Libri di A. Morandotti
Il genio di Milano. Crocevia delle arti dalla fabbrica del duomo al Novecento
editore: Skira
pagine: 368
Nella prefazione della Storia di Milano, Pietro Verri nel 1783 scriveva "Abbiamo un buon numero di scrittori della storia e de
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Giacomo Ceruti nell'Europa del Settecento. Miseria e nobiltà
editore: Skira
pagine: 304
Pittore degli ultimi e ricercato ritrattista dell'aristocrazia, tra ombre e luci, dall'umanità sofferente a intonazioni serene
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Vitaliano VI Borromeo. L'invenzione dell'Isola Bella
editore: Mondadori Electa
pagine: 192
Un volume dedicato al personaggio influente e illuminato al quale la nobile famiglia Borromeo deve il suo gioiello architetton
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Pierre Subleyras e l'abate miniatore Felice Ramelli. Un ritratto per i Musei reali di Torino
editore: Officina Libraria
pagine: 53
Pierre Subleyras (1699-1749), dopo la grande mostra di Parigi e Roma del 1987 che lo ha rilanciato all'attenzione degli studi
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L'ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri. Napoli, Genova e Milano a confronto (1610-1640)
editore: Skira
pagine: 247
Può esistere una storia dell'arte nell'Italia del Seicento senza Caravaggio? Tanto più in un arco cronologico (1610-1640) così
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Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh. Catalogo della mostra (Forlì, 24 gennaio-20 giugno 2010)
editore: Silvana
pagine: 383
Caravaggio era solito dire che la stessa abilità ("tanta manifattura") era necessaria "a fare un quadro buono di fiori, come di figure". Da queste parole, che, muovendo contro la gerarchia ormai codificata dei generi pittorici, sostengono in modo rivoluzionario la dignità di ogni aspetto del reale, anche il più minuto, la mostra prende spunto per illustrare il rapporto di attrazione e di sfida che un soggetto particolare, i fiori, mantiene per i maggiori artisti del Seicento, al di là di ogni specialismo. In quel momento storico il rapporto diretto col vero si coglie al livello più alto nei misteriosi "Fiori in una fiasca impagliata" dei Musei di Forlì, un dipinto che si carica, forse proprio per la sua apparente semplicità, di forti valenze simboliche. La sua tormentata vicenda attributiva, tuttora irrisolta, sta probabilmente a indicare che il suo autore non era forse un pittore "di fiori", bensì un artista che si cimenta eccezionalmente in questo campo, un po' come avvenne nel caso di Caravaggio. Vedere oggi quel quadro accanto ad alcune significative opere assegnabili ad altri artisti ai quali il dipinto di Forlì è stato attribuito nel passato permetterà non solo di ripensarne meglio la data e il contesto, ma anche di comprendere la forza di attrazione che il nuovo genere della natura morta dovette rappresentare per i maggiori artisti del tempo.
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Tiepolo. Venezia, Milano, l'Europa
editore: Skira
pagine: 320
In occasione dei duecentocinquanta anni dalla morte di Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 - Madrid 1770), le Gallerie d'Italia
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