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Libri di A. Curci

Via San Nicolò 30. Traditori e traditi nella Trieste nazista

di Roberto Curci

editore: Il mulino

pagine: 170

Una storia sbagliata, che coinvolge molti ebrei della comunità triestina e ha il suo centro simbolico in una casa di via San Nicolò (la stessa in cui abitò Joyce), dove si trovava ad un tempo la libreria antiquaria dell'ebreo Umberto Saba e il laboratorio di sartoria e l'abitazione dell'ebreo Grini, lontano parente di Saba. Un figlio di questo sarto, durante l'occupazione nazista, collaborerà attivamente a identificare e catturare molti dei suoi correligionari, poi deportati e uccisi. Attorno alle infami imprese dell'ebreo traditore, ricostruite anche in base alle risultanze processuali, ciò che Curci delinea è però una rete ambigua di legami, di corresponsabilità, di vigliaccherie, di reticenze e silenzi che avviluppa Trieste. Una storia che si vorrebbe dimenticare, e che invece riveste uno straordinario valore esemplare.
15,00

La nascita dell'ateismo

Dai clandestini a Kant

di Curci Stefano

editore: Las

pagine: 192

12,00
10,50

Il violino magico

Con CD-ROM

di Curci Paolo

editore: Curci

14,99

L'illusione dell'ultima parola. Alcuni casi di coscienza in psichiatria e psicoanalisi. Storie e dialoghi

editore: La Casa Usher

pagine: 274

Nel corso della loro attività professionale uno psichiatra e uno psicoanalista hanno incontrato una serie di situazioni, vicende umane, casi clinici la cui complessità, gravità e difficoltà hanno suscitato dubbi, incertezze, inquietudini, domande, ponendo i terapeuti di fronte a irrisolvibili conflitti di natura etica e provocando veri e propri "casi di coscienza". Si tratta di esperienze vissute per lo più in condizioni di solitudine e caratterizzate da una specifica sofferenza fatta di senso di colpa, vergogna, smarrimento, che persistono anche dopo l'intervento terapeutico. In questo libro vengono raccontate alcune situazioni esistenziali in cui, per ragioni e in modi diversi, essi si sono trovati a dover fronteggiare dilemmi così difficili, da non trovare risposte precostituite nella deontologia professionale. Ritornando dopo molti anni sulle storie e sui casi clinici, gli autori ne ricostruiscono l'andamento e gli esiti, confrontandosi, in una serie di dialoghi insieme a uno storico del pensiero, con alcune delle declinazioni storico-filosofiche che i problemi da essi affrontati hanno conosciuto, facendo scaturire uno sguardo critico su alcune dimensioni fondamentali dell'operare clinico. Al cuore di tale sguardo, la conquista della consapevolezza della parzialità, provvisorietà, e sovente inanità, di ogni pretesa di proferire un'ultima e definitiva parola sui destini e sulle vite degli altri.
22,50

Teatro di liberazione. Quasi un manuale sulle arti di strada

di Renato Curci

editore: la meridiana

pagine: 130

Perché facciamo teatro? Tra le tante risposte, la più corretta e giusta è: per la "Alegria". Per questo ci battono le mani, e non perché siamo degli dei: restituiamo gioia e voglia di vivere alla gente. Questo libro è un manuale di teatro visuale e sulle arti di strada. Non perché si debba praticare solo in strada, ma perché la strada diventi il banco di prova della teatralità. Se può funzionare in strada, senza attrezzature e protezioni (luci, scenografie, ecc.), catturando, mantenendo e incuriosendo l'attenzione del passante, allora può funzionare dovunque. Un teatro di strada di qualità e un teatro di figura che non ha bisogno nemmeno dei burattini per essere rappresentato è un teatro che ha un senso vero, sociale, rivolto al pubblico in maniera non demagogica. Un vero teatro di liberazione non può (oltre a dar coscienza al pubblico) che rispondere a bisogni primari e insegnare attività utili alla vita, cercando tutti i modi possibili per ridare un'identità, fornendo gli strumenti non solo per sopravvivere, ma anche per rimanere vivi con dignità e passione. Questi scritti vogliono fornire alcuni strumenti del teatro di liberazione personale a chiunque voglia intraprendere un'attività teatrale senza dover subire la costrizione di passare attraverso il giogo dei proprietari di un teatro fisico. Leggendo queste pagine, e soprattutto praticandole, si potrà condividere la potenzialità di un'esperienza totale, all'interno della quale spariscano le distinzioni di genere fra teatro ragazzi e teatro per adulti.
16,00

Soggetti morali a oltranza. Riduzioni e stupori in due storie psichiatriche manicomiali

editore: ANTIGONE

pagine: 215

Protagonisti di questo libro sono Raniero ed Erica, due lungodegenti manicomiali di tanti anni fa. Afferma Fausto Petrella nella Prefazione: "Il libro è il racconto e la rielaborazione a posteriori, 'dopo tanti anni', dell'impegno oneroso, mentale e affettivo, conoscitivo e rammemorativo, nei confronti di questi due antichi lungodegenti. Il valore del libro è innanzitutto testimoniale, simbolico ed esemplare. E i due pazienti sono un po' come un milite ignoto attorno al quale organizzare sentimenti e pensieri. Ai due pazienti i nostri autori dedicano il monumento postumo del loro libro, dove cercano di farli rivivere magicamente, convogliando su di loro le energie della cultura, la forza della memoria e degli affetti, ma anche trasformandoli in un luogo di confronto e di dialogo fra le più accreditate anime della psichiatria." Lo "stupore", lo "sconcerto", lo "sbalordimento", ma anche una certa "ammirazione" degli operatori psichiatrici di fronte a Raniero e a Erica, alla loro pregnanza antropologica, alla loro dignità, alla loro statura etica capace di resistere alla follia, al manicomio, alle sciagurate circostanze di vita, spingono gli autori a guardare oltre, a spostare il loro sguardo azzardando riflessioni ad altri livelli.
23,00

Dal comprendere al con-vivere. La scommessa dell'intercultura

editore: Emi

pagine: 176

Per la nostra società conoscere e accogliere l'altro è diventato un imperativo. Sempre più camminiamo verso strutture sociali che devono imparare ad accogliere persone diverse nel pensiero, nella vita quotidiana e nelle espressioni. Gli autori del libro tentano di andare ancora più in là. Oltre a conoscere e accogliere, lanciano la sfida del "comprendere". "Se non impariamo a comprenderci gli uni gli altri, vivere nella diversità diventa una Babele o forse l'anticamera dell'inferno" (dalla premessa). Cosa fare per comprendere? Come farlo? Il libro non presenta solo riflessioni teoriche ma anche proposte che traducono i concetti in esperienze vissute e che quindi diventano vero scambio e incontro.
13,00

Era notte a sud

di Curci Vittorino

editore: Besa

pagine: 96

10,00

La sindrome delle molestie assillanti (stalking)

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 197

Il tema delle continue molestie dirette a un soggetto che, turbato e impotente, le subisce sembra allargarsi sempre di più ad aree della vita sociale non direttamente di competenza psichiatrica. Negli ultimi anni i media e la letteratura scientifica hanno proposto una rilettura di queste differenti costellazioni comportamentali mettendo in primo piano una sorta di denominatore comune, costituito dalla presenza di intrusività, varietà e continuità. Il concetto riunifica in un'unica categoria gruppi di azioni note e già descritte come parti di condotte devianti più complesse, ma anche atteggiamenti e gesti in passato tollerati, il cui significativo incremento di frequenza pare connesso anche a particolari cambiamenti della società.
24,00

Buone pratiche per fare intercultura

editore: Emi

pagine: 160

Il volume presenta in concreto percorsi educativi e metodi didattici nella prospettiva, carica di politicità, di formare le persone alla cittadinanza solidale e al dialogo tra le culture. L'educazione interculturale, infatti, offre a ciascuno una nuova grammatica per costruire la civiltà del convivere, l'unica in grado di assicurare l'integrazione sociale e la compresenza dei diversi simboli culturali e religiosi. In una parola, il futuro della famiglia umana.
9,00

La Pedagogia del volto. Educare dopo Levinas

di Stefano Curci

editore: Emi

pagine: 128

Emmanuel Lévinas (1905-1995) è considerato il massimo filosofo dell'etica del Novecento. Anche se non si è mai occupato direttamente di pedagogia, la sua opera, incentrata anzitutto sul volto dell'altro e sulla critica del narcisismo della filosofia occidentale, offre una nuova chiave di lettura pedagogica: l'alterità come paradigma per l'educazione del futuro. Al di là dell'egocentrismo e dell'eurocentrismo abbiamo bisogno di una visione capace di rinnovare l'umanesimo del soggetto. L'educazione all'ascolto, l'etica del limite e della responsabilità, la verità nomade (Abramo contro Ulisse)... sono tanti motivi stimolanti per tutti. Solo un percorso di autodecostruzione consente la ricostruzione di un io ospitale, aperto all'altro "che mi fa visita". Come scrive Emilio Baccarini nella prefazione "la pedagogia del volto diventa, nell'oggi della complessità e della molteplicità dei volti diversi che quotidianamente si incontrano, la sfida urgente di formare persone che siano veramente in grado di incontrarsi e di guardarsi, consapevoli che l'altro lo riguarda". A tal punto, e così da vicino, da rispondere: "Eccomi".
9,00

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