La conchiglia: ATYIDAE
Rilke a Capri. Diari, racconti, conversazioni
editore: La conchiglia
pagine: 89
Meglio comunque Capri che Berlino: così, almeno, ragionò Rainer Maria Rilke dopo che sul finire del 1906, a causa di un malinteso, dovette rinunciare al ruolo di segretario privato di Rodin, allora tanto congeniale al suo mestiere di poeta, e rassegnarsi a lasciare Parigi, dove aveva dato inizio alla stesura dei "Quaderni di Malte Laurids Brigge" e dei "Dinggedichte". Il Poeta si trovò, così, costretto a partirsene da Parigi e dopo una serie di viaggi insieme con la moglie, la scrittrice Clara Westhoff, e la figlia Ruth, culminati in un malavventurato soggiorno berlinese, decise infine di accettare l'invito a Capri di Alice Faehndrich baronessa von Nordeck.(...)Il periodo "caprese" di Rilke viene proposto attraverso testimonianze, diari, dialoghi.
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Alla ricerca di Adriano. Marguerite Yourcenar in Italia e a Capri
di Dominique Gaboret-Guiselin
editore: La conchiglia
pagine: 85
Il rapporto di Marguerite Yourcenar con l'Italia è stato intenso e continuo, dalla prima gioventù fino agli ultimi anni di vita. Questo libro si muove alla ricerca delle "orme" lasciate dalla Scrittrice nei suoi viaggi e nei suoi soggiorni nella Penisola, ma vuole focalizzare, soprattutto, le influenze letterarie "italiane", più o meno evidenti, nelle sue opere: vari testi, tra cui "Memorie di Adriano", "Dialoghi nella palude" e più direttamente "La moneta del sogno", si ispirano, in modi diversi, all'Italia, alla sua storia e ai suoi personaggi. All'interno di questo rapporto privilegiato, Capri rappresenta una tappa importante e non occasionale, a partire dal poema giovanile, "Caprée", ispirato a Tiberio, fino alla permanenza, tra il 1937 e il 1938, sull'isola dove la Yourcenar prende in affitto un appartamento per scrivere "Il colpo di grazia".
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Attori si nasce. Protagonisti e grandi famiglie del teatro napoletano
di Francesco Canessa
editore: La conchiglia
pagine: 147
Il primo protagonista che compare nelle pagine di questo libro è Eduardo Scarpetta, l'autore di "Miseria e Nobiltà" con la sua famiglia allargata, i figli con licenza di chiamarlo "papà", Vincenzo e Maria, e quelli per i quali l'appellativo consentito era "zio", Titina, Eduardo, Peppino De Filippo, ed i loro due cugini col cognome mutato in Passarelli, Eduardo e Pasquale; e con la nipote Dora, che realizzò l'unione con un'altra stirpe di attori, sposando Vittorio Viviani, figlio del grande Raffaele (...) Seguono subito i Carloni, che Lina Wertmüller definì "una tribù", nove fratelli e sorelle tutti attori, due dei quali, Pietro e Adelina avevano sposato Titina e Peppino De Filippo. Spicca poi la figura di Tina Pica, straordinaria caratterista in teatro e sullo schermo - figlia di un famoso interprete della maschera di Tartaglia che da giovane affrontava personaggi drammatici (...) E non manca Totò, anche lui all'inizio dichiarato imitatore di qualcuno(...) E tante altre figure che in vari modi hanno contribuito dal palcoscenico all'evoluzione del Teatro napoletano, che da fenomeno localistico ha conquistato una precisa identità nazionale.
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