quel Codex la documentazione relativa all'epoca precedente e contemporanea a quella in cui nacque il cartulario, conservata però al di fuori di esso. L'interrelazione tra documenti "sciolti" e cartulario è evidente, anche se spesso piuttosto complessa. Nel presente volume si trovano dunque sia documenti vescovili che non furono inclusi nella raccolta e che sono altrimenti noti solo attraverso edizioni molto invecchiate, parziali o difficilmente reperibili, sia i documenti che furono in essa copiati (vi è così la possibilità di una dettagliata analisi delle forme di redazione e conservazione archivistica). Le 279 unità sono corredate da accurati indici; in apertura si fa il punto circa le modalità di produzione della documentazione vescovile trentina tra XII e XIII secolo, in puntuale confronto con altri esempi di "diplomatica vescovile".
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I processi informativi per la nomina dei vescovi di Trento nell'Archivio Segreto Vaticano (secoli XVII-XVIII)
editore: Il mulino
pagine: 771
Con il concilio di Trento, il "processo informativo" sui candidati all'episcopato, reso obbligatorio da Leone X nel 1514, diventa un elemento qualificante della procedura di nomina dei vescovi, in modo da assicurare al governo delle chiese locali persone degne, sia moralmente sia per formazione e cultura. In questo volume vengono editi i testi dei "processi informativi" sui principi vescovi di Trento a partire da Ernesto Adalberto d'Harrach (1665-1667) fino a Pietro Vigilio Thun (1776-1800), conservati presso l'Archivio Segreto Vaticano. Ad introdurli è un ampio saggio che illustra il "processo" nelle varie fasi: dalla sua istruzione ad opera del nunzio apostolico in Vienna dopo l'elezione del nuovo vescovo da parte del capitolo della cattedrale di Trento, alla verbalizzazione delle deposizioni dei testi convocati circa la persona dell'eletto e lo stato della diocesi, fino ai documenti prodotti dall'eletto stesso. Lo scopo dell'indagine era quello di stabilire se il promovendo si trovasse in possesso di tutte le condizioni richieste per ottenere la conferma apostolica. Autenticati dal cancelliere e dal nunzio, gli atti del "processo" erano inviati alla Curia romana, dove venivano esaminati da una commissione di quattro cardinali per la conferma dell'eletto, che aveva luogo in un concistoro segreto, presieduto dal papa. I "processi informativi" offrono un utile termine di raffronto e di integrazione con le "relazioni" dei vescovi tridentini alla Sede Apostolica.
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