Libri di A. Roca De Amicis
Disegnare il Barocco. Tecniche, prassi e teorie dell'architettura nella Roma del Seicento
editore: Artemide
pagine: 304
Il volume, che raccoglie contributi di alcuni tra i maggiori studiosi italiani e internazionali, offre un'aggiornata panoramic
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La prospettiva di Palazzo Spada
editore: Artemide
pagine: 160
Opera dal carattere unico, alla confluenza tra architettura propriamente detta e divertissement ottico-scientifico, la Prospet
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Roma nel primo Seicento. Una città moderna nella veduta di Matthäus Greuter
editore: Artemide
pagine: 240
Conservata nell'unica copia intera del suo primo stato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la veduta assonometrica da
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I primitivi traditi. L'arte dei "selvaggi" e la presunzione occidentale
di Sally Price
editore: Johan & levi
pagine: 191
Di che cosa parliamo quando parliamo di "arte primitiva"? Quali parametri usiamo per definire e valutare manufatti che, un po' come gli africani durante la tratta degli schiavi, sono stati catturati, strappati via dal loro tessuto socio-culturale di origine, trapiantati in terre ignote e riproposti in nuovi contesti per soddisfare le esigenze economiche, ideologiche e culturali di un'elite colta? Sally Price attinge a una varietà di fonti - la pubblicità della moda e i film, l'antropologia e i fumetti - per guidarci in un'indagine attorno all'arte tribale e ai malintesi che la accompagnano in Occidente, dove l'osservatore "civilizzato" si accosta alle culture remote per mezzo di una fitta rete di preconcetti, convinto, il più delle volte, che i loro prodotti siano l'esito di pulsioni irrazionali sorrette da dinamiche sociali e riti religiosi oscuri. L'antica contrapposizione tra oggetto etnografico e opera d'arte - insieme a quella tra selvaggio e civile - viene qui gettata alle ortiche man mano che si fa luce sull'oscurità che avvolge gli artisti primitivi, fino a invalidare l'idea corrente che questi operino nell'anonimato mentre il culto dell'espressione individuale sarebbe appannaggio esclusivo dei "nostri" artisti. Equivoco, quest'ultimo, che ha contribuito a ratificare il processo di disumanizzazione dell'arte primitiva: ovvero il completo disconoscimento dell'ambiente intellettuale dal quale tali oggetti provengono.
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