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Libri di A. Mattone

Omicidi, rapine, bardane. Diritto penale e politiche criminali nella Sardegna moderna (XVII-XIX secolo)

di Mario Da Passano

editore: Carocci

pagine: 318

Il volume, a cura di Antonello Mattone, raccoglie dodici saggi sulla storia della criminalità nella Sardegna moderna e contemporanea redatti tra il 1980 e il 1004 da Mario Da Passano, considerato "il più grande storico della legislazione penale che l'Italia abbia avuto" (Mario Sbriccoli). Si tratta di studi innovativi e per certi versi anticonformisti, che respingevano le ormai vecchie interpretazioni della storiografia locale, che consideravano i fenomeni criminosi come manifestazioni di "resistenza" nei confronti dei dominatori esterni. I crimini vengono ricondotti alla loro realtà concreta, grazie all'apporto di una vasta documentazione archivistica. Reati, omicidi, rapine, bardane, matrimoni clandestini vengono analizzati non soltanto nella loro dimensione giuridica, ma anche in quella sociale. Emerge un'immagine inedita della criminalità sarda, a cui si aggiunge una profonda trattazione della normativa sette-ottocentesca e delle politiche in materia penale seguite dal governo sabaudo e da quello unitario.
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29,00

La Sardegna nel Risorgimento

editore: Carocci

pagine: 1113

Il volume affronta i complessi aspetti della storia risorgimentale della Sardegna: dal sottosviluppo economico alla nascita del sistema bancario, dall'unificazione del mercato alla crescita della popolazione, dalla fine degli usi collettivi alla nascita della proprietà privata della terra, dalle strade ai porti, dalle scienze alla letteratura, dalle istituzioni al diritto. Da queste pagine emerge nitidamente come la Questione sarda e la istanza autonomistica siano nate, pochi decenni prima dell'Unità, con la cosiddetta "fusione perfetta" del 1847, attraverso la quale aveva termine la lunga parabola del Regnum Sardiniae e l'isola diventava una provincia periferica degli Stati sabaudi di Terraferma, di cui recepiva gli ordinamenti politico-amministrativi e giudiziari. Si accentuava così la dipendenza economica col Piemonte e soprattutto con Genova. L'insieme dell'opera costituisce una significativa riflessione sul recente passato, uno strumento che, ritrovando il filo delle vicende emblematiche della storia sarda dalla fine del XVIII secolo all'unificazione nazionale, ci aiuta a leggere i problemi del nostro tempo e a costruire le basi di una più consapevole progettazione dell'avvenire.
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95,00

La pastorizia mediterranea. Storia e diritto (secoli XI-XX)

editore: Carocci

pagine: 1130

La storia millenaria della pastorizia nello spazio del Mediterraneo italiano e iberico è proposta in una lettura comparativa che si snoda tra Medioevo ed età contemporanea. Oltre cinquanta saggi ricompongono le forme e l'organizzazione del pastoralismo, il suo controverso rapporto con le pratiche agricole, la normativa e la trattatistica giuridica, le politiche e le iniziative economiche. Le grandi transumanze per i sentieri della Mesta di Castiglia si intrecciano con i fratturi del Mezzogiorno d'Italia, contrapponendosi ai brevi percorsi stagionali delle pecore nelle isole o agli alpeggi. Tra tensioni sociali e disciplina giuridica prendono corpo itinerari di greggi, di uomini e di merci, contratti, investimenti, mercati e circolazione di prodotti pastorali. Un grande affresco d'insieme di un settore strutturale dell'economia e della società mediterranea alla continua ricerca di un equilibrio, capace di sperimentare, di innovare e di rinnovarsi e contribuire allo sviluppo moderno.
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99,00

Storia dell'università di Sassari

editore: Ilisso

pagine: 804

La storia dell'università di Sassari, curata da Antonello Mattone, è articolata in sette sezioni: la prima dedicata alle vicen
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130,00

Castelsardo. Novecento anni di storia

editore: Carocci

pagine: 798

Castelsardo ha da poco compiuto novecento anni, sebbene la data canonica del 1102 risulti difficilmente sostenibile alla luce delle più aggiornate ricerche storiche e archeologiche: il periodo plausibile di nascita di Castelgenovese (antico nome della città) va infatti collocato nella seconda metà del XIII secolo, quando, in conseguenza del crollo del giudicato di Torres, esplose in tutto il nord-ovest della Sardegna un fenomeno di "incastellamento" connesso con l'affermazione dei poteri signorili dei Doria e dei Malaspina. La signoria doriana conobbe un momento importante con la promulgazione degli statuti da parte di Galeotto Doria (ca. 1334); quasi un secolo dopo vennero emanati da Nicolò Doria i capitoli della dogana, destinati ad avere una lunga vigenza. Nel 1448 subentrò ai Doria il dominio catalano, e la fortezza venne attratta sempre più nel sistema economico e politico incentrato sulla dinamica città di Sassari. Durante i secoli XVI-VVII la città, ribattezzata Castellaragonese, fu al centro delle drammatiche vicende della guerra mediterranea ingaggiata dalla Spagna contro i Francesi e i Turchi. Nel Settecento posizione strategica e funzione difensiva vennero nettamente ridimensionate: Castelsardo (così rinominato nel 1767 dai Savoia) si trasformò gradualmente in piccolo borgo marinaro e agricolo, conservando nel corso dei secoli le sue peculiarità, segnate dalla variegata composizione della popolazione.
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61,80

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