fbevnts Società e storia - tutti i libri della collana Società e storia, Il Mulino - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Il Mulino: Società e storia

I Piaggio. La parabola di un grande gruppo armatoriale e cantieristico italiano (1875-1972)

di Roberto Giulianelli

editore: Il Mulino

pagine: 268

Alla vigilia della Grande guerra il gruppo industriale guidato dal senatore Erasmo Piaggio si estende in vari settori, fra cui quelli saccarifero, siderurgico, elettrico e chimico. L'"impero" dei Piaggio - a partire dall'età giolittiana, Erasmo si fa affiancare dai figli Amedeo, Carlo, Giuseppe e Rocco - conserva tuttavia le sue radici più profonde nell'armamento e nella cantieristica, là dove nella fase preunitaria la famiglia genovese aveva dato inizio alla propria attività imprenditoriale. Nel Novecento i Piaggio possiedono importanti compagnie armatoriali come il Lloyd italiano, la Navigazione Alta Italia e la Ligure d'armamento, cui si aggiunge il controllo di numerose società minori. Persino superiore è il loro grado di coinvolgimento nella navalmeccanica, industria all'interno della quale operano attraverso la Società esercizio bacini e i Cantieri navali riuniti, che posseggono stabilimenti anche ad Ancona e Palermo. La storia di queste imprese, infine vendute o salvate dall'Iri negli anni Settanta, oltre a contribuire a chiarire i motivi che hanno condotto alla dismissione del gruppo Piaggio, esemplifica la parabola seguita dal capitalismo genovese protagonista del decollo industriale italiano a cavallo fra il XIX e il XX secolo, gettando così più ampia luce anche sulla storia economica del paese.
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La governance dello sviluppo locale. Città e territori in Italia nell'epoca della globalizzazione

editore: Il Mulino

pagine: 273

Il volume si occupa di sviluppo locale in tempi sin qui tutt'altro che celebrativi del "piccolo è bello", riferito alla desiderabilità di quelle piccole dimensioni d'impresa che tradizionalmente caratterizzano tanta parte della produzione industriale e dei servizi turistici in Italia. Molti si sono domandati se quello sviluppo locale non fosse destinato a morire, piegato dal capitalismo globale, surclassato dalle multinazionali di tecnologie e innovazione, disperso nella delocalizzazione produttiva delle nostre stesse imprese, in cerca, nei paesi emergenti, di nuovi mercati di sbocco e di risparmio sui costi di produzione. Ci si è chiesti se lo sviluppo locale non risultasse schiacciato sotto le ruote dei nuovi agguerriti competitori e degli attori globali a piede libero; e se non risulti superato, anche in casa propria, da quel "Quarto capitalismo" alimentato da imprese di medio-grandi dimensioni che lo sviluppo locale stesso ha espresso nel paese negli ultimi decenni. Ci si è interrogati, insomma, sulle sorti e le prospettive di uno sviluppo locale apparso come un miracolo del passato e un ritardo del presente; e, più in generale, sul complesso problema dei futuri assetti del rapporto tradizionale fra impresa e contesto socio-territoriale. Alla questione dei rapporti economici e sociali sul territorio, e dunque a un tema urgente di economia reale e di governance, ci si volge con sguardo tanto più attento, oggi, nel tempo della crisi economica.
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Lo sviluppo locale. Storia, economia e sociologia

editore: Il Mulino

pagine: 320

Sul tema dello sviluppo locale è in corso un ampio dibattito, alimentato dai problemi incontrati nell'ultimo quindicennio dai distretti industriali tradizionali e, più in generale, dal made in Italy. L'emergere di nuovi e agguerriti protagonisti, la rapidissima innovazione tecnologica e l'accentuarsi della concorrenza nel mercato globale hanno creato non poche difficoltà alle piccole imprese italiane, anche a quelle organizzate in sistemi produttivi locali, spingendole verso nuove forme organizzative. Se negli anni Ottanta, per interpretare le trasformazioni dell'industria italiana manifestatesi nel decennio precedente si era fatto ricorso al concetto di distretto industriale, a partire dalla metà degli anni Novanta il dibattito ruota invece attorno ai concetti di globalizzazione e, appunto, di sviluppo locale. In questo volume il tema viene affrontato in un'ottica interdisciplinare, nella convinzione che uno sguardo multiplo possa aiutare a comprendere la complessità dei fenomeni e le interconnessioni che sfuggono ad approcci settoriali. L'analisi economica e sociologica si intrecciano così con l'indagine storica, dando luogo a esiti di grande interesse e mirando a superare le evidenti difficoltà di dialogo finora mostrate dagli studiosi di economia, geografia, storia e sociologia che si sono occupati dell'argomento.
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Alle origini dello sviluppo locale. Le radici storiche della Terza Italia

di Marco Moroni

editore: Il Mulino

pagine: 251

Il tema dello sviluppo locale connota, e in termini positivi, una parte non irrilevante dell'economia italiana. In Italia la cultura dello sviluppo locale manifesta ancora grandi limiti. Da una parte, il mondo politico appare incapace di comprendere le risorse di cui sono dotate le comunità locali; dall'altra, il pensiero economico ancora fatica a riconoscere l'importanza dei fattori non economici. Eppure da tempo gli scienziati sociali hanno chiarito che, per rispondere meglio alle sfide della globalizzazione, oggi occorre puntare a un modello di crescita che riesca a garantire, accanto allo sviluppo economico, anche la coesione sociale. Nel secondo dopoguerra questo diverso modello è stato sperimentato con successo nelle regioni della "Terza Italia", dove l'intreccio fra economia e società ha favorito la realizzazione di uno sviluppo fortemente radicato nel territorio. Il volume analizza alcuni sistemi produttivi locali confermando la ricchezza e la varietà delle risorse che hanno reso possibile tale successo. Di qui, la tesi di fondo di questo lavoro: poiché richiede una lenta sedimentazione, lo sviluppo locale può essere compreso appieno soltanto facendo ricorso a un'indagine storica di lungo periodo. I casi di studio presentati dimostrano che l'ottica interdisciplinare e la conoscenza delle precedenti esperienze storiche sono fondamentali per cogliere il processo di formazione e le peculiarità dei sistemi locali, ma anche per valorizzare le molteplici risorse del territorio.
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