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Libri di A. Alberti

Le finzioni del potere. L'Arco Trionfale di Albrecht Dürer per Massimiliano I d'Asburgo tra Milano e l'impero. Catalogo della mostra (Milano, 7 maggio-19 giugno 2019)

editore: Officina Libraria

pagine: 295

La Biblioteca Braidense di Milano conserva fra i suoi tesori un'incisione sorprendente, ideata per impressionare le corti euro
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Leonardo da Vinci. La sala delle Asse del Castello Sforzesco. Sotto l'Ombra del Moro

editore: Silvana

pagine: 272

Pubblicato in occasione della riapertura straordinaria della Sala delle Asse, nel quadro dell'evento Leonardo mai visto, attra
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Album Capitini

editore: Aguaplano

pagine: 96

L'"Album Capitini" raccoglie fotografie e documenti in gran parte inediti e conservati presso l'Archivio di Stato di Perugia,
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Il pazzo dello zar

di Jaan Kross

editore: Iperborea

pagine: 433

Dopo nove anni di prigionia nella fortezza di Schlüsselburg, il barone Timo von Bock, dichiarato pazzo, viene confinato con la famiglia nei suoi possedimenti baltici, sotto la stretta sorveglianza di spie governative. Che crimine ha commesso questo brillante aristocratico e colonnello dell'Impero russo, ammirato da Goethe e amico intimo dello stesso zar Alessandro? Nato nella culla dei privilegi, Timo è colpevole della follia di non riuscire a scendere a patti con i propri ideali rivoluzionari, un liberale troppo avanti con i tempi, che rifiuta una principessa per sposare una contadina, che libera i suoi servi e tratta da pari i domestici, fino a scrivere allo zar, con la schietta lealtà che il sovrano esige da lui, un'infuocata denuncia contro il regime. Come un "chiodo piantato nel cuore dell'impero", con la purezza pericolosa di un bambino, Timo ingaggia una lotta a distanza con il sovrano, che tenta ogni genere di lusinga e di persecuzione per "guarirlo", in un confronto tra l'intellettuale e il potere, lo spirito libero e il conformismo, e tra due eroi tragici fatalmente legati da un'impossibile amicizia. Jaan Kross si ispira a una reale vicenda storica per scrivere il suo grande romanzo contro l'oppressione, la stessa che i suoi Paesi Baltici continuavano a subire, non più dai Romanov ma dall'Unione Sovietica, e che l'aveva condannato a otto anni di prigionia.Postfazione di Goffredo Fofi.
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Programmi dei balletti. Selezione di libretti 1751-1776

di Jean­Georges Noverre

editore: Audino

pagine: 128

Jean-Georges Noverre è storicamente riconosciuto come il riformatore del teatro di danza del Settecento e il creatore del ballet d'action di stile francese. Danzatore, coreografo, teorico, autore del celebre Lettres sur la dame et sur les ballets. I grandi affreschi di soggetto storico, come anche i quadretti composti nella sua lunga carriera, recano l'impronta delle posizioni più avanzate nell'ambito del teatro drammatico e musicale francese e delle tendenze dominanti della cultura visiva moderna. Nelle scelte dei soggetti, per i quali attinse a Molière, Corneille, Metastasio, Wieland, Raynal, come nell'uso dello spazio, del colore e della luce, Noverre studiò un'interazione creativa tra azione, gesto espressivo e danza, impegnandosi in una sperimentazione linguistica che condusse a una formula di gusto tipicamente francese e di valenza spettacolare da cui prese le mosse il balletto romantico. Gli esiti sono riconoscibili nei Libretti, con cui Noverre istituì una prassi che divenne imprescindibile per un corretto approccio del pubblico al balletto. In questo testo una selezione dei programmi di balletti composti tra il 1751 e il 1776, scelti tra quelli maggiormente indicativi della profondità delle conoscenze, dell'originalità dell'impianto compositivo e della capacità del coreografo di tratteggiare, utilizzando i parametri tempo-spazio-energia, situazioni drammatiche e profilo psicologico dei personaggi, senza mai abbandonare la finalità spettacolare del balletto.
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Trattato dell'arte della danza

di Carlo Blasis

editore: Gremese Editore

pagine: 176

Carlo Blasis fu ballerino, coreografo e grande teorico della danza. Considerato il codificatore della danza accademica, egli pubblicò nel 1820 questo manuale che ha istruito e ispirato generazioni di ballerini, insegnanti e coreografi. Il testo è corredato da un ampio saggio introduttivo di Flavia Pappacenna che ha riportato alla luce quel complesso legame tra la danza, l'arte classica e la cultura estetica neoclassica dal quale nacquero l'attitude e l'arabesque, le due figure magiche del balletto.
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Le basi della danza classica

di Agrippina Vaganova

editore: Gremese Editore

pagine: 254

Questo volume - traduzione integrale della terza edizione russa risalente al 1948 - illustra principi e tecniche del metodo elaborato da Agrippina Vaganova, una delle più importanti figure della danza mondiale. Formatasi con i più grandi maestri della scuola russa dell'Ottocento, l'artista ristrutturò la Scuola del balletto di San Pietroburgo fondendo in modo creativo la linea tradizionale di estrazione franco-danese con la tecnica virtuosa della scuola italiana, testimoniata in Russia da Enrico Cecchetti e da famose ballerine della Scala di Milano. Il risultato fu il sapiente equilibrio tra raffinata ricerca formale e forte base tecnica che costituisce il tratto distintivo delle sue allieve (tra le quali M. Semenova, G. Ulanova, A. Osipenko, N. Dudinskaja, I. Kolpakova), protagoniste del balletto russo del Novecento. Nel 1957 le venne intitolata la Scuola coreografica di San Pietroburgo, attualmente considerata la più importante del mondo.
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