Il Mulino: Pubblicazioni AREL
Il mercato avido. Finanza degli eccessi e regole tradite
di Antonio Taverna
editore: Il Mulino
pagine: 221
La tempesta finanziaria è arrivata nel mondo economico a ciel sereno. Le banche improvvisamente hanno presentato situazioni fallimentari, soprattutto nei paesi anglosassoni. I loro amministratori, come la politica e le istituzioni finanziarie, non hanno colto i segnali premonitori che le attuali analisi dicono percepibili da tempo. Politica e autorità economiche hanno invocato la necessità di scrivere nuove regole, secondo un approccio che ignora la realtà, perché regole buone c'erano e ci sono. Il problema era ed è quello di applicarle e farlo in modo uniforme nel mondo. È poi indubbio che la rapida evoluzione della finanza innovativa e la globalizzazione dei mercati richiedono un'aggiornata regolamentazione. I numeri meglio che le parole possono aiutare a definire lo scenario che ha portato alla crisi. Il libro raccoglie una serie di dati e alcune loro comparazioni fra le diverse economie utili allo scopo. Le avidità di denaro, di potere e di presenza mediatica sono alla base degli eccessi, non solo dei manager e degli operatori di finanza, ma largamente rintracciabili anche nei comportamenti di investitori e di azionisti istituzionali, come le fondazioni in Italia, i land in Germania e i fondi pensione nel mondo anglosassone. Le misure regolamentari e la supervisione saranno sempre inadeguate se non saranno accompagnate da comportamenti meno ingordi da parte di tutti. (Prefazione di Enrico Letta)
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Flessibilità e sicurezze. Il nuovo welfare dopo il protocollo del 23 luglio
editore: Il Mulino
pagine: 325
Il Protocollo firmato dal governo e dalle parti sociali il 23 luglio 2007 e la legge che lo attua agiscono a tutto campo sul sistema di welfare del nostro Paese. Si tratta dell'intervento più ampio e ambizioso degli ultimi anni. Le modifiche si estendono, infatti, dalle pensioni al mercato del lavoro, dalla contrattazione di secondo livello alle politiche per promuovere la competitività. Non sempre, però, all'ampiezza della sfera di incidenza corrisponde un'immediata incisività dei disegno di riforma, che rimanda alla legislazione delegata alcune delle misure più innovative e radicali. È dunque ancora prematuro giudicare nel dettaglio la portata effettiva del Protocollo. Le analisi contenute in questo volume possono, tuttavia, portare importanti contributi al dibattito sia sulla fisionomia generale dell'accordo, sia sulle scelte ancora da compiere per completare il percorso intrapreso. In quest'ottica, l'analisi degli aspetti più salienti del Protocollo diventa una lente utile per approfondire, con approccio scientifico, le principali tendenze in atto in materia di welfare e regolamentazione del mercato del lavoro. Sullo sfondo le grandi sfide legate all'emergenza demografica, al deficit di produttività del nostro Paese e alle trasformazioni globali che giorno dopo giorno, rivoluzionando la natura stessa del lavoro, pongono il regolatore pubblico di fronte a nuove scelte.
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Una dote per il merito. Idee per la ricerca e l'università italiane
editore: Il Mulino
pagine: 294
La ricerca scientifica e l'università italiane scontano gravi inefficienze. Manca, in particolare, un'autentica cultura del merito. Troppo spesso lo si confonde con il talento naturale o con il genio, come se si trattasse di una prerogativa per pochi. Non s'intuisce, invece, che il merito si costruisce fin dai banchi di scuola. E soprattutto si alimenta giorno dopo giorno con relazioni personali e professionali improntate alla verità, contro la logica del più furbo o del più protetto. In società complesse e spesso disorientate, il merito è una risorsa per la democrazia, un valore aggiunto che restituisce dignità alla comunità e rende trasparente e certificabile la competizione tra i ricercatori e, più in generale, tra gli attori sociali. Merito non significa soltanto meritocrazia, ma anche opportunità per abbattere le barriere, per consentire la mobilità sociale e insieme garantire la coesione, per favorire l'integrazione e l'internazionalizzazione delle istituzioni di ricerca. Gli autori che hanno accettato di collaborare a questo volume sono tutti esperti di sistemi di ricerca: economisti, fisici, scienziati della vita, letterati e umanisti che, all'inizio di una nuova legislatura, hanno voluto, ancora una volta, mettere in ordine alcune loro idee per contribuire, senza la presunzione di ridisegnare il mondo, al rilancio della ricerca italiana.
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Nuovi statuti e forma di governo delle regioni. Verso le costituzioni regionali?
di Marco Olivetti
editore: Il Mulino
pagine: 370
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Il manager intellettuale. L'eredità di Alessandro Pansa
editore: Il Mulino
pagine: 156
La cultura enciclopedica, la curiosità intellettuale, il rigore etico, il talento manageriale, la capacità di visione, la stra
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La ripartenza. Analisi e proposte per restituire competitività all'industria del calcio
editore: Il Mulino
pagine: 319
Perché la Serie A non è più il campionato di calcio più bello del mondo? Perché le squadre italiane faticano a tenere il passo di inglesi e spagnole, temono il sorpasso delle tedesche e hanno perduto la leadership nelle Coppe europee? Perché l'Italia è l'unico paese europeo in cui negli ultimi dieci anni è diminuita la presenza degli spettatori negli stadi? E perché è quello in cui si è registrata la percentuale più bassa di incremento del fatturato complessivo del movimento calcistico? Ma soprattutto: come si può fare per restituire competitività a un sistema che fino alle soglie del Duemila guardava dall'alto in basso la concorrenza internazionale? Questo libro è il frutto di un cammino di ricerca che ha messo a confronto dati economici e fiscali, capacità di marketing, strumenti giuridici e meccanismi regolamentari del calcio italiano ed europeo per elaborare, con il contributo di studiosi, addetti ai lavori e qualificati osservatori esterni, un composito pacchetto di proposte di riforma da affidare rispettivamente al legislatore, alle autorità sportive, al complesso sistema di imprese che opera nel settore e ai singoli club calcistici. Una ripartenza, termine calcistico in voga negli anni Novanta, quando le squadre italiane vincevano le Coppe europee, che necessariamente passa per la capacità del calcio italiano di fare sistema. Puntando sui nuovi stadi, ma non solo.
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