Il mulino: Studi per le scienze della cultura
Da Gehlen a Herder. Origine del linguaggio e ricezione di Herder nel pensiero antropologico tedesco
di Mario Marino
editore: Il mulino
pagine: 421
Ne "L'uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo", Gehlen riconosce in Herder il proprio "precursore". Questo volume indaga per la prima volta i cana di tale incontro e il suo preciso significato nella costruzione dell'antropolo gehleniana. Dopo un'esposizione del senso della presenza di Herder in momenti della cultura filosofica, politica e scientifica tedesca tra le due guerre per rilevanti in rapporto a Gehlen, viene sottoposto a una duplice analisi il problema dell'origine del linguaggio. Una lettura sistematica della genesi dell'antropologia de "L'uomo" in termini di superamento dei modelli idealisti e spiritualisti fa emergere il ruolo decisivo della teoria anti-intellettualistica dell'origine del linguaggio associata alla dottrina della carenza. Una valutazione dello specifico contributo delle fonti di Gehlen alla soluzione del problema e la ricostruzione, mai tentata prima, della complessa e stratificata ricezione di Herder al loro interno, attestano in più direzioni la vitalità del pensiero herderiano e il peso di questo dibattito sull'origine del linguaggio, a lungo misconosciuto dalla critica. Contestualmente ai grandi autori vengono studiati quelli dimenticati o meno noti. In questa duplice prospettiva, la domanda sull'origine del linguaggio si rivela, pertanto, il terreno su cui matura la riscoperta di Herder e, al contempo, quel congedo dalle filosofie dello spirito e dellacoscienza potenzialmente così fecondo per il dibattito filosofico odierno.
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La via della qabbalah. Esegesi e mistica nel «Commento alla Torah» di Rabbi Bahya ben Aser
di Maurizio Mottolese
editore: Il mulino
pagine: 263
Quando sul finire del Duecento il rabbino spagnolo Bahya ben Aser compose il suo "Commento alla Torah", egli interpretò la Scrittura attraverso un sistema a più livelli, capace di utilizzare le "vie" esegetiche classiche della tradizione rabbinica, di abbracciare la "via dell'intelletto" (il discorso esegetico della scienza e della filosofia) e di aprire, al culmine della lettura, la "via della qabbalah": il discorso esegetico della tradizione esoterica, relativo ai "segreti della Torah", trasmesso dalle diverse scuole dei cabalisti. Tale carattere inclusivo e divulgativo fu senza dubbio uno dei motivi della popolarità che il testo riscosse nel mondo ebraico (e non solo); ed è ciò che rende tuttora estremamente interessante la sua disamina.
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